Verdeaqua, un ex dipendente: “Accelerare la riapertura per il nostro futuro”

I lavoratori della vecchia gestione ora disoccupati. La separanza della riassunzione tramite la clausola sociale. La Fp Cgil: "Vigileremo"

di Marianna Gianforte | 08 Luglio 2022 @ 05:53 | CRONACA
Complesso Verdeacqua,
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L’AQUILA – Da marzo 2021 gli ex dipendenti della cooperativa Verdeaqua Smile non ricevono più gli ammortizzatori sociali. Una parte dei 34 che componevano l’organico assunto a tempo indeterminato hanno cambiato lavoro, strada, città. E poi c’è la selva di tutti i collaboratori degli impianti di Santa Barbara che pur essendo precari, avevano nel loro impiego una certezza lavorativa. Stiamo parlando dei dipendenti dell’ex piscina Verdeaqua, il cui destino lavorativo è appeso al filo fievole della speranza di essere riassorbiti nel piano occupazionale del nuovo affidatario che, come ha annunciato il sindaco Pierluigi Biondi qualche giorno fa, dovrebbe arrivare nelle prossime settimane.

Il bando di gara con il nuovo capitolato per la concessione in gestione si è chiuso il 30 marzo (era stato approvato dal Consiglio comunale a settembre) ed è stata una soltanto l’offerta presentata. La concessione sarà ventennale e riguarderà tutto il complesso: la piscina interna, i tre campi polivalenti coperti, la pista di pattinaggio, la palestra e il bar. L’aggiudicatario è, in realtà, un raggruppamento di società, nel quale il capofila è un soggetto imprenditoriale molto noto lungo la costa pescarese – e affermato in Italia – nell’ambito della gestione delle strutture sportive con piscina. Prenderà il posto della cooperativa ‘Verdeaqua smile’, sostenendo 658mila euro di spese per i lavori di ripristino che serviranno anche a riattivare gli impianti e da completare in tre mesi. Non solo: come ha sottolineato il sindaco, il bando prevede anche la clausola sociale per riassumere i dipendenti della cooperativa

La chiusura degli impianti, nell’ottobre 2018, arrivò come un fulmine a ciel sereno a sconvolgere la vita non soltanto dei gestori, ma soprattutto dei lavoratori degli impianti che, di punto in bianco, si sono trovati disoccupati. “Mi sono dovuto reinventare tante volte in questi cinque anni – racconta Dante Cetrioli – sono uscito da lì che avevo 45 anni, oggi sono sulla soglia dei 50 e non è più così scontato e immediato reinserirsi, a questa età, nel mercato del lavoro”. Accantonata la passione e la professione d’istruttore di nuoto e subacqueo, Dante ha prima tamponato con la cassa integrazione, poi si è ricollocato come assistenze alle persone, ora ha ‘rispolverato’ il diploma e lavora come elettricista. Ma l’amore per l’acqua non lo ha mai lasciato e la speranza di Dante, come quella dei tanti ex lavoratori, è poter tornare a istruire.

Intanto sull’affidamento la Cgil provinciale per la Funzione pubblica promette di vigilare: “Il nuovo gestore dovrà applicare la clausola sociale riassorbendo, così, il personale assunto a tempo indeterminato dalla vecchia gestione – spiega il segretario provinciale della Fp Cgil Anthony Pasqualone -, in questo il sindaco ci aveva dato la sua parola e c’è un preciso impegno della Giunta. Appena l’affidamento si sarà perfezionato, chiederemo un incontro al Comune e anche un incontro congiunto con il gestore e con le parti interessate”.

Il complesso sportivo di Santa Barbara è inattivo dal 10 ottobre 2018, quando venne chiuso al pubblico prima per una fuoriuscita di cloro e poi per una sentenza del Consiglio di Stato con cui venne giudicata illegittima la proroga venticinquennale della gestione che il Comune aveva concesso alla cooperativa Verdeaqua Smile. Un primo bando per la gestione degli impianti era andato deserto nell’agosto 2020, in quanto conteneva una serie di condizioni piuttosto onerose.


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