Verso le elezioni: la grande marmellata di fichi secchi d’Abruzzo

di Ghino di Tacco, Brigante italiano

di Redazione | 06 Settembre 2020 @ 06:55 | GHINO DI TACCO
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L’AQUILA – Eccolo settembre e si avvicina il tempo delle more. Ce ne sono di tutte le qualità e sicuramente, come nella tradizione delle famiglie abruzzesi di una volta, di confetture per l’inverno se ne potranno preparare un bel po’ e la provvista basterà, a chi sì e a chi no, per tutta la stagione.

Il riferimento viene spontaneo pensando non al prossimo inverno, ma alla tornata elettorale di settembre che vedranno alle urne, in Abruzzo, 185.289 cittadini aventi diritto, di cui 107.065 nella provincia dell’Aquila, 62.695 in provincia di Chieti e il resto tra le Province di Teramo e Pescara. Ebbene, pur dovendosi rinnovare più di cento amministrazioni comunali, la stragrande maggioranza degli elettori riguarda i Comuni di Chieti ed Avezzano che sono i più popolosi nella circostanza.  Sin qui sembrerebbe tutto nella normalità, salvo poi riflettere sui movimenti complessivi dei contendenti a sindaco e le liste di appoggio che sono state presentate.

Andiamo ad analizzare la situazione di Avezzano, dove competono ben sei concorrenti sostenuti da ben 25 liste di candidati consiglieri. Una grande confusione tra gli schieramenti, lungi dalle tradizionali alleanze, comporta uno sforzo in più per capire le dinamiche politiche e chissà se l’lettorato sarà pronto.

Il centro destra è spaccato, tanto che Forza Italia sostiene Anna Maria Taccone e tre civiche, mentre Fratelli d’Italia, la Lega, l’UdC corrono per conto loro; il Pd, per recuperare un proprio ruolo, ha convinto Mario Babbo a convogliare il suo schieramento civico composto da 5 liste, nella coalizione di centro sinistra. Pare, però, che questa operazione non sia piaciuta alla base e molti mal di pancia si sono manifestati verso le scelte della dirigenza del partito. La cosa che più sorprende è l’inesistenza dei pentastellati che hanno deciso di non correre per niente. Poi c’è un ritorno in pista che non passa inosservato ed è quello dell’ex sindaco Gianni Di Pancrazio, tanto convinto delle sue alleanze da puntare al ballottaggio. Gli altri candidati in ordine sparso, forse, correranno per il quorum e così, allo stato dell’arte si rischia di ripetere l’esperienza fallimentare dello sfiduciato De Angelis.

A Chieti le cose non sembrano essere meno confuse rispetto ad Avezzano, nonostante la candidatura di Fabrizio Di Stefano abbia riunito formalmente il centrodestra. Le insidie nascono dalla bramosia di qualche ‘baroncino’, che pensando di rivendicare una leadership di antica memoria, si nasconde con Forza Chieti ed altre tre liste civiche a sostegno del candidato Bruno Di Iorio.

Che dire … Una bella marmellata di fichi secchi ne potrebbe venire fuori per l’Abruzzo senza alcun  segno di cambiamento. Staremo a vedere cosa ne uscirà fuori e magari, per cantare vittoria, ognuno degli schieramenti si avvarrà del magro risultato ottenuto con la vittoria al Referendum confermativo. Quest’ultima è come la vittoria di Pirro e che non servirà certamente a nessuno reclamarla come propria. 


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