Videosorveglianza nelle università, informative chiare o scattano le sanzioni

di Redazione | 14 Maggio 2021 @ 06:00 | LA LEGGE E LA DIFESA
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Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato un’ordinanza di ingiunzione, lo scorso marzo, a carico dell’Università Federico II di Napoli. Tutto è nato, racconta Italia Oggi, da una censura inviata da un dipendente dell’Istituto di Fisica Nucleare, in cui si evidenziava l’installazione di diverse telecamere di videosorveglianza all’interno di spazi comuni dell’ateneo, ma senza alcun informazione a riguardo e senza alcun accordo con i rappresentanti sindacali. 

Il reclamo è bastato a far scattare le sanzioni pecuniarie ai danni dell’ateneo.

Il Garante, infatti, ha attivato una procedura ispettiva che si è conclusa con l’applicazione di una sanzione amministrativa da 10 mila euro e la pubblicazione dell’ordinanza sul sito dell’autorità. Il garante ha sottolineato l’illiceità del trattamento dei dati personali effettuati dall’università.

Due le motivazioni, appunto.

La mancanza di un accordo sindacale preventivo, così come previsto dalla normativa, in ispecie l’art. 4 della legge 300 del 20 maggio 1970. E poi le caratteristiche stesse dei cartelli. Questi erano infatti carenti di alcuni dei dati fondamentali richiesti dall’art. 13 del regolamento europeo come la finalità del trattamento perseguita dal titolare con le telecamere.

A mancare, inoltre, erano le indicazioni esatte sul titolare del trattamento, e le informazioni basilari sui diritti dell’interessato unitamente alle indicazioni più consistenti del trattamento. 

 


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