L’AQUILA – La FILCAMS CGIL della Provincia dell’Aquila ha ottenuto una significativa vittoria legale contro Dante Labs. Il Tribunale dell’Aquila, in data 16 dicembre, ha accolto il ricorso presentato ai sensi dell’articolo 28 della Legge n. 300/1970, lo Statuto dei Lavoratori, dichiarando l’antisindacalità della condotta della società.
Secondo quanto riportato dalla FILCAMS CGIL, Dante Labs, nel mese di agosto, aveva comunicato l’intenzione di avvalersi degli ammortizzatori sociali, impegnandosi a fornire documentazione dettagliata sulla situazione economico-finanziaria dell’azienda, un piano industriale di rilancio e garanzie sui livelli occupazionali e salariali. Tuttavia, nel mese successivo, ha avviato una procedura di licenziamento collettivo per 13 unità, omettendo di condividere le informazioni richieste e procedendo, inoltre, con numerosi licenziamenti individuali senza informare il sindacato. “L’azienda, mancando di comunicare alla scrivente O.S. le proprie reali intenzioni ed omettendo di fornire alla stessa i documenti e le informazioni necessarie a permettere alla FILCAMS CGIL di conoscere la effettiva situazione economico-finanziaria della società e, per l’effetto, di valutare correttamente le possibili relative ricadute sui livelli occupazionali e salariali, ha, di fatto, impedito alla scrivente O.S. di intervenire a difesa dei lavoratori e delle lavoratrici coinvolti”, si legge nella nota del sindacato.
Il tribunale ha stabilito che Dante Labs dovrà fornire, entro una settimana, “copia dei bilanci di esercizio relativi agli anni 2022 e 2023, di tutti i contratti di lavoro, anche a tempo determinato ed in somministrazione, conclusi in tali anni e dei dati, aggregati per committenti, relativi al fatturato aziendale negli stessi periodi ed ai ricavi realizzati e attendibili in relazione alle operazioni in corso ed a quelle previste secondo le prospettive di prosecuzione dell’attività industriale”. Inoltre, la società è stata condannata al pagamento delle spese processuali.
La situazione dei lavoratori di Dante Labs è drammatica: “Lavoratori e lavoratrici che, è bene ricordare, non percepiscono la retribuzione da oltre tre mesi e che, in molti casi, sono stati costretti a dimettersi per giusta causa, anche in questi giorni, per poter accedere alla NASPI ed in tal modo percepire, almeno in parte, un sostegno al reddito mensile”, afferma la FILCAMS CGIL. La mancanza di stipendi ha generato una situazione insostenibile per molti dipendenti, evidenziando ulteriormente la gravità delle azioni aziendali.
La FILCAMS CGIL considera la decisione del tribunale una vittoria importante nella battaglia per il diritto al lavoro e al salario. “Continueremo a lottare per la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici coinvolti”, dichiarano Andrea Frasca e Alessandra Marchionni, rappresentanti del sindacato.
La vicenda mette in luce non solo la difficile situazione dell’azienda, ma anche la necessità di un intervento chiaro e deciso per garantire la trasparenza delle operazioni e il rispetto dei diritti dei lavoratori. Il sindacato auspica che Dante Labs presenti quanto prima un piano industriale credibile per il rilancio dell’attività e il ripristino delle condizioni economiche per i dipendenti.







