Welfare studentesco: proposte Gd e Mgs recepite negli emendamenti Pd alla proposta di legge regionale

di Redazione | 12 Maggio 2020 @ 11:59 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Saranno recepite nell’emendamento proposto dal Pd al Progetto di legge regionale sul welfare studentesco le proposte avanzate dai Giovani Democratici e da Mgs Abruzzo e condivise con il mondo studentesco.

Stamane la presentazione delle criticità riscontrate e delle iniziative necessarie per sostenere il diritto allo studio nella fase 2. Presenti i rappresentanti dei Giovani democratici Claudio Mastrangelo, Ario Sirimarco e Paolo Pratense e del Movimento giovanile della Sinistra Abruzzo Lorenzo Rotellini, oltre ai consiglieri Pd Silvio Paolucci e Antonio Blasioli.

“Innanzitutto voglio esprimere la mia gioia per il fatto che i Giovani democratici tornano a collaborare non solo con il gruppo del Pd in Regione, ma anche con Mgs, la giovanile di Articolo 1, e con diverse rappresentanze studentesche del mondo della sinistra dei tre atenei” afferma il candidato segretario regionale dei Gd Claudio Mastrangelo introducendo le quattro proposte consegnate ai consiglieri regionali.

“Ambiguità sui destinatari del contributo agli studenti fuori sede; incertezza sugli importi e sui criteri di assegnazione; nessuna sicurezza sulla copertura dei fondi statali per le borse di studio che le Adsu ricevono dalla Regione – così i Giovani Democratici e il Movimento Giovanile della Sinistra Abruzzo – La Regione, per tramite dell’assessore Fioretti, ha solo preso un impegno a stanziare i 3,8 milioni necessari per far scattare la premialità, un impegno che obbliga le Adsu ad anticipare i fondi, ma che non è un risultato, a differenza di quanto riportato trionfalmente tanto dalla destra partitica quanto universitaria sui propri canali di comunicazione. Anzi, rischia di mettere in forse i fondi per gli anni successivi. E’ necessario essere concreti e dare risposte chiare a un mondo che deve ripartire, per riportare vita al suo indotto e sostenere chi ha scelto l’Abruzzo come sede di studio. Oggi più che mai la parola “istruzione” acquista il significato di “futuro”: investire e garantire in un’istruzione che conceda pari possibilità di accesso e fruizione, e non condannarla a forme di diseguaglianza formale, è la chiave per superare questo periodo storico”.

“L’Aquila, nello specifico – aggiunge Ario Sirimarco – rischierebbe, stante la proposta della giunta, di dover anticipare i fondi del bilancio 2021 per colmare il gap degli idonei non beneficiari. Questo non è in nessun modo accettabile. I fondi devono essere erogati, e quanto prima. Nel pacchetto proposte che presentiamo, chiediamo e offriamo soluzione a questa problematica. Sul nostro territorio, e sulla provincia che rappresento a maggior ragione, si presenterà anche un altro tema, a cui solo una politica di welfare radicale potrà sopperire: come richiamiamo i nostri studenti da fuori? Come potremo rendere attrattivo il nostro ateneo?”

Tra le proposte, una riguarda il contributo per la residenzialità.

“La proposta di legge di legge regionale, oltre ad essere un spot, è ambigua e vaga – spiega Paolo Pratense, ex presidente del Consiglio degli Studenti dell’Università di Teramo -. Proponiamo un criterio di ripartizione dei 500 euro: potranno accedere gli studenti abruzzesi fuorisede e gli studenti non abruzzesi fuorisede in Abruzzo che non abbiano una copertura analoga nelle loro regioni di provenienza, con un isee non superiore ai 23 mila 500 euro, cosicché la nostra regione permetta a tutti di continuare il proprio percorso di formazione universitaria”.

Per quanto riguarda le borse di studio, “proponiamo inoltre che la Regione stanzi in via programmatica i fondi necessari per la copertura totale delle borse di studio eventualmente rimodulando i fondi europei come suggerito da una risoluzione presentata dal cogliere Blasioli, evitando dunque di chiedere annualmente alle Adsu un’anticipazione di cassa”, aggiunge.

Sulla quota vitto “auspichiamo che il governo regionale ponga in essere delle sinergie con le tre Adsu affinché, per quei beneficiari di borse di studio che prevedono il servizio mensa, attualmente non usufruibile, si possa riconvertire la quota vitto in buoni pasto o con una monetizzazione totale della somma prevista”, prosegue.

In merito all’abbonamento trasporti, infine “proponiamo rimborso o conferma degli abbonamenti ai mezzi di trasporto pubblico locali, su gomma e su ferro, cosicché non debbano essere riacquistati da chi ha già pagato per il servizio che non è stato erogato, anche se a quanto pare il governo si sta muovendo in questa direzione per il prossimo decreto legge”.

“Infine ci teniamo a fare una richiesta all’assessore Fioretti – conclude Lorenzo Rotellini -. È quanto mai necessario convocare la Conferenza Regione-Università (Cru), per poter aggiornare il piano di indirizzo, ovvero l’atto operativo della legge regionale 91/94, dal quale poi le ADSU si regolano per i bandi. 
La CRU va convocata anche per cambiare la norma sulla prima immatricolazione che rende impossibile agli studenti passare da un corso di laurea ad un altro senza rischiare di perdere la borsa di studio per sempre”.


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