Vertenza call center Inps: la Regione punta a coinvolgere il Governo

Ieri il tavolo convocato dall'assessore al Lavoro Quaresimale con i sindacati e le istituzioni locali per risolvere "una situazione al limite dell'irreparabile"

di Marianna Gianforte | 26 Marzo 2022 @ 06:15 | POLITICA
internalizzazione
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L’AQUILA – Di fronte a “una situazione al limite dell’irreparabile” occorre coinvolgere in modo diretto il Governo e la commissione bicamerale per il controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza: sono le due azioni annunciate ieri dall’assessore regionale alle Politiche del lavoro Pietro Quaresimale nel corso del tavolo sulla vertenza del call center Inps dell’Aquila, precipitata dopo la decisione dell’Inps di internalizzare il servizio assumendo nuovo personale tramite un concorso pubblico.

Convocato dall’assessore regionale, al tavolo hanno partecipato il vicepresidente della Giunta regionale Emanuele Imprudente, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, un delegato della prefetta dell’Aquila e i rappresentanti sindacali regionali e di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl.

Durante l’incontro è emerso che la prefettura attiverà un tavolo di crisi permanente, venendo così incontro, tra le altre, alle richieste del sindaco. Ha spiegato l’assessore:

“La vertenza è difficile e complessa anche perché davanti abbiamo un interlocutore (l’Inps, ndr) che finora ha mostrato indifferenza. È chiaro che per risolvere il nodo occupazionale e aprire un tavolo vertenziale in sede governativa dobbiamo superare l’atteggiamento poco collaborativo dell’Inps. Per questo abbiamo intenzione di chiamare in causa la commissione bicamerale che tra i suoi compiti ha quello di agevolare la collaborazione tra enti e Inps”.

“La Regione naturalmente aderirà al tavolo della prefettura – hanno ribadito unitamente il vicepresidente Imprudente e l’assessore Quaresimale -, ma la parte più importante e consistente della vertenza occupazionale si gioca sul tavolo del ministero del Lavoro che deve essere investito direttamente e personalmente”.

Il quadro sullo stato della vertenza disegnato dai rappresentanti sindacali nel corso del tavolo sulla vertenza del comparto contact center dell’Inps ha le “tinte scure di una situazione al limite dell’irreparabile”, ha spiegato Quaresimale:

“Degli oltre 3mila addetti del contact center Inps a livello nazionale, oltre 500 lavorano all’Aquila. La struttura del capoluogo regionale rischia di perdere, nel caso dovesse trovare attuazione il processo di internalizzazione, oltre 100 posti di lavoro. Nonostante le richieste di sindacati e istituzioni, l’Inps non ha intenzione di avvalersi della clausola sociale, propria dei contratti di telecomunicazione, e procedere invece a una selezione pubblica senza alcuna rete per gli attuali occupati del Contact center. All’Aquila la situazione, come hanno sottolineato i sindacati, è ancora più difficile perché attualmente parte del personale è in cassa integrazione almeno fino a giugno. La tempistica di realizzazione del processo di internalizzazione prevede, a detta dei sindacati, la presentazione del piano industriale entro marzo, la pubblicazione del bando pubblico ad aprile e le prove concorsuali a luglio. I sindacati, hanno ribadito durante il tavolo regionale, non sono contrari all’internalizzazione del servizio di contact center, ma dev’essere fatto tenendo conto di alcuni punti fondamentali, a cominciare dal mantenimento dell’attuale perimetro occupazionale”.

L’APPELLO DELL SINDACO PIERLUIGI BIONDI: SALVARE I LAVORATORI

Il sindaco dell’Aquila Biondi ha lanciato un appello sul futuro occupazionale dei dipendenti del call center, che si trova all’interno del Tecnopolo dell’Aquila:

