L’AQUILA – Nel corso dell’evento finale, svoltosi il 22 ottobre scorso, nella sala interna dell’Aereoporto dei Parchi a Preturo, dopo gli interventi dei promotori del Progetto Riparte L’Aquila Ovest, in primis Giuseppe Placidi, presidente delle Acli regionali, seguito dall’intervento del Consigliere comunale e presidente della Commissione Bilancio Livio Vittorini, dell’Assessore alle Politiche Sociali Manuela Tursini ed infine di Mario Centi presidente delle Acli provinciali c’è stato il momento delle premiazioni per tutti i rappresentanti delle varie associazioni e dei gruppi coinvolti nel progetto, omaggiati con Tshirt con logo del progetto e mediaglia.
A seguire è stato presentato, in anteprima assoluta, il video-racconto che ripercorre attraverso le immagini, il meraviglioso viaggio, durato circa un mese, con i momenti più significativi del progetto. Nato per realizzare attività, per creare legami, avvicinare le persone, costruire nuove opportunità e far sentire ciascuno parte di una comunità.
È da questa idea che ha preso forma “Riparte – L’Aquila Ovest”, un percorso che ha portato cultura, sport, musica, teatro e socialità nei territori della periferia occidentale dell’Aquila.
Un progetto ideato dalle ACLI, sostenuto e promosso dall’Amministrazione comunale attraverso l’Assessorato alle Politiche sociali, per trasformare gli spazi di prossimità in luoghi d’incontro, partecipazione e condivisione.
Dopo l’esperienza positiva realizzata nella zona est della città, Riparte raggiunge l’ovest con una proposta che mette al centro le persone, le associazioni, le famiglie e le nuove generazioni.
Perché una comunità cresce quando nessuno viene lasciato indietro.
E perché inclusione più coesione significa comunità.
La cultura non è soltanto un calendario di appuntamenti. Lo sport non è soltanto competizione. Il teatro e la musica non sono soltanto spettacolo.
Sono state occasioni per incontrarsi, esprimersi, imparare e riconoscersi parte di una stessa comunità.
È questa la visione che ha accompagnato il progetto Riparte: portare servizi sociali, educativi e culturali vicino alle persone, valorizzando i territori e le energie che li abitano.
Un investimento sulla qualità delle relazioni, sulla partecipazione e sulla possibilità di offrire a bambini, ragazzi e famiglie occasioni accessibili di crescita e condivisione.
Una sfida che si realizza attraverso la collaborazione tra istituzioni, associazioni e realtà del territorio. Perché rigenerare una periferia significa anche riconoscerne il valore umano, rafforzarne le relazioni e creare nuove opportunità di partecipazione.
Il viaggio di Riparte nella zona ovest ha avuto inizio in un luogo ricco di fascino e memoria: lo splendido anfiteatro romano di Amiternum. Qui, più di cinquanta bambini, accompagnati in gran parte dai genitori, hanno partecipato a “L’Aquila Cecilia racconta”, un pomeriggio dedicato alla storia della città, trasformata in un racconto capace di parlare ai più piccoli.
Attraverso una narrazione coinvolgente, il gioco e una caccia al tesoro tra le testimonianze del passato, la storia è diventata un’esperienza da vivere insieme.
Un modo originale per avvicinare le nuove generazioni al patrimonio culturale del territorio, stimolando curiosità e partecipazione.
L’iniziativa, curata dall’ASD 99 Castelli capitanata dal presidente Alessandro Serreli in collaborazione con il Museo Nazionale d’Abruzzo e con il contributo della Fondazione Carispaq, ha inaugurato concretamente il percorso di Riparte nell’area ovest.
Perché conoscere le proprie radici significa imparare a riconoscere il valore dei luoghi in cui si vive.
Poi è arrivato lo sport, con la sua capacità di unire, educare e creare relazioni.
A Coppito, al Parco di Murata Gigotti e nei campetti della parrocchia, e successivamente a Preturo, la Polisportiva Atletico Amiternum, organizzazione affidata al presidente Federico Vittorini, ha coinvolto bambini e ragazzi in giornate dedicate al movimento, al gioco e alla condivisione.
Il campo è diventato uno spazio in cui conoscersi, fare squadra, rispettare le regole e scoprire il piacere di stare insieme.
Non soltanto attività sportive, ma occasioni per rafforzare il senso di appartenenza al territorio e offrire ai più giovani un’esperienza comune, aperta e partecipata.
Dalle prime sfide alla merenda condivisa, ogni momento ha contribuito a costruire relazioni.
Perché lo sport, prima ancora del risultato, è un’esperienza di comunità.
Riparte ha dato spazio anche alla musica e al teatro, linguaggi capaci di attraversare le generazioni e mettere in relazione sensibilità differenti.
Con “Le Voci della Memoria”, Aquila Altera con i 2 bravissimi Maestri Maria Antonietta Cignitti e Antonio Pro, ha trasformato la musica in un’esperienza partecipativa, recuperando sonorità, strumenti e canti della tradizione medievale e rinascimentale.
Il pubblico non è rimasto semplice spettatore: è stato invitato a partecipare, a cantare, a condividere ricordi ed emozioni.
