Verdi: la sanità pubblica non è il bancomat del centrodestra

di Redazione | 16 Aprile 2020, @10:04 | POLITICA
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L’AQUILA – “Il coronavirus nella nostra regione ha un tasso di mortalità esagerato. Nonostante i soli 1,3 milioni di abruzzesi, si sono registrate ben 232 morti. Quasi lo stesso numero di decessi della Campania (260) e del Lazio (300) che, però, sfiorano i 6 milioni di abitanti. Per noi di Europa Verde la causa di questi numeri risiede nel continuo svilimento della sanità pubblica a totale beneficio di quella privata”.

Lo dice in una nota Alessandro Monaco, coordinatore Verdi–Europa Verde Abruzzo.

“Dopo oltre un decennio di tagli, l’ultima sforbiciata ce l’ha regalata la Giunta Marsilio a fine 2019: altri 78 milioni di euro in meno. Attualmente i posti in rianimazione sono 109 su tutta la regione ma ne sono occupati solo 52 e , durante il picco massimo, siamo arrivati ad utilizzarne 76. Allora ci chiediamo: perché la giunta targata Fratelli d’Italia e Lega continua a regalare soldi alla sanità privata? Dobbiamo denunciare che, nonostante questi numeri, il centrodestra ha deciso, con ordinanza n. 28 del 28/04/2020, che l’Ausl competente ‘dovrà anticipare a titolo di acconto alla struttura’ privata ‘l’80% del tetto di spesa mensile autorizzato per il 2020 per le attività di ricovero’. Ai privati un posto in terapia intensiva sarà pagato 1100 euro al giorno, 250 euro i posti letto ordinari e 700 euro/die quelli in terapia sub-intensiva”.

“In soldoni: invece di rafforzare la falcidiata sanità pubblica, riaprendo le tante strutture chiuse negli ultimi anni, si è preferito regalare soldi alla sanità privata. A questo si aggiunga che, dal 9 aprile, le 4 ASL abruzzesi dovranno pagare altri 100 mila euro (oltre i 48.190 euro versati alla Mirus per una campagna di comunicazione sul coronavirus) per una nuova campagna pubblicitaria sulle protezioni contro il covid-19”.

“Il centrodestra deve smetterla di usare la sanità pubblica come se fosse un bancomat. È in gioco la salute degli abruzzesi e noi di Europa Verde ci batteremo fino alla fine per difenderla”, conclude Monaco.


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