Via Sallustio, sulla demolizione dell’ex studentato si esprimerà il consiglio comunale

di Alessio Ludovici | 05 Aprile 2022 @ 06:00 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Approvata dalla Giunta comunale la ricostruzione in deroga del cosiddetto edificio dei gesuiti in via Sallustio, che ai piani inferiori ospitava anche l’Upim.
Giudicato come “incongruo” dalle commissioni pareri, la sua demolizione e ricostruzione va autorizzata dal consiglio comunale.
L’aggregato non a caso è denominato “Collegio D’Abruzzo” e si trova tra Via Camponeschi, via Burri, e Via Sallustio a L’Aquila. In Commissione pareri è stato approvato il progetto di sostituzione edilizia che prevede però la conservazione di una porzione di edificio su via Burri dove è presente un antico portale per il quale e previsto il restauro e risanamento conservativo. L’edificio conserverà la sua impronta generale dell’edifico lasciando invariate le destinazioni d’uso e l’utilizzo dei locali all’interno. “E’ prevista – si legge nella delibera – la ricomposizione dei prospetti in una ottica più “moderna” e con la necessità di avere due linguaggi “compositivi” differenti sui prospetti. Più moderno nelle vicinanze della moderna Via Sallustio e su parte di via Camponeschi, e l’altro più affine al contesto antico dei palazzi storici, sulla restante parte di Via Camponeschi e soprattutto su via Burri”.
Edifici a suo modo storico, testimonianza della presenza dei gesuiti in città e del loro ruolo nel mondo educativo della città. Negli ultimi decenni del ‘900, con il progressivo venir meno del ruolo del Collegio, l’edificio era comunque rimasto con funzioni di studentato, dei Gesuiti fino al 2007 e poi con gestione dell’Adsu che ne scongiurò la definitiva chiusura.

Sarà uno degli ultimi cantieri a partire su via Sallustio. Sul lato di via Burridove a breve dovranno intanto cominciare i lavori di demolizione dell’edificio Ater il cui sito sarà probabilmente coinvolto in un progetto di riqualificazione dell’area che coinvolge anche l’edificio incongruo che occupava dagli anni ’70 uno dei lati del claustrum della Beata Antonia. Proprio la demolizione di questo edificio incongruo, con l’importante scorcio regalato alla città, è stata l’occasione per riflettere sull’opportunità di un intervento per valorizzare l’area del chiostro della Beata Antonia che in parte sarà finanziato dal Pnrr. 


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