L’AQUILA – Il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi è il sesto sindaco più apprezzato d’Italia secondo il Governance Poll 2026 del Sole 24 Ore. La rilevazione, realizzata da Noto Sondaggi, attribuisce al primo cittadino un gradimento del 61%, in crescita di 6,6 punti percentuali rispetto al consenso ottenuto alle elezioni comunali del 2022: uno degli incrementi più elevati registrati a livello nazionale.
Il Governance Poll è considerato da anni una delle rilevazioni più autorevoli sul consenso degli amministratori locali. Non si tratta di una simulazione elettorale né misura la forza delle coalizioni: il sondaggio in pratica chiede ai cittadini se, potendo tornare al voto, confermerebbero il sindaco o il presidente di Regione in carica. È quindi una fotografia del gradimento degli amministratori in un determinato momento, utile soprattutto per confrontare il consenso attuale con quello ottenuto alle urne.
Nel caso dell’Aquila, il dato offre anche una riflessione politica. Dopo quasi nove anni di amministrazione, il consenso personale del sindaco non solo rimane elevato, ma cresce rispetto al giorno dell’elezione. Un elemento che inevitabilmente porta a interrogarsi anche sull’efficacia della strategia dell’opposizione.
In questi nove anni il centrosinistra aquilano ha costruito gran parte della propria iniziativa politica sulla critica quotidiana all’amministrazione, con comunicati, conferenze stampa, polemiche spesso sviluppate sui social e una narrazione della città quasi esclusivamente incentrata sulle criticità più che sulla propria visione delal città e sulla capacità di aggregare forze nuove. Una strategia politica pienamente legittima, ma che, almeno alla luce di questa rilevazione, non sembra aver inciso sul consenso del sindaco.
Naturalmente però il Governance Poll non anticipa l’esito delle prossime elezioni, anche perché Biondi, giunto al secondo mandato, non potrà ricandidarsi salvo modifiche normative. Ma il dato suggerisce che, almeno fino a oggi, la narrazione di una città descritta quasi esclusivamente attraverso le sue difficoltà non è diventata la percezione prevalente degli aquilani. E pone una domanda politica destinata probabilmente ad accompagnare il dibattito dei prossimi mesi: basterà la denuncia dell’operato dell’amministrazione o servirà costruire una proposta alternativa di governo capace di parlare anche a chi oggi continua a esprimere fiducia nel sindaco?
È proprio sulla crescita del consenso, intanto, che si concentra il commento di Biondi. “Il sesto posto nella classifica nazionale dei sindaci è certamente motivo di soddisfazione, ma il dato che considero davvero più significativo è un altro: l’aumento del consenso di 6,6 punti rispetto al giorno dell’elezione, uno dei più alti registrati in Italia. Un risultato che assume un valore particolare perché arriva al nono anno di amministrazione e dimostra che il rapporto di fiducia con i cittadini non si è affievolito né semplicemente stabilizzato nel tempo, ma ha continuato a rafforzarsi”.
“Ricevo questo riconoscimento con gratitudine e con il senso di responsabilità che deriva dall’onore di guidare una città come L’Aquila. Il consenso non è mai un punto di arrivo, ma uno stimolo a fare ancora meglio. Sapere che, dopo quasi nove anni di mandato, la fiducia degli aquilani continua a crescere significa che il lavoro portato avanti con serietà, coerenza e visione viene percepito e condiviso”.
Il sindaco ha quindi voluto estendere il riconoscimento all’intera squadra amministrativa. “È un risultato che appartiene alla squadra di governo, alla maggioranza che mi sostiene, ai consiglieri comunali, ai dirigenti, ai dipendenti dell’amministrazione e a quanti, ogni giorno, contribuiscono con il proprio impegno alla crescita della città. Ma soprattutto è un riconoscimento che sento di condividere con gli aquilani, che hanno accompagnato questo percorso con spirito costruttivo, anche nei momenti più difficili”.
Infine, lo sguardo alle sfide che attendono il capoluogo.
“L’Aquila continua a vivere una stagione di grandi trasformazioni: la ricostruzione che prosegue, gli investimenti, le opportunità legate al ruolo di Capitale italiana della Cultura 2026, il rafforzamento della sua centralità nel sistema delle aree interne. Tutto questo richiede capacità di governo, equilibrio e una prospettiva di lungo periodo. Il fatto che il gradimento cresca proprio mentre affrontiamo sfide così impegnative è il segnale più incoraggiante”.
Tra i governatori è solo tredicesimo Marco Marsilio, con un gradimento in calo ma che resta, seppur di poco, sopra il 50%









