Vicenda ex Accord Phoenix: Corte dei conti scagiona Aura

di Redazione | 15 Luglio 2023 @ 13:19 | ATTUALITA'
accord phoenix Aura
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L’AQUILA – «Gli elementi di prova raccolti in sede di indagini penali e versati agli atti dal Pm contabile, per quanto indicativi di un’opacità nella condotta della società, non sono tuttavia sufficienti a dimostrare l’illecita erogazione delle prime dure rate del contributo, come peraltro rilevato anche dal Pm penale, nelle valutazioni che hanno portato all’archiviazione del procedimento penale». Così la Sezione d’Appello della Corte dei conti che, ribaltando la sentenza della Sezione di primo grado emessa nell’aprile dello scorso anno, ha assolto la società “Aura Spa” (rappresentata dall’avvocato Roberto Colagrande), subentrata all’Accord Phoenix, stabilimento sorto nell’ex Polo elettronico per il riciclo dei materiali elettronici. A darne la notizia Il Messaggero d’Abruzzo.

In ballo c’era la restituzione a Invitalia della somma che sfiora i 5 milioni di euro relativi ai due Sal (su un finanziamento complessivo di 10 milioni di euro) ottenuti dalla vecchia compagine societaria. Secondo i magistrati contabili di secondo grado, «si rileva, che per quanto attiene al mancato possesso del know- how in capo al primo amministratore della società, Shankar Ravi, nel corso delle indagini penali è stato verificato che si è trattato di una circostanza che è stata resa nota a Invitalia, sia pure non inizialmente, e che tale circostanza non è stata ritenuta condizionante al fine dell’ammissione al beneficio». Sulla contestazione relativa alla sovrafatturazione dei macchinari acquistati «la stessa si è basata su di una stima fornita dal consulente del Pm che non è stata corroborata dalla prova che i beni siano stati pagati per un importo diverso da quello dichiarato. Né, dalle intercettazioni, è emersa la prova che lo Shankar, amministratore dell’epoca, fosse consapevole di una discrasia tra valore dichiarato e valore effettivo dei beni acquistati». Quanto all’assenza delle prescritte autorizzazioni per l’operatività dello stabilimento produttivo, «si tratta di elemento reso noto a Invitalia prima dell’ammissione al beneficio, e, quindi, oggetto di valutazione da parte della stessa». Scrive il quotidiano abruzzese.


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