Via Sallustio, quasi finito Palazzo Pietropaoli. A gennaio parte “Cococcetta”

di Alessio Ludovici | 29 Dicembre 2020 @ 06:00 | ATTUALITA'
Via Sallustio cococcetta Palazzo Pietropaoli
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L’AQUILA – Uno dei buchi della ricostruzione della città, via Sallustio, potrebbe finalmente riprendere il cammino. A gennaio, ci dicono i proprietari, dovrebbe partire il cantiere del civico 81, quello dove stava Cococcetta. Sempre su Via Sallustio sono stati affidati tempo fa i lavori di progettazione dell’ex Ater  di fronte all’Upim, sono in corso i rilievi. E’ in corso di conclusione, invece, palazzo Pietropaoli, all’angolo tra via Sallustio e via Antonelli.

Un palazzone, quello di Cococcetta, con 20 appartamenti e spazi commerciali e direzionali bloccato per anni a causa di un muro di confine con l’aggregato sulla via di dietro c’è un aggregato vincolato. Era questo il problema del civico 81 e ora sembrerebbe risolto. Dicono i proprietari che a gennaio si dovrebbe partire. Una piccola svolta per via Sallustio dopo anni in cui è assomigliata in modo inquietante ad un’area di risulta del centro storico.

Gli altri del vicolaccio

Sulla grande arteria insistono, ancora diversi aggregati. Lex Ater, di fronte l’Upim, è finalmente in corso di progettazione. A primavera erano arrivati i fondi per la ricostruzione, in estate sono stati affidati gli incarichi. Vediamo se nel 2021… Lì c’era anche il vecchio benzinaio, che andrà probabilmente dismesso come già quelli di via XX Settembre e viale Giovanni XXIII. Sono alcune delle ultime testimonianze dell’Aquila del post boom economico con i benzinai sparsi per il centro, oggi vietati dalla normativa. 

In questi mesi sono iniziati anche i lavori preliminari ai cantieri degli aggregati delle suore, che andrà demolito, e all’angolo tra via Sassa e Via Sallustio. E’ quasi terminato invece quello di fronte, di prossima riconsegna, il proseguo su via Sallustio del serpentone di Fontesecco. Da chiarire il futuro, invece, dell’ex Upim, già studentato dei Gesuiti poi gestito dall’Adsu quando l’ordine ha lasciato la città poco prima del sisma.

Un’arteria commerciale potenzialmente di grande qualità, si tratta di decine di migliaia di metri quadri. Una via incredibilmente sfuggiti in questi 11 anni a qualsivoglia progetto di riqualificazione e magari anche di diradamento. I metri quadrati sono davvero tanti, infatti, e in molti si chiedono quali ne possa essere il futuro anche in considerazione della prevista, dal Pums, chiusura del traffico in ingresso sul “vicolaccio”. 


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