Vexilla Regis et Pastorum. La perdonanza aquilana approda a Malta

di don Daniele Pinton | 16 Marzo 2022 @ 17:32 | CREDERE OGGI
Vexilla Regis
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L’Aquila-Malta. Vexilla Regis et Pastorum, è la mostra che dal 25 marzo al 3 aprile 2022, si svolgerà al Metropolitan Cathedral Museum di Malta, con l’esposizione delle Croci del Perdono, realizzate ormai in 22 edizioni, dagli orafi aquilani Laura Caliendo e Gabriele Di Mizio.

Un’occasione preziosa per parlare di Perdonanza celestiniana, in una terra che proprio nei giorni dell’esposizione delle Croci del Perdono, vedrà la Visita Apostolica a Malta di papa Francesco, che come annunciato dalla Sala Stampa vaticana, si svolgerà nei giorni 2 e 3 aprile 2022, con incontri con le autorità civili e la popolazione dell’isola e anche una tappa nella grotta di San Paolo, nell’omonima Basilica che ricorda il naufragio dell’apostolo.

L’esposizione delle Croci del Perdono, hanno un antefatto proprio alla 727a Perdonanza Celestiniana, quando l’arcivescovo metropolita di Malta, mons. Charles J. Scicluna, ospite a L’Aquila per la presentazione della Croce del Perdono del 2021, ha non solo partecipato alla celebrazione di Apertura della Porta Santa di Collemaggio, ma si è intrattenuto nel capoluogo di Regione, per una visita ai luoghi religiosi, simbolo della rinascita, tra i quali la Cappella della Memoria.

‘Attraverso l’accoglienza e l’amicizia, sono stati intessuti rapporti di stima e collaborazione, afferma Laura Caliendo, che hanno permesso la programmazione della mostra Vexilla Regis et Pastorum, che vedrà non solo uno scorcio della Perdonanza celestiniana con le Croci del Perdono, nel più prestigioso museo di Malta, ma anche la presenza di una collezione di croci, realizzate a tema, sulle Cattedrali, Basiliche, e Chiese storiche della realtà maltese’.

La croce del Perdono, entrata a far parte del Corteo, che ogni anno dal palazzo Civico ‘scorta la Bolla del Perdono’ di papa Celestino V, è una ‘innovazione’ introdotta in occasione della Perdonanza Celestina celebrata nel corso del Giubileo del 2000.

La Perdonanza Celestiniana, che si celebra a L’Aquila tra il 28 e il 29 agosto di ogni anno, riconosciuta il 12 dicembre 2019 a Bogotà, dall’Unesco, Patrimonio culturale immateriale, come noto, non solo agli aquilani, ma anche ai molti pellegrini che sono approdati a L’Aquila in quei giorni, i riti di apertura della Porta Santa, sono sempre preceduti dal Corteo della Bolla.

I personaggi più importanti del corteo sono la ‘Dama della Bolla’, che porta l’astuccio nel quale fino al 1997 era conservata la Bolla del Perdono (dopo il suo restauro a cura dell’Istituto Centrale di Patologia del Libro di Roma, avvenuto proprio in quell’anno, il documento papale viene portato separatamente alla Basilica di Collemaggio, seguendo le indicazioni conservative dei restauratori stessi). Il prezioso astuccio che anticamente conteneva la Bolla del Perdono, poggiato su un cuscino di velluto rosso, è condotto in mano da una giovane dama che insieme al ‘Giovin Signore’, che porta il ramo d’ulivo, che sostituisce l’antico martello dorato del giubileo romano e serve al Cardinale Delegato per percuotere tre volte la Porta Santa, ordinando, in questo modo, la sua apertura, chiudono la rievocazione storica.

Una innovazione introdotta, appunto nell’edizione della Perdonanza Celestiniana del 2000, è la presenza della ‘Dama della Croce’, una giovane dama che porta anch’essa su un cuscino di velluto rosso, la ‘croce del perdono’, che annualmente viene realizzata gratuitamente dagli orafi aquilani Laura Caliedo e Gabriele Di Mizio, con una tematica indicata dalla Curia aquilana, per fare un dono simbolico, ma nello stesso tempo prezioso, da parte della cittadinanza aquilana, al Cardinale Delegato, che apre la Porta Santa.

Purtroppo, a causa della pandemia per il Covid-19, negli ultimi due anni, il Corteo della Bolla, si è svolto ‘in forma statica’ e che anche per la 728a Perdonanza Celestiniana, qualora Papa Francesco, confermasse la sua presenza a L’Aquila, per presiedere il Rito di Apertura della Porta Santa, il Corteo, potrebbe vedere alcune modifiche per motivi di sicurezza e di rispetto del protocollo di Stato.


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