Adsu L’Aquila, è giallo sul bando degli alloggi per gli universitari

di Alessio Ludovici | 12 Agosto 2022 @ 06:00 | ATTUALITA'
adsu
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – Materiale per i vecchi scienziati dell’investigazione. All’Aquila, all’11 di agosto non c’è ancora l’ufficialità di un solo alloggio pubblico per gli universitari. E dire che gli enti che se ne occupano sono addirittura due. C’è l’Adsu, l’azienda regionale per il diritto agli studi universitari dell’Aquila. Da un po’ c’è anche il Collegio di Merito “Ferrante d’Aragona”, una fondazione nata tra Comune, Univaq e Gssi. La prima, ente regionale, dovrebbe garantire, oltre alle borse di studio, un numero adeguato di alloggi pubblici per gli studenti meritevoli e bisognosi. Il secondo solo per i meritevoli, ma sempre con soldi ed alloggi pubblici. Ad oggi, 11 agosto, la città universitaria dell’Aquila, ben due gli atenei ormai con relativi rettori, rischia di vedere partire i due nuovi anni accademici con ben zero posti letto pubblici. 

Per il collegio di merito al momento l’unico bando uscito è quello per il direttore generale. Il collegio deve gestire circa 150 appartamenti messi a disposizione dal Comune dell’Aquila per un totale di 600 posti letto e una dotazione, da fondi dei terremotati, di oltre 4milioni di euro. Ma al momento non c’è nessun bando per potervi accedere e, allo scorso luglio, ancora non c’era la gara di appalto per arredare gli alloggi. Impossibile partire a settembre aveva confermato a L’Aquila Blog la rettrice della Fondazione, Paola Inverardi.

IL GIALLO DELL’ADSU

Anche l’Adsu rischia di cominciare l’anno accademico con zero posti letto. Ad oggi, infatti, è uscito il bando per le borse di studio ma non quello per la parte degli alloggi di Campomizzi, mentre per la nuova Casa dello Studente il cantiere è ancora in là dal venire. Il problema dell’Adsu, come noto e più volte riportato e manifestato da più parti, è il futuro di Campomizzi.

Una parte della caserma, grazie all’interessamento di Franco Gabrielli, finì nelle disponibilità dell’Adsu per far fronte all’inaspettata voglia di continuare a studiare in città di tanti studenti dopo il sisma. Dopo tredici anni l’esercito rivorrebbe indietro quelle palazzine o vorrebbe almeno sapere quando gli verranno ridate. Per riattivare gli alloggi per il prossimo anno accademico serviva una proroga altrimenti il servizio di alloggi universitari rischiava di interrompersi nel bel mezzo del 2023, l’attuale accordo con il demanio scade infatti a febbraio 2023. L’esercito da tempo chiedeva un cronoprogramma degli interventi edilizi dell’Adsu, al fine di concedere la proroga all’utilizzo della caserma. Ora si apprende che le istituzioni coinvolte, la Regione, il demanio, e la difesa avrebbero trovato una quadra sulla proroga e quindi il bando sarebbe potuto uscire ma, per ragione ignote, non è stato così. 

Gli uffici dell’Adsu, si ipotizza, potrebbero essere restii a far uscire il bando alloggi in mancanza di certezze sulla proroga. Il problema è che più il tempo passa più sarà difficile farlo uscire questo bando e soprattutto gli studenti dovranno necessariamente guardare altrove. Nei mesi passati anche l’Ater si era proposta per una soluzione tampone per risolvere il caso Campomizzi.

Spiega Matteo Paoletti dell’Udu: “Noi come Udu continuiamo a esprimere preoccupazione per i ritardi. I vertici dell’ADSU hanno, o dovrebbero avere, ben chiaro che un ritardo così grande nella pubblicazione del bando può causare problemi agli studenti che, a poche settimane dall’inizio dei corsi, hanno diritto di sapere se c’è possibilità di stare in residenza pubblica all’Aquila. La questione degli universitari fuorisede pare invece non destare particolare preoccupazione e siamo arrivati a questa situazione assurda.”

In merito, ieri, è arrivata anche una nota critica di Sara Cecala, consigliera di minoranza nel cda dell’Adsu: “Nella mia qualità di consigliera ADSU, assieme agli altri due componenti di nomina universitaria, eravano in attesa di un CdA a luglio per discutere e predisporre il bando visto che le nostre volontà erano comunque di procedere, forzando una situazione kafkiana non più tollerabile. Nessuna convocazione è arrivata, i solleciti che sono stati inoltrati alla presidente dell’Adsu Morgante sono rimasti lettera morta e sinora, da ultimo la riunione informale convocata ieri, ma dalla stessa disertata senza spiegazione alcuna, nessun aggiornamento né disposizione in merito alla vicenda Campomizzi”. 

A primavera si auspicava che la formalizzazione della permuta dei terreni tra Comune e Adsu, per la costruzione della nuova casa dello studente, avesse tranquillizzato la Difesa. Ad oggi, però, il rischio è di ritrovarsi una città con zero posti letto pubblici per gli universitari.


Print Friendly and PDF

TAGS