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di Maria Cattini – L’Aquila è pronta a rialzarsi in soli trentasei mesi grazie al più grande investimento pubblico per una ricostruzione post sisma che, ad oggi, è costata ben 24.000 euro per ogni cittadino aquilano. Questi sono in sintesi i dati diffusi venerdì da Agorà, la trasmissione televisiva della mattina di Raitre, condotta da Gerardo Grieco.

“Con l’accordo sul decreto anti corruzione, L’Aquila potrebbe essere considerata la cartina di tornasole di tutto ciò che accade in Italia”: sono le motivazioni che hanno spinto il corrispondente Lorenzo Lobasso a recarsi nel capoluogo abruzzese, da dove ha proposto vari collegamenti in diretta con lo studio, ricco di ospiti che lo incalzavano per capire come sta procedendo la ricostruzione.

Nella ricostruzione di Lobasso “a L’Aquila, in questi anni, è successo di tutto” ma sicuramente “sono arrivati i soldi”. “Forse il primo sisma veramente finanziato in Italia- spiega il corrispondente – se lo paragoniamo all’Irpinia, 7.000 euro investiti per ogni cittadino coinvolto. Invece qua (a L’Aqula, ndr) la media è di 24.000 euro per ogni cittadino coinvolto. I soldi ci sono- ribadisce Lobasso- vedremo di capire come vengono spesi”.

Nel corso della trasmissione, da strade “ancora spettralmente vuote”, il corrispondente ha avuto modo di intervistare un altro divo nazionale, il sindaco Massimo Cialente che, per gran parte del collegamento, ha cercato di spiegare che la “burocrazia” strozzerebbe e rallenterebbe la ricostruzione.”Qua (L’Aquila, ndr) girano molti soldi, ovviamente…questa ricostruzione è stata finanziata ampiamente”, spiega ancora il corrispondente mentre si interrompe il collegamento.
“Che girino molti soldi a L’Aquila, Carlo (Puca, ndr), lo abbiamo sempre saputo…”, aggiunge il conduttore Grieco, riprendendo la linea dallo studio e sollecitando l’opinione dell’editorialista di Panorama, Carlo Puca, per il quale “ricostruire una città medioevale come L’Aquila è sempre complicato”. Dopo aver proposto un nuovo paragone con l’Irpinia (“esempio da non seguire”) anche per Puca “su L’Aquila si è operato su un criterio di spesa sostenibile”. “Naturalmente tutto questo ha bisogno di tempo- continua il giornalista di Panorama- l’idea che si ricostruisca una città in cinque anni è sempre stata una follia, se vogliamo fare un discorso di verità. E sicuramente non potremo ricostruire tutto. (…) Pensare però di ricostruire tutte le case come erano prima, francamente mi sembra un paradosso”.

Appena ripreso il collegamento dall’Aquila, dopo aver insistito ancora sulle difficoltà, le lungaggini burocratiche e gli impedimenti che dipenderebbero solo da Roma e mai dalla incapacità, incompetenza, approssimazione e ignoranza degli amministratori locali, il sindaco Cialente non smentisce i dati del corrispondente sui costi della ricostruzione, mentre smentisce tutto quello che aveva affermato lui stesso nel precedente collegamento, assicurando queste volta che la ricostruzione richiederà, al massimo, “altri 36 mesi per l’edificio più complesso”, generando grande ilarità nello studio. Anche la giornalista de Il Centro Marina Marinucci non smentisce i dati sui costi della ricostruzione e rassicura gli italiani: “la ricostruzione è un’opportunità e L’Aquila diventerà un gioiellino che porterà qui  tantissimi turisti”, spiega in diretta. “Credo che il Sindaco sia troppo ottimista a parlare di una ricostruzione del centro storico completata nel 2017 ma credo anche che non sia da prendere in considerazione chi parla di venti anni”. Insomma, da quando c’è il Governo Renzi, a L’Aquila ogni problema sembra svanito e “tutto va bene madama la marchesa”.

Ma allora  di cosa si lamenta ancora il Sindaco dell’Aquila, si saranno chiesti i telespettatori italiani. Da quello che si è capito venerdì scorso, infatti, Cialente vorrebbe solo ulteriori leggi e norme che gli permettano di fare come meglio crede, un po’ come è accaduto nel periodo di gestione della Protezione Civile, e spendere altro denaro senza che nessuno verifichi il suo operato .

Tutto questo è accaduto ed è stato detto venerdì in diretta nazionale. Mentre viale Corrado IV si trasforma, lontano dalle telecamere di Raitre ma sotto gli occhi di tutti gli aquilani, nel nuovo eclatante simbolo di spreco di denaro pubblico nonché- dopo ben cinque anni di mala ricostruzione- del massimo esempio della cialtroneria e scandalosa incocludenza di questa sciagurata amministrazione cittadina.

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