Volpe torturata e appesa a un albero. Lndc: “chi sa qualcosa denunci”

Rosati: "Chi ha commesso questa atrocità è un vigliacco e un soggetto pericoloso per tutti, chi sa qualcosa parli."

di Redazione | 25 Gennaio 2022 @ 10:52 | CRONACA
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L’AQUILA  –  Un risveglio tutt’altro che gradevole per una donna che, nell’uscire in mattinata, si è imbattuta in una volpe appesa ad un albero. Una scena raccapricciante e degna di un film dell’orrore, infatti il cadavere dell’animale riporta segni di torture. La donna ha prontamente fotografato la macabra scena e segnalato la cosa sui social network, sollevando l’indignazione di tutti gli utenti e soprattutto facendo partire le indagini delle autorità. Di questo gravissimo episodio, infatti, se ne stanno occupando sia i Carabinieri forestali sia le guardie del Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM), nonostante il punto di ritrovamento sia appena fuori dell’area protetta.
“Abbiamo parlato con una Guardia del PNALM che ci ha confermato la gravità dell’avvenimento”, fa sapere Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Adesso il corpo della povera volpe verrà portato all’Istituto Zooprofilattico per l’esame autoptico, in modo da capire la causa del decesso. Nel frattempo, verranno effettuate indagini per verificare se c’è qualcosa che possa aiutare a risalire agli autori di questa incredibile e ingiustificabile crudeltà. Come tutti gli animali selvatici, la volpe svolge un ruolo fondamentale per l’ecosistema e – pur non essendo un animale a rischio estinzione – è comunque patrimonio indisponibile dello Stato e merita il rispetto che si deve a tutti gli esseri viventi.”

“Chiunque abbia compiuto questo gesto di violenza è una persona vigliacca e crudele, che rappresenta un pericolo per tutta la comunità. Il paese è in subbuglio per quello che è successo e tutti sono sconvolti dalla brutalità di questa uccisione. Il nostro team legale è già al lavoro per sporgere denuncia verso ignoti, ma auspichiamo che le indagini compiute dai Carabinieri e dalle Guardie del PNALM possano dare un volto e un nome al mostro che ha tolto la vita a un animale indifeso, con tanto di messa in scena per ‘vantarsi’ del proprio comportamento”, continua Rosati.

“Per quanto approfondite, non è detto che le indagini riescano nel loro intento, quindi chiediamo la collaborazione di tutta la cittadinanza per far sì che i responsabili di questa orribile violenza vengano identificati e puniti adeguatamente. Se qualcuno ha informazioni o ha visto qualcosa che possa aiutare a identificarli si faccia avanti e contatti le autorità preposte. È importante che la società civile prenda una posizione contro soggetti del genere”, conclude Rosati.


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