L’AQUILA – Diciassette anni dopo il terremoto, il ritorno dei seggi elettorali nel centro storico dell’Aquila entra ufficialmente nel dibattito politico e amministrativo del Comune.
La IV Commissione consiliare “Affari istituzionali e Regolamenti”, presieduta da Gloria Nardecchia, è stata convocata per giovedì 28 maggio proprio per affrontare il tema del “rientro dei seggi elettorali nel centro storico”.
La discussione nasce da una richiesta sottoscritta da consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, tra cui Paolo Romano, Stefania Pezzopane, Lorenzo Rotellini, Simona Giannangeli, Alessandro Tomassoni e Stefano Albano.
Nel documento inviato alla presidente della Commissione si sottolinea come, “dopo oltre sedici anni dal sisma” e considerato “l’avanzamento nel recupero strutturale e funzionale del centro storico”, non sia più rinviabile l’apertura di un percorso che riporti le sezioni elettorali “nelle loro sedi originarie, compatibilmente con le attuali normative e condizioni logistiche”.
Ad oggi, infatti, i seggi del centro storico restano collocati fuori dal cuore cittadino, dopo la delocalizzazione resa necessaria dal terremoto del 2009 e dalla mancanza di edifici scolastici utilizzabili.
Ma il punto politico e simbolico, ormai, va oltre la semplice organizzazione del voto.
Riportare i seggi in centro significherebbe riconoscere che il centro storico è tornato a essere un quartiere abitato, con famiglie, studenti, anziani. Non più solo luogo simbolico o vetrina della ricostruzione, ma parte viva della città come altri quartieri.
Anche perché la normativa non impone necessariamente l’utilizzo delle scuole. Il Dpr 223 del 1967 prevede infatti che le sezioni elettorali possano essere ospitate anche in uffici pubblici o altri locali idonei. E negli ultimi anni lo stesso Ministero dell’Interno, insieme all’Anci, ha indicato come possibili sedi alternative biblioteche, palestre, sale comunali e centri polifunzionali.
Alla seduta della Commissione parteciperanno anche l’assessore ai Servizi demografici Paola Giuliani e la dirigente ad interim Daniela Rossini, chiamate a fornire un quadro tecnico sulle eventuali possibilità operative.
Il tema guarda inevitabilmente alle elezioni comunali del 2027. Perché eventuali modifiche della rete dei seggi richiedono tempi lunghi, verifiche amministrative e autorizzazioni prefettizie.
Ma intanto, per la prima volta dopo anni, il ritorno del voto nel centro storico non resta più soltanto una suggestione o una battaglia simbolica: entra ufficialmente nell’agenda politica del Comune dell’Aquila.









