Voglia di viaggiare: covid pass, istruzioni per l’uso

Ora previsti quelli cartacei (vaccino o guarigione o test) per gli spostamenti nel Paese

di Redazione | 31 Maggio 2021 @ 09:54 | UTILI
misure
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Pass vaccinale in arrivo. Il pass che permette di muoversi tra i Paesi dell’Unione europea, dovrebbe arrivare dal 1° luglio. Il 15 giugno, invece, il certificato italiano dovrebbe essere disponibile anche sulle app Immuni e IO. I ministeri dell’Innovazione e della Salute stanno lavorando a una versione digitale sotto forma di Qr code scaricabile sull’app Io o su Immuni. Nel primo caso si accederà con Spid o con la carta di identità elettronica e si scaricherà il pass; se si opta per Immuni, dal ministero dell’Innovazione spiegano che per accedere al certificato occorrerà una password generata con il sistema Otp (one time password), cioè una chiave di accesso “usa e getta”.

Nelle scorse settimane il Cts ha esteso fino a nove mesi la validità del Green pass nazionale per chi ha terminato il ciclo di vaccinazione e ha dato la possibilità di richiederlo anche a chi ha effettuato una sola dose.

Dal 15 giugno saranno anche necessari per partecipare ai matrimoni in zona gialla all’aperto o al chiuso. Ci sono, poi, una serie di ipotesi, previste dal Dl 52, che possono richiedere l’esibizione del pass Covid – dagli spettacoli agli eventi sportivi, dai congressi alle fiere – ma in questi casi si rimanda a ulteriori linee guida ancora da mettere a punto.

Ecco tutto quello che sappiamo sui pass per l’estate 2021.

Cosa sono i Green pass nazionali?

I Green pass sono i documenti che permettono di spostarsi in tutta Italia. I lasciapassare permettono inoltre ai turisti stranieri di visitare l’Italia e di spostarsi da un paese all’altro evitando la quarantena. Ma non solo, sono infatti utili anche per chi deve fare visita a un parente ricoverato in una Rsa o per partecipare alle cerimonie. Si tratta di certificazioni che vengono rilasciate in ambito regionale, valide solo sul territorio nazionale e fino all’entrata in vigore del cosiddetto Eu-Covid 19, previsto per metà giugno. Il nuovo documento conterrà un QR code per verificarne digitalmente l’autenticità e la validità e arriverà anche sull’app Immuni e su IO. Oltre che in ambito nazionale, il nuovo pass consentirà di muoversi anche all’interno dei Paesi dell’Unione europea. Ma come funziona il Green pass attualmente in vigore?

Green pass: le tre certificazioni previste

Le “certificazioni verdi” previste finora servono per muoversi liberamente sul territorio nazionale, anche tra regioni e province autonome in zona arancione e rossa, e possono attestare una di queste tre condizioni:

1) Vaccinazione anti-SARS-CoV-2, al termine del prescritto ciclo

Il pass ha una validità di nove mesi ed è rilasciato in formato cartaceo o digitale, su richiesta dell’interessato, dalla struttura sanitaria che effettua la vaccinazione contro il Covid. È possibile ottenere il Green pass anche con una sola dose di vaccino: in questo caso il lasciapassare è valido dal 15esimo giorno dalla prima e fino alla seconda somministrazione. La certificazione sarà disponibile anche nel fascicolo sanitario elettronico del paziente.

  • Quali informazioni devono essere riportate sul certificato?
    Oltre alle generalità dell’interessato (nome e cognome) in questo caso il certificato deve indicare la sua data di nascita e anche alcuni dettagli relativi alla vaccinazione. Deve quindi riportare la malattia o agente bersaglio, il tipo di vaccino eseguito, la denominazione del vaccino o l’indicazione del titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio. Il documento deve anche indicare il numero della dose effettuata e il numero totale delle dosi previste, la data dell’ultima somministrazione effettuata, lo Stato membro in cui è stata effettuata la vaccinazione, la struttura che detiene il certificato e il suo identificativo univoco. 

2) Guarigione e termine dell’isolamento in seguito all’infezione

La certificazione ha una validità di sei mesi ed è rilasciata, su richiesta dell’interessato, in formato cartaceo o digitale, dalla struttura presso la quale è avvenuto il ricovero del paziente affetto da Covid-19, ovvero, per i pazienti non ricoverati, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, ed è resa disponibile nel fascicolo sanitario elettronico dell’interessato. La certificazione cessa di avere validità qualora, nel periodo di vigenza semestrale, il cittadino sia positivo al SARS-CoV-2. Le certificazioni di guarigione rilasciate precedentemente dall’entrata in vigore del decreto sono valide per sei mesi a decorrere dalla data indicata nella certificazione.

  • Quali informazioni devono essere riportate sul certificato?
    Anche in questo caso, il certificato deve necessariamente riportate alcune informazioni. Oltre ai dati anagrafici, sul documento devono essere indicati la data del primo test positivo, lo Stato membro in cui è stata certificata la guarigione, la struttura che ha rilasciato il certificato, l’identificativo univoco del certificato e la sua validità. 

3) Esecuzione di test antigenico rapido o molecolare con esito negativo

La certificazione ha una validità di quarantotto ore dal rilascio ed è prodotta, su richiesta dell’interessato, in formato cartaceo o digitale, dalle strutture sanitarie pubbliche da quelle private autorizzate e accreditate e dalle farmacie che hanno svolto il tampone antigenico rapido o molecolare, ovvero dai medici di medicina generale o pediatri di libera scelta.

  • Quali informazioni devono essere riportate sul certificato?
    Oltre ai dati anagrafici del soggetto, il certificato deve riportare la malattia o l’agente bersaglio, la tipologia di test effettuato, il suo nome e il produttore. Sul documento devono inoltre essere indicati la data e l’orario della raccolta del campione e quelli del risultato del test, il centro o la struttura che lo ha eseguito, lo Stato membro, la struttura che detiene il certificato e l’identificativo univoco. 

Passaporto vaccinale sì, ma no alle discriminazioni

Il tema del passaporto vaccinale ha popolato le agende politiche delle ultime settimane e i tavoli di lavoro aperti a riguardo sono diversi, anche a livello europeo.Il Garante per la protezione dei dati personali ha sollevato alcune criticità, per esempio sul tempo di conservazione dei dati raccolti e sulla sicurezza dell’infrastruttura che gestisce questa enorme mole di dati. Il Garante privacy non è l’unico ad aver sollevato alcune perplessità riguardo lo strumento del Green pass e il rilascio delle certificazioni per i cittadini. Federfarma, l’associazione che rappresenta le farmacie italiane, e la Fimmg, il sindacato che rappresenta i medici di famiglia, hanno espresso le proprie criticità a riguardo. Per chiarire i dubbi più frequenti, il ministero della Salute ha pubblicato una serie di faq sul proprio sito.


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