Vertenza maestre Afm, deserta la V commissione. Se ne riparla nella prossima consiliatura

di Alessio Ludovici | 28 Aprile 2022 @ 06:00 | POLITICA
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – Saltata per mancanza del numero legale la quinta commissione del Consiglio comunale dell’Aquila, Garanzia e Controllo. Era stata convocata in via d’urgenza, per discutere dell’annoso problema dell’adeguamento contrattuale delle maestre dell’Afm e sulle prospettive dei servizi riguardanti la scuola gestita dalla società in questione. Alle 15.32, al secondo appello, i presenti si sono però contati sulle dita di una mano. Tra i presenti Giustino Masciocco, presidente della Commissione, Paolo Romano, che ne aveva sollecitato la convocazione, Elia Serpetti per il gruppo del Passo Possibile, Lelio De Santis di Cambiare insieme, Angelo Mancini e Annalucia Bonanni della Coalizione sociale. In aula anchejna delegazione di maestre e Roberto Bussolotti dell’Ugl. Assenti, per un motivo o per un altro, la maggioranza e il Partito Democratico. Anche l’esecutivo e l’Afm non si sono visti. Romano chiedeva di audire, oltre ad Afm, l’assessore Bignotti per il sociale, e l’assessore Fausta Bergamotto per il settore partecipate cui una delibera d’indirizzo della giunta demanderebbe “la valutazione dei presupposti necessari e le azioni consequenziali per arrivare all’obiettivo sperato e all’adeguamento dei servizi del pre, Inter scuola e dopo scuola”. Di diverso parere sembra essere l’assessore Bergamotto che in una lettera, in cui annunciava la assenza dalla Commissione per motivi di lavoro, ha precisato “la proposta operativa o il cui progetto devono provenire necessariamente dal settore competente”. Chi avrà ragione probabilmente lo sapremo solo nella prossima consiliatura. Da Angelo Mancini, seppur non ufficialmente perché la commissione non è mai iniziata, ieri è arrivata quindi la proposta di impegnare tutti i candidati a sindaco ad inserire la risoluzione del problema delle maestre Afm tra le prime cose da fare nella prossima amministrazione. 

Una proposta per risolvere la situazione arriva anche dallo stesso Paolo Romano che nella relazione scrive: “In questi ultimi anni vi è stato un massiccio uso di contratti a tempo determinato (molti dei quali non rinnovati a causa del decreto dignità del 2019) e interinali per sopperire alle necessità di personale. La pianificazione di nuovi concorsi per dare più certezze e per preservare il know how acquisito, potrebbe essere la giusta prospettiva da perseguire nel breve e nel medio periodo.”

La nota dei consiglieri Paolo Romano, Giustino Masciocco, Angelo Mancini, Elia Serpetti, Lelio De Santis
 
“Biondi dichiara di aver trasformato L’Aquila in una città accogliente e inclusiva: evidentemente tra i suoi amministrati non considera neanche le maestre che prestano servizio, tramite Afm, per il pre e inter scuola del Comune. 
Biondi non solo non ha tenuto fede a un preciso ordine del giorno, votato all’unanimità, che lo impegnava ad attuare un adeguamento contrattuale delle maestre a 24 ore settimanali e a 12 mensilità lavorative e a dare un cronoprogramma certo sull’adempimento dell’indirizzo politico tramite riunioni della commissione competente, ma ha ritenuto opportuno mandare deserta la commissione di Garanzia di ieri che intendeva fare luce proprio sulle mancate promesse. A queste problematiche che giacciono irrisolte da anni, si aggiunge il problema di quelle maestre che, assunte con contratti a tempo determinato, non hanno visto il rinnovo a causa del decreto dignità del 2019: la previsione di  nuovi concorsi, con un punteggio riconosciuto all’esperienza, preserverebbe il bagaglio di conoscenza già acquisito dalle lavoratrici. 
 
Una vergogna assoluta che alla seduta di Commissione non si sia presentato nessuno dei consiglieri di maggioranza e neanche nessuno tra i convocati dell’amministrazione che avrebbero dovuto essere auditi. Ci chiediamo dove pensi di nascondersi il centrodestra quando mortifica i cittadini che hanno bisogno di risposte.
 
È il momento di chiedere ai tre candidati sindaco della città di farsi carico seriamente delle problematiche che denunciano da anni queste lavoratrici, inserendo la soluzione nel loro programma di mandato elettorale e impegnandosi a portarla a termine nei primi 100 giorni di governo. Ogni candidato sindaco che si rispetti dovrebbe avere delle tematiche da risolvere nel breve periodo per dare un segnale forte di attenzione al cittadino e noi crediamo fermamente che l’odissea vissuta dalle maestre debba necessariamente finire.”
 
 
 

Print Friendly and PDF

TAGS