Verzuli (Autismo Abruzzo Onlus): “Ancora una volta in Tribunale per tutelare il diritto alla salute”

di Redazione | 23 Dicembre 2021 @ 14:48 | CRONACA
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L’AQUILA – Riceviamo e pubblichiamo da Dario Verzulli, Autismo Abruzzo Onlus.

La prima Ordinanza che affermò con decisione il diritto alle cure per persone con autismo in Abruzzo risale al 14 aprile 2017, emessa dal Tribunale di Teramo.

Negli anni successivi decine le Ordinanze emesse dai vari tribunali e persino una Sentenza emessa dal Tribunale di Vasto il 2 marzo 2020.

La Asl di Chieti riteneva che l’erogazione di prestazioni riabilitative potessero essere erogate a grande distanza (anche fuori regione) nel caso in cui le strutture riabilitative locali accreditate a causa di un “budget” saturo non fossero in grado di “prendere il carico” l’utente. Il Tribunale di Vasto con la sentenza n. 62/2020 affermò con chiarezza che le regole di bilancio non possono condizionare l’intervento riabilitativo.

“Non può imporsi a bambini affetti da autismo bisognosi di cure urgenti l’onere di recarsi in strutture situate in luoghi distanti da quello di residenza, dal momento che ciò, per un verso, costringerebbe la famiglia a sostenere considerevoli costi di trasferimento, spesso eccessivi e addirittura incompatibili con le proprie condizioni economiche e, per altro verso, sottoporrebbe il minore, già provato dalla patologia, al disagio e agli inconvenienti di un gravoso spostamento quotidiano, con inevitabili ripercussioni negative sulle proprie abitudini di vita e su un equilibrio psico-fisico già precario”.

A 4 anni e 8 mesi di distanza dalla prima ordinanza ci troviamo ancora costretti a varcare l’ingresso di un Tribunale, quello di Lanciano, per affermare un diritto sancito dalla Costituzione, dalle leggi italiane, da regolamenti regionali e richiamato da decine di ordinanze e sentenze. Nessun collegamento con la vita reale delle famiglie con autismo da parte dei servizi della Asl

Nel caso di specie la madre del bambino, Leda, è anche una donna sola, che per lavorare e assistere suo figlio è costretta a ritmi quotidiani e notturni davvero molto difficili.

Per la Asl di Chieti tutto questo è insignificante.

Vale e vince la lista di attesa, la “burofollia” azzera qualsiasi diritto e, in alcuni casi, annichilisce anche quanto ordinato dalle decisioni dei giudici.

Grazie all’avvocato Gianni Legnini, anche nell’udienza odierna abbiamo affermato tali diritti e siamo fiduciosi nell’azione della Magistratura.

Speriamo che questo sia il punto di partenza per un nuovo percorso per questa famiglia e che la ASL di Chieti valuti concretamente azioni sul territorio per assicurare gli interventi necessari alle persone con autismo.


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