Violenza contro le donne, un ordine del giorno in Consiglio comunale

di Marianna Gianforte | 22 Novembre 2022 @ 06:06 | ATTUALITA'
legge 41
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L’AQUILA – Un ordine del giorno ‘pesante’ se non altro da un punto di vista morale, che impegna i politici del Comune dell’Aquila, di maggioranza e di opposizione, ad agire con i fatti e con i comportamenti per dare il proprio piccolo grande contributo al percorso di sradicamento della violenza maschile sulle donne. “Contrasto alla violenza e alla discriminazione di genere, promozione di una cultura e di un linguaggio di genere, potenziamento della rete antiviolenza esistente, reperimento appartamenti idonei da adibire a case rifugio nella città capoluogo e individuazione fondi annuali e strutturali per sostenere le attività del centro antiviolenza e della casa rifugio attualmente esistente” è il lungo titolo del ‘plico’ che si sono visti recapitare tutte le consigliere del Comune dell’Aquila, per conoscenza anche le assessore e il presidente del Consiglio Roberto Santangelo e il sindaco Pierluigi Biondi. E proprio Santangelo ha accolto con entusiasmo e convinzione l’invito dell’autrice del documento, la consigliera Simona Giannangeli (L’Aquila coraggiosa), a calendarizzarlo al primo Consiglio comunale utile: che, guarda il destino, cade proprio il 25 novembre, il prossimo venerdì, nella ‘Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne’.

Giannangeli, ‘l’avvocata delle donne’, cofondatrice del centro antiviolenza dell’Aquile e da sempre impegnata sui diritti delle donne, non soltanto in Italia ma anche nel mondo, non ha perso tempo e ha quasi subito coinvolto il Consiglio comunale dell’Aquila nel percorso difficile della difesa delle donne contro ogni forma di violenza fisica, economica e psicologica sulle donne. D’altra parte certe giornate internazionali sui diritti delle persone nascono per riflettere e per fare passi avanti nell’affermazione dei diritti umani nel mondo. L’iniziativa – che ha già ricevuto anche il commento positivo dell’assessora alle Pari opportunità Ersilia Lancia intervistata ieri dai giornalisti nel corso della presentazione di un altro evento per il 25 novembre – è stata presentata ieri mattina nei locali consiliari a villa Gioia da Giannangeli e dalla consigliera del Pd Stefania Pezzopane, mentre hanno partecipato i consiglieri Alessandro Tomassoni, Enrico Verini ed Elia Serpetti. “Un ordine del giorno che ha l’intento di fermare l’attenzione di tutti i componenti di questa amministrazione, uomini e donne che sono in ampia rappresentanza. L’auspicio è che venerdì si esca dall’assise civica con l’ordine del giorno votato all’unanimità – ha spiegato Giannangeli -. Chiediamo di potenziare la rete antiviolenza dell’Aquila, di finanziare e di rafforzare il centro antiviolenza e la casa rifugio (c’è bisogno, ad esempio, di due appartamenti aggiuntivi da utilizzare per le donne con o senza figli) che, dopo le tante accoglienze fatte negli ultimi mesi non è più sufficiente; un impegno anche ai componenti e alle componenti del Consiglio e, perché no, della Giunta, ad adottare un linguaggio adeguato, rispettoso delle donne, scevro di pregiudizi. Un impegno reale, concreto e non più semplice retorica”.

Pezzopane, ex deputata del Pd, ha sottolineato che il sistema legislativo italiano relativo al contrasto della violenza sulle donne “è adeguato” e che “il vero problema sorge nella mancanza di una piena attuazione nel momento in cui viene calato nei territori e nelle istituzioni locali”.

Di qui l’appello di Giannangeli a partecipare al Consiglio comunale a tutte le donne: “Discuterò in Consiglio comunale l’ordine del giorno che ho redatto, firmato finora dalle colleghe Stefania Pezzopane, Eva Fascetti ed Emanuela Iorio, sul tema del contrasto della violenza maschile e del potenziamento della rete antiviolenza – dice Giannangeli -. Il 25 novembre è la ‘Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza maschile sulle donne’ e discutere proprio in questa data una questione così importante mi emoziona e dà ulteriore senso alla mia lotta ormai trentennale contro la violenza degli uomini. Invito le donne a essere presenti perché dobbiamo essere unite in questa lotta e invito anche gli uomini, perché la violenza maschile li riguarda e li deve interrogare con urgenza”.

