Via Roma, una libreria tra le case puntellate: “Qui per riportare cultura”

Una libreria nel 'nulla', in una delle strade un tempo nevralgiche della città e oggi semideserte. Nicoletta e Beatrice insieme gestiscono il punto Einaudi. Da via Cimino, dove l'attività è stata distrutta dal terremoto, al Bibliobus (la biblioteca itinerante del post-sisma), sino, oggi, al punto vendita in cui si spazia dai testi per ragazzi ai romanzi e ai trattati di architettura, pittura e saggi politici

di Marianna Gianforte | 09 Dicembre 2022 @ 06:02 | CULTURA
libreria einaudi
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L’AQUILA – Una libreria nel ‘nulla’ di via Roma, una delle strade cittadine nevralgiche per la vita della città prima del terremoto, finita in un tempo ormai lontanissimo nel tritacarne delle polemiche per una metropolitana di superficie che avrebbe potuto mettere a rischio i palazzi stretti e compatti, legati gli uni agli altri ai due lati della strada. Una storia che poi, si sa, è finita nel dimenticatoio quando è arrivata un’altra storia da raccontare con tutta la sua portata di veemenza, distruzione e dolore: il terremoto e la ricostruzione difficile e complessa. Una rinascita che qui è imbalsamata e immobile, tra aggregati ricostruiti (pochi) e altri che muoiono lentamente, come avviene in diverse altre strade del centro città, compreso il Corso stretto diviso, come le acque del Mar Rosso spaccate in due da Mosè, da un lato dai palazzi privati slpendidamente recuperati e, dall’altro, da quelli pubblici comunali ancora oggi sorretti miracolosamente dai puntellamenti di 13 anni fa. Insomma, in questa strada desolata che è via Roma, da percorrere a senso alternato con le auto che, in piena deregulation del codice della strada e delle regole del vivere civile, vanno avanti e indietro alla ricerca di una scorciatoia verso il centro o un parcheggio facile e gratuito, sorge un piccolo miracolo di intellettualità e di cultura: la libreria di Nicoletta Rugghia e di Beatrice Pannozzo, unico punto Einaudi dell’Aquila

Uno scrigno di calma e simpatia dove prendersi una pausa con letture che vanno dai testi per ragazzi ai più impegnati saggi storici, politici, sino ai trattati di architettura classica e moderna. A raccontare la storia di questa piccola realtà libraria di scarsi 80 metri quadrati è Nicoletta. “Prima del sisma la nostra libreria era in via Cimino – racconta -, il terremoto danneggiò irreparabilmente la struttura e i testi, andati completamente distrutti”. Una perdita che potrebbe ammontare attorno ai 200mila euro, che nulla sono in confronto al valore morale e storico dei testi rovinati dalle macerie e dall’umidità, tra i quali anche alcune copie anastatiche. “C’è stata poi la lunga e bella parentesi dell’esperienza del Bibliobus – spiega la titolare -, la libreria itinerante nata dopo il terremoto grazie all’impegno di tanti volontari e tante volontarie, per avvicinare le persone nelle tendopoli e dare loro un conforto, un momento di svago culturale con l’ausilio di un libro”. Con il piccolo pulmino carico di libri il Bibliobus girò il territorio dell’Aquila e della Valle Roveto per un lungo periodo, per far circolare quella cultura e quella passione per la lettura che il sisma aveva cercato di zittire con la sua distruzione anche delle librerie, delle scuole, dei luoghi del sapere. 

Oggi la libreria di Nicoletta e Beatrice ha ripreso a vivere nello spazio impolverato dei cantieri di via Roma, illuminata dalle luci dell’albero di Natale del punto Einaudi, sprazzo di civiltà tra l’asfalto rotto, lontana dal passeggio e dal cuore edulcorato del turismo mordi e fuggi del centro storico. Un atto di coraggio e di amore per la città.

 

 


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