Vivarelli (Confsal): “Solidarietà a Belakhdim morto per difendere i diritti dei lavoratori”

di Redazione | 24 Giugno 2021 @ 18:17 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “Esprimo la più grande solidarietà alla famiglia del povero sindacalista di SiCobas travolto e ucciso da un camion durante una manifestazione al centro logistico Lidl di Biandrate. Belakhdim è morto mentre cercava di difendere i lavoratori. Nel 2021. Non nell’Ottocento”.

Lo scrive in un comunicato Marcello Vivarelli, segretario di categoria terziario della Confsal dell’Aquila, intervenendo sulla tragedia a Biandrate, nel Novarese, dove il 37enne sindacalista di origini marocchine Adil Belakhdim è stato investito e ucciso da un camion guidato dal 26enne Alessandro Spaziano.

“Da parte mia e del sindacato che rappresento – scrive ancora Vivarelli – c’è tutto l’appoggio alle proteste dei lavoratori malpagati, sfruttati, vessati e terrorizzati. La battaglia di Belakhdim è la stessa battaglia che tanti sindacalisti portano avanti contro uno sfruttamento che purtroppo non appartiene più a un passato lontano, ma al presente. Stiamo ritornando ad una terribile divisione in classi sociali, con pochi ricchi e intoccabili da una parte e con una maggioranza di persone sempre più povera e sempre meno tutelata, mentre la nostra Costituzione è continuamente calpestata. La nostra solidarietà va ai lavoratori anche per i drammi che vivono a causa dei debiti con le banche per colpa di stipendi bassi, quando ci sono, cioè quando il lavoro, pur precario, c’è. Drammi che sono una realtà pure nostro territorio, dove, oltre al Covid, c’è un terrore fiscale nei confronti di licenziati, cassintegrati, lavoratori in nero. Una situazione che continuerà a peggiorare se non si risolve con forza con l’intervento dello Stato, che ha il dovere di tutelare chi è occupato e chi ha un disperato bisogno di lavoro, cioè la ‘marea’ di disoccupati di cui nessuno ai ‘piani alti’ sembra occuparsi”.

Vivarelli conclude: “È ora però che la maggioranza dei lavoratori si alzi in piedi e protesti compatta verso quei politici che continuano a smantellare pezzo dopo pezzo lo Stato sociale. Esistono sindacati che non si piegano e che sono pronti alla battaglia, ma che allo stesso tempo hanno bisogno dell’appoggio dei lavoratori. L’articolo 40 è lì. Per farci ascoltare, dobbiamo essere tanti”.


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