L’ORDINE DEL GIORNO

Nel documento che verrà discusso venerdì 25 viene ricostruita la genesi della giornata per l’eliminazione della violenza sulle donne e ribadito che gli enti locali hanno il dovere di attuare le convenzioni firmate a livello planetario nella recente storia contro questa stortura sociale. Nella premessa, l’ordine del giorno ricorda che “con la risoluzione 54/134 del gennaio 1999, l’assemblea generale della Nazioni unite ha indicato nel 25 novembre la ‘Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne’, e contestualmente, ha invitato gli Stati, le organizzazioni governative e internazionali a predisporre in tutto il mondo, in questa giornata, campagne e iniziative di sensibilizzazione per contrastare la violenza maschile sulle donne che, come era stato riconosciuto dalla stessa Assemblea già nel 1993, ‘è uno dei meccanismi sociali cruciali per mezzo dei quali le donne sono costrette in una posizione subordinata rispetto agli uomini’. La data, si legge nel documento, fu scelta in ricordo dell’uccisione, il 25 novembre 1960, delle sorelle Minerva, Patria e Maria Teresa Mirabal, simbolo della resistenza delle donne al regime del dittatore dominicano Rafael Leonidas Trujillo, sequestrate mentre si recavano a trovare i prigionieri politici in carcere, seviziate, violentate, torturate e infine uccise. In Italia, il 25 novembre è diventato via via una data simbolo intorno all’anno 2004, grazie soprattutto alle costanti lotte dei centri antiviolenza, delle case delle donne, delle associazioni femministe. Con la legge 27/6/2013 n. 77 e successive modifiche, il Parlamento ha autorizzato la ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica redatta ad Istanbul l’11 maggio 2011. Nell’art. 3 della Convenzione, nota come convenzione di Istanbul, si precisa che “la violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani e costituisce una forma di discriminazione contro di esse”. Detta Convenzione è il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante, volto a creare un quadro normativo completo a tutela delle donne contro qualsiasi forma di violenza. La Convenzione insiste sulla necessità di coinvolgere tutti i soggetti pertinenti, comprese le autorità locali, nelle azioni volte a rendere effettivo il diritto di tutte a vivere libere dalla violenza maschile e a prevenire, perseguire ed eliminarla, con azioni concrete ed efficaci tese a rafforzare l’autonomia e l’autodeterminazione delle donne”.

Il documento ripercorre, inoltre, il percorso di nascita e di trasformazione in punti di rifermenti sul territorio il Centro antiviolenza per le donne. “In quattordici anni di attività instancabile – si spiega nel testo – , con fondi esigui e senza sedi adeguate, il Centro è diventato un luogo autorevole e riconosciuto, dotato del numero antiviolenza collegato al numero nazionale 1522, è componente della Rete Nazionale Dire, è componente del coordinamento regionale dei centri antiviolenza Antigone, è un luogo politico per eccellenza di contrasto alla violenza maschile. Un luogo che ha voluto e saputo, con ostinata tenacia e costante determinazione, costruire una rete attiva in costante potenziamento con la Questura, con la Stazione dei carabinieri dell’Aquila e dei comprensori limitrofi, con la Procura presso il Tribunale ordinario, con la procura presso il Tribunale per i Minorenni, con i Servizi Sociali del territorio, con il Pronto Soccorso dell’Ospedale San Salvatore, con l’Ateneo aquilano, con gli Istituti scolastici di ogni ordine e grado, con l’Ordine delle mediche/i e con tutte quelle realtà che possono intercettare casi di violenza maschile sulle donne”.

