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Alba Fucens, a San Pietro arriva “La Smorfia”: il monologo di Carlotta Rondana

Alba Fucens, a San Pietro arriva “La Smorfia”: il monologo di Carlotta Rondana
Domenica 18 ottobre alle 11, nella chiesa di San Pietro ad Alba Fucens, Carlotta Rondana porta in scena “La Smorfia. Una storia vecchia”. Ingresso gratuito su prenotazione.

Amore, violenza, memoria e legami familiari che si ripetono nel tempo: sono i temi al centro di “La Smorfia. Una storia vecchia”, il monologo teatrale scritto e interpretato da Carlotta Rondana, in programma domenica 18 ottobre alle ore 11 nella chiesa medievale di San Pietro, ad Alba Fucens. L’appuntamento, a ingresso gratuito su prenotazione, rientra nelle giornate di valorizzazione del parco archeologico.

Lo spettacolo è organizzato da Harmonia Novissima nell’ambito delle iniziative promosse dal Ministero della Cultura e dalla Direzione regionale Musei. Al progetto collaborano Ivano Picciallo per la creatività e Cristian D’Innocenzo per la drammaturgia sonora, mentre la produzione è affidata al Teatro Zerkalo di Roma.

La storia di Antonia Maria tra dolore, ironia e consapevolezza

“La Smorfia” è un monologo polifonico che racconta la storia di Antonia Maria, una giovane donna alle prese con una cultura che propone la sofferenza come principale espressione dell’amore. Lo spettacolo indaga una dinamica ancestrale nella quale chi genera diventa padrone di chi è generato, alimentando una condizione di dipendenza e sottomissione che si trasmette di generazione in generazione.

La narrazione attraversa i rapporti tra uomini e donne, mettendo in relazione l’uomo, figlio del proprio ambiente, e la donna, erede del contesto d’origine. Madri, figlie, sorelle, fratelli, figli e padri compongono una storia di legami e ripetizioni, nella quale qualcuno finisce al centro della cronaca e qualcun altro riesce a spezzare la catena.

Identità personale, sottomissione all’infelicità, odio, assenza nei rapporti e indifferenza sono alcuni dei temi affrontati. La trama alterna momenti dolorosi e ironici, combinando un linguaggio irriverente con passaggi di cruda realtà e affrontando la morte nella sua dimensione più umana.

In scena, un genuflessorio diventa, attraverso il gioco teatrale dell’attrice, il simbolo dei luoghi del passato della protagonista.

Dopo un episodio traumatico, Antonia Maria decide di ripercorrere la propria storia per comprendere le ragioni di ciò che ha vissuto. Tornando nei luoghi della memoria, scopre di essere stata a lungo cieca e di somigliare pericolosamente a colui che considera il suo unico carnefice.

La presa di coscienza della propria fragilità e di un contesto d’origine ottuso e violento diventa così il passaggio necessario per provare ad affrancarsi dall’odio e dall’indifferenza che segnano la sua esistenza e, ai suoi occhi, i rapporti tra uomini e donne.

Carlotta Rondana, dal teatro al cinema

Attrice e autrice, Carlotta Rondana si è formata al Konstant Lee Studio, dove ha studiato per cinque anni, proseguendo poi il proprio percorso a Madrid. Qui ha presentato il suo primo testo anche come autrice, sotto la direzione di J. M. Carrasco.

Ha frequentato seminari teatrali, tra cui quelli con Mauro Avogadro dedicati all’“Antigone” di Sofocle e a “Giulietta e Romeo”. Si è inoltre formata nell’arte della scherma all’Accademia Musumeci Greco ed è ballerina di tango argentino.

Il suo debutto teatrale è avvenuto con “Le Troiane”, per la regia di G. Emiliani e la produzione del Teatro Quirino, con il quale ha continuato a collaborare in spettacoli come “Doppio Sogno”, adattamento del racconto di Arthur Schnitzler. Per la produzione A. A. Gorizia ha recitato nell’adattamento teatrale del film “Tre uomini e una culla”.

Nel cinema ha preso parte, tra gli altri, a “Father” di Pasquale Squitieri, “Loro” di Paolo Sorrentino, nel ruolo di Rita Levi-Montalcini, e “La Dea Fortuna” di Ferzan Özpetek, con il quale ha lavorato anche in altri progetti televisivi e cinematografici. È stata inoltre diretta da H. S. Paragnani nella commedia “Io e Angela” e ha recitato nel film “Il Maledetto”, diretto da Giulio Base. Ha ottenuto il riconoscimento come miglior attrice al DIFF, festival di Dublino, nella categoria serie televisive.

Laureata in Scienze politiche, ha frequentato il corso di drammaturgia del Teatro di Roma e approfondito lo studio della scrittura teatrale con Giuseppe Manfridi e Monica Capuani, dedicandosi anche alle opere di Robert Icke e Marina Carr nell’ambito della tragedia postmoderna.

Nel 2020 la casa editrice Ensemble ha pubblicato il suo primo romanzo, “Molo 23”, seguito nel 2023 da “La vertigine, il sogno, il caffè”. Nel 2022 una sua riflessione sul romanzo “La morte paga doppio” di James M. Cain è stata inserita nel volume “Leggere cambia tutto”, pubblicato da Edizioni Clichy. Nel 2024 è diventata giornalista e ha continuato a collaborare alla realizzazione di testi per il cinema e il teatro.

Informazioni e prenotazioni

  • Quando: domenica 18 ottobre 2026, ore 11.
  • Dove: chiesa di San Pietro, Alba Fucens.
  • Ingresso: gratuito, su prenotazione.
  • Prenotazioni telefoniche: 329 9283147.