“Non è più rinviabile un intervento diretto del governo per fare chiarezza sul destino dei lavoratori del call center Inps. L’attività di assistenza, attualmente gestita da Comdata, impiega più di tremila operatori in tutta Italia, di cui oltre cinquecento nella città dell’Aquila, tutti con contratto a tempo indeterminato. Da dodici anni garantiscono quella che a tutti gli effetti è, per utenti meno digitalizzati e anziani, una prestazione essenziale, assicurata anche nei mesi più duri della pandemia. Il servizio sarà internalizzato e affidato alla società in house ‘Inps Servizi’ a dicembre ma, allo stato attuale, l’Istituto di previdenza non ha fornito alcuna informazione sulla selezione pubblica che dovrà indire, quale sarà il perimetro occupazionale, le formule contrattuali che verranno applicate o gli scenari che si prospettano per gli oltre cento addetti impegnati sulla commessa Ader nel sito del capoluogo abruzzese. Il ministero del Lavoro, che svolge attività di vigilanza su Inps, faccia chiarezza su questi e molti altri aspetti che a più riprese sono stati sollevati dal sottoscritto, anche con note formali a cui non è mai stata data risposta, e dai sindacati. L’auspicio è che il ministro Orlando torni in città per rassicurare i lavoratori come già fatto a ottobre e in quell’occasione avrò piacere di incontrarlo, dal momento che la volta scorsa ho appreso della sua visita solo dagli organi di informazione. L’impegno dell’amministrazione è stato e sarà costante affinché, in questa delicata vicenda, un diritto come quello del lavoro venga garantito e salvaguardato per ognuno dei lavoratori del contact center aquilano”.

LA POSIZIONE DEI SINDACATI 

Le sigle sindacali Slc, Fiste e Uilcom hanno sottolineato la “disastrosa situazione che vivono oggi i 530 lavoratori di Comdata che operano sulla commessa Inps”.

L’istituto di previdenza, spiegano i sindacati, “disillude” le chiamate in ingresso e i lavoratori sono messi in cassa integrazione:

“Una contraddizione solo italiana; perchè abbassare i volumi delle chiamate se e poi l’Inps deve pagare la cassa integrazione? Una domanda in cui si legge le contraddizioni che viviamo continuamente in tutto questo processo di internalizzazione del servizio partendo dalla non volontà da parte di Inps di voler applicare la clausola sociale contestualmente al mantenimento della condizione economica attuale. Sul tavolo abbiamo portato le nostre denunce riguardo la mancata chiarezza dei criteri di selezione che Inps Servizi spa vuole adottare nel processo d’internalizzazione del servizio, il budget che manca per realizzare tale progetto, le tragiche conseguenze che la cassa Integrazione sta causando ai lavoratori e che Inps ne ha determinato l’applicazione, del perimetro occupazionale che il Presidente Tridico ha dichiarato di non garantire, non sono garantite nè le condizioni economiche che normative dei 530 operatori. L’internalizzazione avvenga, e avvenga nei tempi previsti e con ripsetto della condizione economica, nomrativa e professionale di tutti i lavoratori di comdata dell’aquila. come sindacato confederale qualsiasi altra opzione fantaziosa che differisce dall’obiettivo dell’internalizzazione, come il partenariato pubblico privato, non e’ accettabile. Continuiamo a dare la nostra disponibilità. 

Per l’Ugl telecomunicazioni, presente all’incontro, occorre rispettare la clausola sociale:

“Alle Istituzioni abbiamo nuovamente chiesto un impegno ancora più forte per costringere Inps a rispettare la legge sulla clausola sociale per evitare i pesanti esuberi che la linea del presidente Tridico rischia altrimenti di creare, senza alcun motivo legale e gestionale. Contestualmente la società Inps Servizi – che già da novembre scorso avrebbe dovuto prendere in gestione il servizio – continua ad assumere altro personale senza selezioni di tipo pubblico che vorrebbe imporre illegittimamente agli addetti al call tact center e Inps assume 100 nuovi funzionari per “chiamata diretta” senza alcun concorso. Abbiamo condannato l’intenzione di Inps di dirottare altrove le risorse economiche necessarie a garantire la continuità occupazionale e soprattutto la reiterata intenzione del presidente Tridico di escludere illegittimamente dalla internalizzazione del servizio 103 lavoratori che da molti anni gestiscono prevalentemente il contact Center Inps, e solo in parte il servizio per l’Agenzia delle Entrate, dimostrando di non conoscere la realtà dei fatti. Oltre a questi 103 licenziamenti (assolutamente illegittimi) Inps continua a tacere sulle ulteriori centinaia che rischierebbero il posto di lavoro se noi tutti e le Istituzioni competenti non fermiamo immediatamente il comportamento sconsiderato del Presidente Tridico.

Ugl Telecomunicazioni avvierà da subito una grande mobilitazione a livello nazionale accompagnata da ogni forma di lotta necessaria e immediate iniziative legali contro gli atti illegittimi posti in atto da Inps.


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