L’AQUILA – Sono loro, i precari del PNRR, a garantire oggi il funzionamento della macchina della giustizia. Tecnici, funzionari e operatori degli uffici del processo: in Abruzzo sono circa 280, a livello nazionale oltre 12 mila. Assunti tra il 2022 e il 2024 tramite concorso e con contratti a termine, hanno permesso in questi anni di smaltire gli arretrati, innovare procedure e reggere l’urto di un sistema cronicamente in affanno.
Ma proprio mentre i risultati cominciano a vedersi, il loro futuro è a rischio. Il governo ha annunciato la stabilizzazione solo della metà del personale, lasciando migliaia di lavoratori senza prospettiva alla scadenza dei contratti, prevista per il 30 giugno 2026.
Per questo oggi la Funzione Pubblica CGIL ha proclamato uno sciopero nazionale, con manifestazioni in tutta Italia. Anche a L’Aquila i precari sono scesi in piazza, portando la loro protesta davanti alla Prefettura.
«Stabilizzare tutte e tutti i 12 mila precari significherebbe dare continuità ai risultati raggiunti e al tempo stesso rilanciare la contrattazione integrativa nell’amministrazione», scrive la segreteria regionale Abruzzo–Molise della FP CGIL in una nota al Prefetto, chiedendo di trasmettere le ragioni della mobilitazione al Ministro della Giustizia.
Il sindacato parla di “colpo al sistema giustizia” se il personale PNRR non verrà stabilizzato: senza di loro, gli uffici tornerebbero a soffocare sotto la mole degli arretrati e a rallentare innovazioni digitali e organizzative che hanno iniziato a produrre effetti.