I NUMERI

Dall’anno 2008 a oggi, ricostruisce il documento, circa 700 donne sole o con figlie e figli si sono rivolte al Centro Antiviolenza dell’Aquila, sono state accolte e prese in carico, sono state sostenute dal punto di vista legale, psicologico, dell’orientamento al lavoro e dell’autonomia abitativa. Dall’inizio dell’anno 2022, 49 donne hanno fatto il primo ingresso nel Centro Antiviolenza dell’Aquila di cui 40 con figlie o figli minori. Dall’anno 2021, con l’apertura della prima casa rifugio all’Aquila, assegnata dal Comune dell’Aquila in comodato d’uso gratuito, sono state ospitate in essa 8 donne e 4 minori. Grazie allo sportello di orientamento al lavoro, attivo dal 2017, sono state attivate 20 borse lavoro, alcune delle quali hanno generato contratti di lavoro. Molte donne accolte sono state sostenute, inoltre, nel percorso per l’autonomia abitativa. Le donne che si rivolgono al Centro Antiviolenza hanno un’età che va dai quindici ai settanta anni, sono prevalentemente cittadine italiane, subiscono violenza psicologica, fisica, sessuale, economica da parte di partner o ex partner prevalentemente cittadini italiani appartenenti, per lo più, ad una “classe sociale” medio alta.

L’IMPEGNO

L’ordine del giorno impegna il Governo comunale “a dare attuazione al piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere e ad incrementare lo stanziamento del fondo nazionale finalizzato ai progetti di sostegno alle donne. A monitorare urgentemente la situazione dei fondi previsti dal piano destinati alle Regioni, sia che risultino ancora bloccati o non rendicontati correttamente. A rendere l’insediamento del tavolo Governo-Regioni-Comune uno strumento efficace e trasparente per il monitoraggio della reale attuazione del Piano Nazionale Antiviolenza”. Impegna inoltre anche il sindaco e la Giunta a “sostenere azioni e progetti per migliorare le condizioni delle donne in questa città. A promuovere, diffondere e sostenere la cultura delle pari opportunità, a sostenere e collaborare con le associazioni pubbliche e private impegnate sul territorio, a pubblicare sul sito del Comune dell’Aquila il numero di pubblica utilità ‘1522’, operativo 24 ore su 24, accessibile gratuitamente su tutto il territorio nazionale, per l’emersione e il contrasto del fenomeno della violenza sulle donne, nonché il numero del Centro Antiviolenza dell’Aquila, 340/0905655, operativo 24 ore su 24 e direttamente collegato al 1522”. Un appello anche all’assessora alle Pari opportunità e a quella alle Politiche sociali affinchè promuovano di concerto con il centro antiviolenza, “un tavolo permanente della rete antiviolenza costituita in città, per monitorare i livelli di emersione della violenza maschile sul territorio comunale e per potenziare le prassi già implementate dal centro. Ad individuare le risorse economiche strutturali da destinare al centro antiviolenza per le donne dell’Aquila e all’attuale casa rifugio, affinché siano garantiti gli interventi a tutela delle donne sottoposte a violenza maschile. Ad individuare ed assegnare al centro antiviolenza per le donne dell’Aquila almeno due appartamenti contigui e sicuri da adibire a casa rifugio, con previsione da parte del Comune stesso di corrispondere la retta per le donne con o senza figlie e figli poste in protezione. Ad adottare specifiche determinazioni per consentire alle donne in fuoriuscita dalla violenza maschile, ma non in situazione emergenziale, di accedere in via prioritaria ad alloggi dell’edilizia residenziale pubblica”.

Un impegno è chiesto anche alle consigliere e ai consiglieri comunali a non tollerare e a condannare sempre episodi di violenza o discriminazione contro le donne e a farsi promotrici e promotori, di concerto con il sindaco e la Giunta, di azioni e progetti per la promozione e la diffusione della cultura delle pari opportunità. A vigilare su ogni forma di pubblicità sessista e discriminatoria nei confronti delle donne su tutto il territorio del Comune dell’Aquila e ad agire immediatamente per la rimozione di qualsiasi cartello pubblicitario che faccia un uso sessista dei corpi delle donne“.


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