X Factor, il nostro 22.22 convince i giudici: “L’Aquila sempre nel cuore”

di Alessio Ludovici | 26 Settembre 2021 @ 06:00 | IL MONDO DELLO SPETTACOLO
Matteo D'Innocenzo
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L’AQUILA – Poco più di un anno fa il trasferimento a Milano, poco più che diciottenne, “per fare musica” specifica Matteo D’Innocenzo, in arte 22.22, il rapper aquilano che con quattro si dei giudici ha superato le audizioni della nuova stagione di X-Factor ed ora è atteso dai Bootcamp.

L’arrivo a Milano un anno fa è traumatico. Neanche tre giorni dal suo arrivo e la Lombardia è travolta dalla prima ondata di Covid. Matteo non si perde d’animo, lavora in una gelateria e nel frattempo si dedica alla sua grande passione, la musica appunto. Una passione che nasce da lontano. “Avevo 13 anni e non sapevo nulla di rap. Ma ho sempre avuto la passione per la poesia, anche a scuola. Un giorno ho sentito una base che mi piaceva e ho pensato di metterci sopra una mia poesia. Ho cominciato a fare rap così, senza sapere cosa fosse”. Ora le cose vanno meglio, la musica è qualcosa più di un sogno, è arrivata anche la firma con un etichetta che gli permetterà di lavorare ancora di più su stesso e la sua musica. 

Da lì ad X Factor come ci sei arrivato? “Ho fatto tanta gavetta a L’Aquila e poi in giro per l’Italia, tante esperienze e tanti live”. Tanto studio anche, perché Matteo si è presentato a X Factor con un stile unico ed originale, frutto di un intenso lavoro di ricerca. E’ difficile spiegare a parole il suo stile, che poi in pratica neanche ci sono le parole, va ascoltato e basta. I suoi sono suoni. “Uso dei fonemi che trasmettono delle emozioni, delle sensazioni”. E’ un linguaggio universale quello di Matteo, ed è il primo a farlo.

Non sai cosa sta dicendo, ma lo capisci perfettamente, come in “Sick“, il brano presentato ad X Factor. “E’ nata dopo una lunga maratona davanti alla tv a vedere una serie, Black Mirror. Mi ha colpito molto, mi ha lasciato quasi turbato, mi sono sentito oppresso. Finita l’ultima puntata ho avuto il bisogno di uscire per strada e mettermi a cantare, ho avuto un bisogno di sentirmi libero”. 

Su YouTube e le altre piattaforme musicali è uscito anche l’altro singolo: “Future“. Qui si fa il verso ai rapper americani, lo si capisce immediatamente: “Parlano sempre di armi, droga, soldi. Con Future cerco di ribaltare il senso, di trasmettere significati positivi, che vadano oltre il solito consumismo. Un’amicizia vale più di una droga”. 

E L’Aquila in tutto ciò? “E’ sempre nel cuore, sempre, è dove sono cresciuto e dove ho tutti gli amici”. Azzardiamo il discorso allora, a costo di cadere nella retorica. Ma questi ragazzi, come Matteo, che sono in giro a fare belle cose, cosa si portano dietro di questi anni così difficili nella nostra città?  C’è qualcosa di tutto questo nel tuo percorso artistico e di vita? “E’ difficile dirlo. Credo che ogni esperienza in qualche modo ci segni, e anche quello che abbiamo vissuto all’Aquila probabilmente, anche se magari non ne siamo pienamente consapevoli”.

Matteo D’Innocenzo, in arte 22.22. “E’ un modo di rendere onore a un amico”. Ma per le cover alla fine come hai fatto? “Questo non ve lo posso dire, dovete aspettare i bootcamp”. Chiaro. Per chi se la fosse persa, intanto, la performance di 22.22 alla audizioni.

Qui invece il video di “Sick”, il brano che gli ha permesso di accedere ai Bootcamp.


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