Vivarelli (Confsal): “Siamo alla farsa pagando a rate con pochi spiccioli il Tfr”

di Redazione | 13 Luglio 2021 @ 21:12 | ATTUALITA'
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – “Siamo alla farsa: abbiamo scoperto che si possono pagare a rate di poche decine di euro, a volte anche meno, i trattamenti di fine rapporto, ma è una farsa inaccettabile. Ci stiamo muovendo nelle sedi opportune per mettere fine a questa situazione scandalosa. I lavoratori e le loro famiglie meritano rispetto”.

Interviene così Marcello Vivarelli, sindacalista, segretario di categoria del Terziario della Confsal dell’Aquila, sui recenti sviluppi della questione dei trattamenti di fine rapporto (tfr) che deve pagare l’impresa di pulizie Dm ad alcuni suoi ex dipendenti nell’ambito dell’appalto per le pulizie alla Asl 1 di AvezzanoSulmona-L’Aquila. Alla Dm è recentemente subentrata, vincendo la gara, la Dussmann.

In un primo momento, la Dm, stando alla ricostruzione fatta proprio dal sindacato di Vivarelli, aveva reso noto che avrebbe pagato il tfr in sei rate, una ‘strada’, secondo la stessa Dm, obbligata, a causa del fatto che la Asl aquilana non aveva ancora provveduto a saldare delle vecchie fatture all’azienda che poi ha ceduto il posto alla Dussmann; la Confsal aquilana aveva inoltre chiesto di poter partecipare al tavolo di confronto a cui si sono sedute altre sigle sindacali, promettendo di rivolgersi direttamente alla Asl provinciale, a cui comunque la Confasl ha dato una “strigliata” invitandola a saldare le fatture arretrate, qualora la richiesta fosse andata a vuoto.

“Ma adesso la ‘musica’ è addirittura peggiorata – evidenzia con rabbia Vivarelli – Ricevere il pagamento di una rata anche da 7 euro è qualcosa di osceno, ma sta succedendo questo. Il che significa, letteralmente, offendere i lavoratori e le loro famiglie per cui, lo sottolineiamo sempre, un tfr da alcune migliaia di euro rappresenta una vera e propria boccata di ossigeno in un periodo terribile come quello che stiamo vivendo a causa della gestione dell’emergenza Covid-19”.

“Non possiamo restare immobili di fronte a un simile scempio – conclude il sindacalista aquilano – e d’ora in avanti non tollereremo che certi episodi si verifichino di nuovo. Intanto, però, stiamo predisponendo azioni decise e concrete rivolgendoci agli organi competenti. Una cosa di questo genere non può passare così e chi ha sbagliato deve pagare. Altrimenti sarà stata permessa l’ennesima azione vessatoria nei confronti di chi si spacca la schiena per le pulizie nelle strutture sanitarie pubbliche di questa provincia”.


Print Friendly and PDF

TAGS