Villetta Barrea, ‘Giro nel Parco’: 60 ciclisti partiti nonostante lo stop

La delusione degli organizzatori: la riunione del comitato per la sicurezza pubblica convocata soltanto quattro giorni prima. Salta una delle più belle gran fondo del Centro Italia

di Marianna Gianforte | 27 Giugno 2022 @ 06:45 | SPORT
giro nel parco
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VILLETTA BARREA – Avrebbe dovuto essere una festa di bici e di colori, una giornata alla scoperta delle meraviglie dei borghi del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise attraverso Villetta, Civitella Alfedena, Pescasseroli, Scanno, Villalago, Bisegna, Anversa degli Abruzzo, Cocullo e Ortona dei Marsi, e poi Passo Godi, le Gole del Sagittario e il valico di Bisegna. Avrebbe dovuto, perché ‘Il giro nel Parco’,  la prima gran fondo nel territorio del Parco attraverso un percorso mozzafiato immerso nel verde di 109 chilometri, che per sei edizioni ha attirato decine di atleti nel cuore dell’Abruzzo, ieri non si è tenuta. Niente start, niente festa al villaggio sportivo, alberghi e ristoranti disdetti all’ultimo minuto: a partire, per tigna, per affezione, e anche forse per ‘protesta’ e solidarietà, delusi ma determinati, 60 ciclisti, che hanno percorso i chilometri della gara insieme agli organizzatori che a quattro giorni dalla gran fondo si sono trovati costretti ad annullare tutto.

giro nel parco

A organizzare la cicloamatoriale su strada per sei edizioni (quella di ieri sarebbe stata la settima) sono Simone Carbutti della famiglia Lazzaretti, titolari dello storico negozio di ciclismo di Roma, promotori di gare agonistiche nazionali e internazionali e Nicolangiolo Zoppo, direttore di corsa Fci e organizzatore di eventi ciclistici. 

“Siamo spiacenti – così hanno scritto martedì 21 in un laconico comunicato –: a seguito della riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica tenuto online dalla prefettura dell’Aquila, non ravvisiamo più i presupposti per condure a termine l’organizzazione della nostra manifestazione”. Una premessa che lascia intendere che la manifestazione non si terrà più nemmeno in futuro. 

La riunione del comitato per la pubblica sicurezza è stata convocata quattro giorni prima dell’evento, martedì 21 appunto: troppo poco preavviso per poter metter mano a richieste di modifiche importanti se non sostanziali, intervenire, riadattare e riorganizzare un evento sportivo come una gran fondo. Il punto di rottura, in base a quanto emerso, è stata la richiesta da parte di una larga parte dei Comuni del territorio attraversato dalla cicloamatoriale di un grande numero di persone preposte al controllo delle strade durante la cicloamatoriale: più di 100 persone, che si sarebbero andate ad aggiungere alle 75 già messe a disposizione dall’organizzazione, un numero enorme di operatori da individuare in soli tre giorni lavorativi. Si tratta infatti degli addetti ai servizi aggiuntivi in possesso dell’abilitazione rilasciata dal compartimento della polizia stradale di zona dopo aver sostenuto un corso della federazione ciclistica italiana, ai quali viene assegnato il compito di garantire la sicurezza e il regolare svolgimento di una gara ciclistica su strada.

Di qui la decisione di gettare la spugna e mandare tutto a monte. “Eppure, la prefettura dell’Aquila e il comitato hanno sempre accolto il piano della sicurezza presentato nelle edizioni precedenti”, spiega Carbutti. La gara si è tenuta normalmente sino al 2019, anno in cui l’emergenza sanitaria ha in sostanza bloccato il Paese; nei due anni della pandemia si è deciso di a mantenere soltanto la cicloturistica: quella di quest’anno avrebbe dovuto essere un ritorno alla normalità. “Eppure, nelle sei precedenti edizioni – ricorda Carbutti – è stato dimostrato sempre un buon lavoro e mai si è verificato un incidente importante che richiedesse l’intervento delle forze dell’ordine. Un peccato dover rinunciare a quella che è stata definita ‘la più bella granfondo del centrosud’, con un fondo stradale praticamente perfetto per una granfondo, grazie anche ai recenti passaggi del Giro d’Italia, e non solo”.

E così, prenotazioni disdette, ristoranti e locali vuoti, borghi tornati alla loro consueta calma di inizio estate. Due i percorsi che erano stati previsti: oltre al ‘Giro nel parco 100’, anche la ‘Gnp’ Gourmet (47 chilometri, Giro nel parco gourmet) che prevedeva il gruppo scortato, guide e servizio sanitario e soste in tutti i borghi e assaggi di prodotti a ‘km zero’. Niente di tutto questo. Non resta che ‘rifare gli scatoloni’, mettere da parte materiale e borracce, pacchi gara e maglie (quest’anno molto apprezzate nello stile e nel colore), disdire ristori e congedare gli sponsor. Un bel colpo anche all’immagine delle persone e delle aziende che per sei anni hanno lavorato per costruire la gran fondo, una formula di attività che unisce sport e benessere, famiglia e vacanza, relax e cultura e in grado in tutta Italia di muovere un notevole microturismo che dà respiro e movimenti ai borghi delle aree interne.

“Questa manifestazione si tiene sull’impianto di una grandissima organizzazione che parte il giorno dopo in cui si chiude ciascun evento – spiega Carbutti –, con queste condizioni per noi è difficile pensare di ripartire. Le autorizzazioni da ottenere sono tante e anche le questioni pratiche da mettere a punto. Noi abbiamo consegnato tutte le istanze ogni anno a tempo debito: assurdo che la riunione del comitato provinciale della sicurezza pubblica, invece, sia stato convocato con un preavviso così stretto”. E il rammarico sta anche nell’aver dovuto azzerare tutti gli eventi collaterali organizzati attorno alla gara, come l’importante convegno internazionale, patrocinato tra gli altri anche dal ministero del Turismo, sulla ‘bike economy’, tema centrale nel momento in cui in tutto il mondo si discute di rispetto dell’ambiente, risparmio energetico, e al quale avrebbero dovuto partecipare personalità di spicco relatori di report e di analisi dei dati prodotti dall’osservatorio della bike economy.

Grande la delusione anche tra i sostenitori dell’iniziativa e dei ciclisti che si erano iscritti e avevano prenotato gli alberghi:

“Piena solidarietà a voi… – scrive un’utente – ma le stesse istituzioni che in Abruzzo negano manifestazioni di questo tipo in altre regioni tipo Trentino Lombardia permettono diverse giornate di bike day con strade chiuse al traffico nel corso della stagione estiva….io qualche risposta seria da certi funzionari la pretenderei”.

Oppure ancora:

“Hanno avuto a che fare con persone senza coraggio, gente che per il ruolo che ricopre ha paura di prendersi le proprie responsabilità!!! Come si dice in questi casi, braccia rubate all’agricoltura, il problema è che se gli metti una zappa in mano farebbero solo danni!!! Che incompetenti….”.

E ancora un altro utente:

“Purtroppo in giro ci sono ancora persone che ricoprono dei ruoli a loro non appropriati. Ignoranza senza limiti”.

Gli organizzatori avvisano che lo sponsor tecnico consegnerà le maglie della gara la settimana prossima e che verranno distribuite a chi le ha richieste.


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