All’Aquila il tradizionale numero 99 invade da secoli la città: 99 furono i castelli fondatori, altrettante le chiese con le piazze e le fontane, mentre 99 sono le cannelle che spruzzano acqua al Borgo della Rivera. Novantanove sono anche i rintocchi della torre civica medievale, senza dimenticare attività commerciali e locali che hanno scelto proprio quel numero per la propria denominazione.
“L’Aquila. Novantanove castelli per una città” è il titolo della mostra collettiva itinerante promossa dall’Associazione culturale Abruzzo in Itinere insieme alla Cooperativa Apriti Sesamo, al Parco Naturale Regionale Sirente Velino, al Comune dell’Aquila, al Monastero di S. Amico e al Monastero di S. Cecilia in Trastevere a Roma.
Venti artisti rileggono la storia aquilana
Curata dall’archeologa Lucia Tognocchi, con la direzione tecnico-artistica della storica e critica d’arte Stefania Severi, l’esposizione coinvolge venti autori: Maurizio Anselmi, Camilla Bertrand, Sebastiano Cavallo, Egidio Cosimato, Maria Cristina Crespo, Rita Fattore, Vittorio Fava, Sara Galterio, Giuseppe Gizzi, Luigi Manciocco, Claudio Marchione, Benito Melchiorre, Diego Mostacci, Lucia Pagliuca, Assunta Perilli, Maria Paola Ranfi, Nadia Ridolfini, Silvano Tacus, Lucio Trojano e Maria Letizia Volpicelli.
Ogni artista e artigiano ha preso spunto dalla storia dell’Aquila o da uno degli elementi capaci di rappresentare meglio il capoluogo e il suo territorio, interpretandolo attraverso il proprio linguaggio.
Ne nasce un percorso estremamente vario, che comprende pittura e scultura, ceramica, mosaico e affresco, tessitura, arazzo e merletto a fuselli, fotografia, oreficeria e lavorazione del legno, fino alle opere polimateriche e alla fiber art.
Dal contado alla città, un legame raccontato attraverso la cultura
L’Aquila nasce dall’unione delle popolazioni che vivevano nei villaggi del contado, tra pastori e agricoltori. La sua fortuna si sviluppa attraverso un rapporto reciproco: il territorio circostante mette a disposizione le risorse provenienti dalla pastorizia e dalla terra, mentre la città le trasforma e le commercializza sotto forma di prodotti finiti.
“L’evento è stato concepito in occasione dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026”, spiega Lucia Tognocchi, Presidente dell’Associazione Abruzzo in Itinere. “Un anno importante che vede il capoluogo abruzzese porsi come modello di rinascita, dimostrando come da un sisma distruttivo si possa trarre tanta energia insieme a tanti progetti culturali. Il 2026 ha sicuramente portato molti visitatori in città, curiosi di scegliere L’Aquila accanto agli itinerari più tradizionali, con un risvolto positivo sulle attività legate al turismo”.
La mostra è stata pensata come un’esposizione itinerante. Dopo l’esordio a Rocca di Mezzo, nell’interessante dimora storica di Villa Cidonio, il percorso arriva all’Aquila, negli spazi del Monastero medievale di S. Amico, dal 21 al 26 agosto, per poi concludersi a Roma, nella Basilica di S. Cecilia in Trastevere, nel mese di ottobre.
L’inaugurazione è prevista venerdì 21 agosto alle ore 16 presso il Monastero di S. Amico, per la cui ospitalità gli organizzatori ringraziano la Rev. Madre Mariarosa Guerrini, Presidente della Federazione “Madonna del Buon Consiglio” dei Monasteri Agostiniani d’Italia.
Per informazioni: 347 3649496 – www.abruzzoinitinere.it