Accanto a questa esperienza, la Fisorchestra Aquilana diretta dal Maestro Sergio Petronio e il duo composto da Vincenzo Guglielmi e Angelo Panetti hanno portato la musica nei luoghi della comunità, proponendo repertori capaci di coinvolgere il pubblico.
La tradizione ha incontrato così nuove forme di espressione, facendo della musica un ponte tra passato e presente.
E poi il teatro, con la Kione APS, organizzatore il presidente Mario Celi e le sue “Leggende Aquilane”: storie legate alla città, alle sue origini e al suo patrimonio popolare, riportate in scena per essere condivise con il pubblico.
Raccontare un territorio significa anche custodirne la memoria, renderla viva e trasmetterla alle nuove generazioni. Con 2 bravissimi attori protagonisti: Fabrizia e Giulio.
Il cuore più profondo di Riparte si riconosce nei gesti e nelle relazioni.
Nella possibilità di partecipare, di essere ascoltati, di trovare uno spazio in cui esprimere le proprie capacità.
L’associazione Camelot APS, grazie alla fondatrice Sara Salini, ha portato nel progetto la propria esperienza accanto a ragazze e ragazzi con disabilità e bisogni educativi diversi, dimostrando quanto sia importante costruire occasioni reali di incontro e collaborazione.
Il percorso musicale condiviso con la Fisorchestra Aquilana ha offerto un esempio concreto di questo dialogo: Giulia, una ragazza di Camelot ha avuto l’opportunità di presentare i concerti, diventando protagonista di un’esperienza culturale aperta a tutti.
Un risultato che va oltre l’esibizione e racconta il valore di un lavoro costruito nel tempo.
Perché l’inclusione non consiste soltanto nel permettere a tutti di esserci.
Significa riconoscere a ciascuno la possibilità di partecipare, contribuire e sentirsi parte di qualcosa.
È così che le differenze possono diventare una ricchezza per l’intera comunità.
E che le associazioni, lavorando insieme, possono ampliare le opportunità e abbattere distanze e pregiudizi.
Tra le attività previste dal progetto, anche la scoperta della scherma, con l’Associazione Club Scherma L’Aquila 99, presieduta da Gino Lucrezi, disciplina che educa alla concentrazione, al rispetto, alla disciplina e alla conoscenza dell’altro.
Una proposta pensata per avvicinare persone di età e condizioni differenti a uno sport che può essere praticato in molteplici forme, comprese quelle paralimpiche.
Anche attraverso queste esperienze, Riparte rinnova il proprio messaggio: offrire opportunità, superare barriere e favorire la partecipazione. Ogni persona deve poter trovare il proprio spazio, il proprio linguaggio e la propria possibilità di mettersi in gioco. Dalla cultura allo sport, dai laboratori alle esperienze all’aria aperta, Riparte ha coinvolto anche le comunità di Collemare e Poggio Santa Maria.
La camminata lungo le “Viarelle” ha riunito oltre novanta partecipanti in un percorso tra paesaggi, storia e memoria. Un’esperienza che ha permesso a residenti, famiglie, giovani e meno giovani di riscoprire luoghi spesso poco conosciuti, ascoltarne i racconti e condividere il piacere di camminare insieme. I borghi, i sentieri e gli antichi fontanili sono diventati tappe di un viaggio nella memoria collettiva. Perché il patrimonio di un territorio non è fatto soltanto di monumenti e paesaggi, ma anche delle storie delle persone che lo abitano e delle relazioni che continuano a tenerlo vivo. Soddisfazione è stata espressa anche da Gino Valentini del centro sociale Anziani di Poggio Santa Maria. Dietro ogni appuntamento ci sono il lavoro, la disponibilità e la passione di tante persone. Le ACLI hanno svolto un ruolo di raccordo tra le realtà coinvolte, accompagnando un progetto che mette in rete associazioni, istituzioni e comunità locali. Un impegno che riconosce il valore del lavoro sociale e della partecipazione, con l’obiettivo di far crescere legami destinati a durare oltre i singoli eventi. Le immagini raccontano attività, incontri, musica, sport e cultura. Ma, soprattutto, raccontano persone. Raccontano la gioia di esserci, la sorpresa di scoprire qualcosa di nuovo, il piacere di sentirsi accolti e la forza di costruire insieme. “Riparte – L’Aquila Ovest” è questo: un progetto che porta opportunità nei territori, valorizza le energie locali e mette al centro le relazioni umane. Un percorso che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici. Perché una comunità è davvero forte quando sa includere, ascoltare e offrire a tutti la possibilità di partecipare. Dalle periferie può partire un cambiamento capace di coinvolgere l’intera città. Un cambiamento fatto di gesti semplici, esperienze condivise e nuove possibilità. Perché nessuno deve sentirsi escluso. E perché una comunità, quando riparte insieme, arriva più lontano. Da valorizzare: il lavoro quotidiano con le associazioni coinvolte, l’ascolto dei bisogni e il sostegno alle iniziative sociali. Da valorizzare: il ruolo delle ACLI sul territorio, l’importanza di ricostruire il tessuto sociale e il valore della collaborazione. Perché nessun progetto può crescere da solo. È la collaborazione a trasformare le idee in occasioni concrete, a dare continuità alle esperienze e a rendere ogni comunità protagonista del proprio futuro.


















