Vivarelli: “Dipendenti impresa di pulizie lavorano in condizioni disumane, intervenga Poste Italiane”

di Redazione | 02 Ottobre 2021 @ 13:42 | ATTUALITA'
Dussmann Marcello Vivarelli
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L’AQUILA – “Altro che lavoro precario! All’Aquila, non in un Paese del cosiddetto Terzo Mondo, ci sono lavoratrici, tra cui madri di famiglia, che devono lavorare in condizioni a dir poco disumane. È il caso delle dipendenti della Lux Srl, impresa di Pulizie di Chieti addette alle pulizie degli uffici di Poste Italiane sul territorio”. A lamentare una situazione “intollerabile” è Marcello Vivarelli, segretario provinciale aquilano della categoria Terziario del sindacato Fesica.

“Mi domando – afferma Vivarelli – come può una lavoratrice, che per contratto ha venti minuti di tempo per svolgere le sue mansioni presso una sede, recarsi, stando sempre dentro i venti minuti di tempo, in un altro ufficio, anche a diversi chilometri di distanza, per svolgere le stesse mansioni. Il tutto senza uno straccio di ordine di servizio scritto. E parliamo di lavoratrici con un contratto in media di sei ore e quaranta minuti a settimana, praticamente un’ora e sei minuti al giorno, spesso senza i prodotti necessari, nonostante ripetute sollecitazioni. Con il rimborso previsto per quanto speso di gasolio, benzina, eccetera, che dovrebbe compensare, ma non sempre è possibile, le oscillazioni giornaliere che subiscono i prezzi dei carburanti”.

“E mi domando, inoltre – continua il sindacalista – mentre qualcuno si riempie la bocca col salario minimo, se situazioni come questa non possano configurare un eventuale dumping contrattuale, a questo punto autorizzato dallo Stato. Senza dimenticare che i salari per queste lavoratrici sono a dir poco ridicoli, soprattutto rispetto alla fatica che fanno e ai rischi che corrono”.

“A Poste Italiane, che potrebbe tranquillamente internalizzare il servizio, chiediamo di controllare il rispetto del contratto di appalto e verificare che tutte le norme a tutela delle lavoratrici vengano rispettate; all’azienda, invece, abbiamo già chiesto un incontro, ma fino ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta, motivo per cui stiamo già valutando altre azioni evidentemente più incisive, sempre con l’obiettivo di essere in prima fila nella difesa di queste lavoratrici, che, come purtroppo tanti altri anche in altri settori, fanno parte del mondo dei tristemente ‘famosi’ precari”, conclude Vivarelli.

 


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