Zerocalcare, una vita per il fumetto

di Michela Santoro | 09 Aprile 2024 @ 05:00 | EVENTI
Zerocalcare
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L’AQUILA – Zerocalcare disegna sul divano di casa. Accende la televisione su una serie e poi inizia a creare, appoggiandosi ad un libro con la copertina rigida (forse Star Wars, non ricordo).

Alla Scuola Romana dei Fumetti, gli avevano detto di lasciar perdere. Lì erano Bonelliani. Lui no, era cresciuto con Jamie Hewlett, Alan Martin, i Manga.

“Sono sempre stato molto timido, introverso; da piccolo ho iniziato a disegnare perché era il mezzo di espressione che mi avevano dato i miei genitori. E ho subito familiarizzato con questo modo di esprimermi. Alle medie parlavo con i miei compagni attraverso Dragonball. Poi sono cresciuto, i centri sociali, il punk. Facevo locandine. La scrittura affiancata al disegno è arrivata con l’adolescenza”, dice ad una folta platea di studenti dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, affiancato da Michael Rocchetti (Maicol&Mirco), docente Abaq di Arte del Fumetto.

I fumetti, racconta, li ha letti praticamente tutti, iniziando da Topolino. Bonelli e Frigidaire sono quelli che ha maneggiato di meno dopo aver comunque letto prima tutti gli altri.

Nella costruzione del suo personaggio si è ispirato a Goku, per il resto a Hewlett. Poi il suo stile si è consolidato. Illuminante l’incontro con Gipi (“praticamente Dio”).

Disponibile ed empatico, Zerocalcare ha raccontato se stesso senza filtri. “Sono ansioso e fino a poco tempo fa dormivo 4 ore a notte. Ora mi sono dato un limite, lavoro fin massimo alle 11 di sera e poi basta. Ho bisogno di un paio d’ore di disintossicazione prima di dormire. Dimentico tutto e mi appunto le storie sulla chat di whatsapp che ho con me stesso. Spesso creo mentre corro e racconto le storie che mi hanno colpito. Non riuscirei a far parlare un’altra persona al posto mio o meglio quando l’ho fatto è venuto una schifezza”.

Ha da poco concluso il suo ultimo libro che narra del rapporto con suo padre. “L’ho fatto a cavallo del compimento dei 40 anni, riguarda me e le mie emozioni. Di più non posso dire”. Il libro uscirà a maggio.

Zerocalcare, ospite dell’Accademia per la serie di incontri ‘vivisezionedelfumetto’ a cura del professor Michael Rocchetti ha incontrato gli studenti nella mattinata di ieri. Nel pomeriggio, invece, ha presentato il libro ‘Kobane Calling'(BAO Publishing) in un incontro aperto al pubblico.


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