Viteliù 4.0, nel cuore della periferia aquilana l’assemblea della Lega giovani Abruzzo

di Alessio Ludovici | 28 Novembre 2021 @ 06:00 | POLITICA
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L’AQUILA – Non è chiarissima l’etimologia del nome Italia ma è leggenda, con diversi fondamenti storici, che c’entri qualcosa il lemma, in lingua osca, Viteliù. Quel che è certo è che durante la guerra sociale contro Roma, nel I secolo prima di Cristo, proprio in Abruzzo, a Corfinium, capitale della lega italica, venne coniata una moneta con una doppia epigrafe: Italia in latino, Viteliù in osco. Ed è la prima testimonianza epigrafica dell’Italia.

La storia ha questa capacità di suggestionare e la politica qui in Abruzzo ha fatto spesso riferimento alle vicende dei popoli italici. Vestini e Marsi, Peligni e Piceni, Sanniti e Frentani e via discorrendo, tutti uniti contro Roma, per poi diventarne parte e contare sempre di più nelle gerarchia della repubblica e dell’impero poi.

Il richiamo alla storia oggi arriva dall’assemblea regionale della Lega giovani Abruzzo che si è svolta ieri a L’Aquila, intitolata Viteliù 4.0. E dentro quella suggestione ci entra bene la vicenda leghista, c’è una Roma che non piace ma di cui bisogna diventare classe dirigente e c’è tutto l’Abruzzo, con i suoi “popoli”, Vestini e Marsi, Peligni e Piceni, Frentani, Marrucini e via discorrendo, appunto. Voglia di essere Italia, di essere Abruzzo, di essere Lega, veneta, poi lombarda, poi del nord, ora nazionale e federale. E c’è voglia di fare politica, non online, ma di tornare a farla in carne ed ossa. Eccoli allora tutti a L’Aquila ieri. Scelta non casuale forse, perché qui si va ad elezioni l’anno prossimo e cinque anni fa proprio a L’Aquila ebbe una svolta il radicamento del Carroccio in Abruzzo anche grazie a giovani e giovanissimi che oggi sono futuro ma anche presente, classe dirigente della città e del partito leghista come Francesco De Santis, di recente eletto vice segretario nazionale dei dei giovani leghisti. 

Siamo nella sede di ESE – CPT a San Vittorino dove si trova anche il centro vaccinazioni, estrema periferia ovest della città. Del resto la Lega, scriveva qualcuno, “è spazio di rivolta delle periferie, geografiche e non, è capannoni e quote latte, partita Iva e micro impresa”. E come dalle periferie prealpine si è presa le città del Nord, dai piccoli centri delle periferie appenniniche si è presa città e regioni del paese trovando spesso poca o alcuna resistenza. 

Ospite d’onore l’onorevole Andrea Crippa, vicesegretario federale della Lega. In apertura di lavori, invece, i saluti dell’onorevole Luigi D’Eramo, segretario regionale del partito, che non nasconde la polvere sotto il tappeto e incentra il suo intervento sulle recenti defezioni del partito in Abruzzo. “Piccole perdite che sbloccheranno tante situazioni che facevano da tappo alla crescita e al radicamento del partito, che ne minavano il metodo di lavoro e gli obiettivi” ha affermato D’Eramo. “Quello che avete visto in questo mese – ha insistito D’Eramo rivolgendosi ai giovani del partito – è la migliore formazione politica, è la carne viva del fare politica, non la teoria”. Carne viva, che piaccia o meno, la Lega lo è sempre stata, altrimenti non sarebbe il più antico partito del paese. 


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