L’AQUILA – Più tempo per regolarizzare la propria posizione tributaria nei confronti del Comune, pagamento della sola quota capitale e delle spese di notifica, senza sanzioni e interessi, con la possibilità di rateizzare il debito fino a 72 rate mensili. Sono le principali novità della delibera approvata oggi dal Consiglio comunale dell’Aquila con cui l’Ente aderisce alla cosiddetta “Rottamazione quinquies” prevista dalla normativa nazionale.
Il provvedimento amplia il perimetro della definizione agevolata già introdotta nei mesi scorsi, estendendola a tutti i debiti, tributari e non tributari, maturati nei confronti del Comune dell’Aquila, come le sanzioni amministrative, le spese relative al Progetto Case, il Contributo di autonoma sistemazione e le altre entrate patrimoniali. L’obiettivo è favorire il recupero spontaneo dei crediti, ridurre il contenzioso e rafforzare gli equilibri finanziari del Comune, semplificando al tempo stesso il percorso di regolarizzazione per cittadini e imprese.
“Con questo provvedimento ampliamo gli strumenti a disposizione di cittadini e imprese per regolarizzare la propria posizione nei confronti del Comune, offrendo un’opportunità concreta a chi intende mettersi in regola senza il peso di sanzioni e interessi. I contribuenti potranno infatti estinguere i propri debiti pagando la sola quota capitale e le spese di notifica, scegliendo se versare l’importo in un’unica soluzione oppure rateizzarlo fino a un massimo di 72 rate mensili” dichiarano il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e il vicesindaco con delega al Bilancio, Raffaele Daniele.
“Questa misura rappresenta un punto di equilibrio tra attenzione verso i contribuenti e tutela dell’interesse pubblico. Da un lato agevola chi, pur trovandosi in difficoltà, vuole adempiere ai propri obblighi, dall’altro consente all’amministrazione di recuperare risorse che diversamente richiederebbero procedure lunghe e onerose, riducendo il contenzioso e rafforzando ulteriormente gli equilibri di bilancio. È una scelta improntata al buon senso, alla responsabilità e all’efficienza amministrativa, che coniuga rigore nella gestione delle finanze comunali e vicinanza alle esigenze della comunità”.
Anche dall’opposizione però. c’è chi rivendica il risultato. In particolare Paolo Romano, secondo il quale la “maggioranza ha dovuto bocciare un mio emendamento di aprile e fare orecchie da mercante alle reiterate richieste di commissione che ho inoltrato sull’argomento prima di fare esattamente la stessa cosa che chiedevo: estendere la definizione agevolata alle morosità pregresse relative ai Progetti CASE e MAP, all’autonoma sistemazione, ai debiti patrimoniali e a tutte quelle situazioni che, da anni, rappresentano un problema sia per i cittadini sia per le casse comunali e non ricomprendere solo il recupero dei debiti maturati su IMU e TARI come aveva in animo di fare”.
“Ma questo provvedimento – aggiunge – rappresenta ugualmente il riconoscimento di un lavoro politico preciso e lungimirante, il nostro, e dimostra quanto non ci limitiamo a denunciare le criticità, ma elaboriamo proposte concrete a favore del cittadino, sostenendole nelle sedi istituzionali fino a quando non diventano patrimonio dell’intero Consiglio comunale.”
“È la dimostrazione che avere una visione e avanzare proposte concrete e fattibili produce risultati nell’interesse della città. La maggioranza avrebbe potuto anticipare i tempi di questo provvedimento e magari regolamentarlo meglio. Ricordo infatti che il termine ultimo per decidere la “rottamazione” è il 31 luglio e che il mio emendamento anticipava questa misura di tre mesi.
Una misura che consentirà ai cittadini di regolarizzare la propria posizione pagando esclusivamente il capitale dovuto, senza sanzioni né interessi. Si tratta di una scelta che va nella direzione che chiediamo da mesi.
Un risultato che dimostra il lavoro costante che stiamo portando avanti per essere vicini alle fragilità sociali ed economiche della nostra comunità. Viviamo una fase storica segnata dalle conseguenze dei conflitti internazionali, dall’aumento del costo della vita, dall’inflazione e da un’incertezza economica che continua a colpire famiglie, pensionati, lavoratori e imprese. In questo contesto le istituzioni hanno il dovere di costruire strumenti che consentano a chi vive una reale difficoltà economica di rientrare gradualmente nella legalità, senza essere schiacciato dal peso di sanzioni e interessi accumulati nel tempo.
Il Comune infatti deve saper coniugare equità e responsabilità. Da una parte recuperare risorse che, diversamente, rischierebbero di restare inesigibili; dall’altra offrire ai cittadini una concreta possibilità di mettersi in regola. Non si tratta di un condono, ma di una misura di buon senso amministrativo che migliora la capacità di riscossione dell’Ente e restituisce fiducia a chi vuole sanare la propria posizione.”









