Viaggiare? La Commissione Europea lavora per certificato di vaccinazione

di Cristina D'Armi | 01 Aprile 2021 @ 07:00 | SALUTE E ALIMENTAZIONE
Viaggiare certificato di vaccinazione
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L’AQUILA – Con l’avvicinarsi dell’estate continuano le proposte per riprendere a viaggiare.  Un certificato verde digitale per muoversi nei Paesi dell’Unione Europea, sembrerebbe il giusto compromesso tra la ripartenza del turismo e la salute pubblica.

Il Certificato di Vaccinazione Covid-19

ideato dalla Commissione Europea, dovrebbe essere disponibile gratuitamente da giugno nel formato digitale o cartaceo ed includerà un codice QR per garantirne l’autenticità.  La certificazione conterrebbe il tipo di vaccino somministrato, l’eventuale test negativo e tutte le informazioni sullo sviluppo degli anticorpi. Ad aprire la strada alla sperimentazione è la Regione Lazio: a partire dal 20 marzo 2021 coloro che avranno completato la propria immunizzazione contro il Coronavirus potranno scaricare il certificato vaccinale.

Da gennaio 2021 l’Aeroporto di Fiumicino ha aperto un corridoio con il JFK di New York.

Chi parte da Roma per la Grande Mela e non ha a disposizione i risultati del tampone, può effettuare un test rapido direttamente in aeroporto.  Il risultato viene comunicato sull’app AOKpass sotto forma di codice QR che verrà scannerizzato all’imbarco. Da quest’anno l’Islanda ha iniziato a fornire certificati di vaccinazione Covid-19 ai cittadini che hanno ricevuto le due dosi. Anche la Polonia rilascia un documento con codice QR a chi riceve due dosi del vaccino, mentre Le Seychelles hanno già eliminato l’obbligo di quarantena per i turisti vaccinati e che lo provano.   Anche le compagnie aeree si  cominciano ad organizzare, come ad esempio, Ryanair che ha lanciato l’applicazione Travel Wallet, per inserire i dati a qualsiasi documento relativo al Covid che potrebbe essere richiesto per viaggiare in Europa.

L’obbligatorietà del certificato è uno dei temi più delicati e discussi.

Se fosse reso obbligatorio, il certificato potrebbe ledere i diritti di movimento della persona, se non fosse reso obbligatorio potrebbe però andare ad intaccare la salute pubblica. E’ proprio questo aspetto che differenzia  la certificazione vaccinale dal passaporto di cui abbiamo già parlato. Quest’ultimo sarebbe caratterizzato dalla sua obbligatorietà per entrare in determinati Paesi, a differenza del primo. Secondo le prime informazioni chi sarà sprovvisto di certificazione potrà essere soggetto a restrizioni come per esempio la quarantena, l’isolamento fiduciario oppure l’obbligo di tampone.

Al momento si parla di certificazione digitale solo in territorio europeo.

L’ostacolo all’iter del riconoscimento di un tale documento, è l’assenza di prove scientifiche che i vaccinati non sono contagiosi, oltre all’andamento della somministrazione dei vaccini nei prossimi mesi.


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