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Marinangeli, gli studenti difendono il prof: “La critica sia informata e responsabile”

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Arrivano dal mondo studentesco dell'Università dell'Aquila nuove prese di posizione sulla vicenda che ha coinvolto il professor Franco Marinangeli, dopo la diffusione sui social di alcune immagini tratte da una lezione sulle maxiemergenze e relative a una collaborazione medico-formativa con Israele risalente al 2013.

L’AQUILA – Il diritto degli studenti a criticare e contestare una lezione, ma anche la necessità di non trasformare il dissenso in una delegittimazione pubblica costruita su contenuti estrapolati dal loro contesto. Arrivano dal mondo studentesco dell’Università dell’Aquila nuove prese di posizione sulla vicenda che ha coinvolto il professor Franco Marinangeli, dopo la diffusione sui social di alcune immagini tratte da una lezione sulle maxiemergenze e relative a una collaborazione medico-formativa con Israele risalente al 2013.

A intervenire sono EoloAQ e gli studenti del sesto anno di Medicina e Chirurgia, con due comunicati dai toni differenti ma accomunati dalla solidarietà al docente e dalla critica alle modalità con cui alcuni contenuti della lezione sono stati portati nello spazio pubblico.

EoloAQ concentra la propria riflessione sulla distinzione tra il racconto di un’esperienza di collaborazione medico-formativa e l’adesione alle posizioni politiche di un governo.

“Raccontare questa esperienza non significa necessariamente approvare le politiche di un governo o esprimere un sostegno politico. Descrivere un’esperienza non equivale a condividere tutto ciò che accade nel Paese in cui si è svolta o con il quale si è collaborato”, scrive la rappresentanza.

Una posizione che, precisa EoloAQ, non mette in discussione il diritto degli studenti al dissenso. “L’università è il luogo in cui ogni esperienza può essere approfondita, discussa e, se necessario, contestata. Tutti gli studenti hanno pieno diritto di esprimere il proprio dissenso rispetto a una lezione, ai suoi contenuti e alle modalità con cui viene svolta”.

Il problema nasce, secondo la rappresentanza, quando il confronto rischia di trasformarsi in una “delegittimazione pubblica”. Separando alcuni passaggi dal loro contesto, sostiene EoloAQ, si corre il rischio “di attribuire loro significati e posizioni che non sono necessariamente dimostrati”, facendo perdere al dibattito la sua funzione di approfondimento.

EoloAQ affronta anche direttamente il nodo della Palestina. “La nostra condanna del genocidio in atto contro la popolazione palestinese rimane ferma e non viene meno per effetto di questa vicenda”, afferma, sottolineando però che “il giudizio su una collaborazione formativa risalente al 2013 non può essere automaticamente sovrapposto a una posizione politica sul conflitto attuale”.

Da qui la vicinanza espressa al professor Franco Marinangeli “per l’esposizione mediatica a cui è stato sottoposto”, nella convinzione che “nessuno debba essere esposto a un giudizio pubblico affrettato sulla base di ricostruzioni parziali o interpretazioni non adeguatamente contestualizzate”.

Una solidarietà che EoloAQ tiene distinta dalla possibilità di contestare quanto avviene nelle aule universitarie: “La libertà di pensiero non si difende rinunciando alla critica, ma facendo in modo che questa sia consapevole, informata e responsabile”.

Più netta la posizione degli studenti del sesto anno di Medicina e Chirurgia, che intervengono proprio in relazione alla lezione tenuta da Marinangeli. Nel loro comunicato definiscono “doveroso condannare la diffusione sui social network delle immagini e di contenuti parziali della lezione e la loro successiva strumentalizzazione”.

Gli studenti tengono inoltre a precisare che quanto accaduto non deve “in alcun modo essere interpretato come espressione dell’intero corso del sesto anno”, né essere generalizzato all’intera collettività degli studenti che, fatta eccezione per i responsabili della diffusione, si dice “profondamente contrariata di fronte a quanto successo”.

“Come classe, consideriamo doveroso mostrare pubblicamente il nostro profondo dispiacere per quanto accaduto, certi che la verità e la ben nota correttezza del Professore verranno presto ristabilite”, prosegue la nota.

Il comunicato si chiude con una solidarietà esplicita: “Al Professor Marinangeli e alla sua famiglia esprimiamo il nostro massimo rispetto e la nostra vicinanza, sul piano umano e professionale”. Gli studenti ne sottolineano inoltre “la competenza, la dedizione all’insegnamento e il valore del contributo offerto alla nostra formazione”.