Veneto, allarme covid: Zaia, “650mila persone non vogliono vaccinarsi”

di Lorenzo Mayer | 20 Novembre 2021 @ 12:06 | ATTUALITA'
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Venezia tra le province più colpite. Se la curva del contagio non rallenta si temono cambiamenti di colore tra due settimane. Il rischio non è solo il “giallo”. Sarebbe una mazzata finale anche per il turismo.

650 mila persone in Veneto, pur avendone i requisiti, non vogliono vaccinarsi. L’allarme Covid torna alto anche in Veneto. Se, nelle prossime due settimane non ci sarà un rallentamento della curva del contagio, il Veneto, è tra le prime regioni a rischiare un cambiamento di colore retrocedendo nelle fasce di maggiore rischio. Nuove restrizioni proprio a ridosso delle festività natalizie.

“Se ci fanno chiudere non riapriremo più”: è il disperato grido di angoscia che accomuna molti operatori turistici in laguna. Venezia è tra le province del Veneto più colpite dal virus. Tutto questo, mentre, a livello nazionale si superano i 10mila contagi al giorno. Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha tenuto, venerdì 19 novembre nella sede operativa della Protezione Civile a Marghera, una conferenza stampa di aggiornamento sulla situazione epidemiologica. Al suo fianco l’assessore alla sanità del Veneto, Manuela Lanzarin, e Francesca Russo, capo del Dipartimento Prevenzione del Veneto. «Abbiamo oltre 400 persone in ospedale – ha detto il governatore Zaia ai cronisti presenti in sala – Oltre l’85 per cento.dei vaccinati ci permette di avere una situazione gestibile ad oggi negli ospedali. A questo si aggiunge un fenomeno che lo scorso anno non c’era ovvero che abbiamo tanti ricoveri per malattie respiratorie che avevamo ridotto nello scorso inverno. Quindi la congiuntura astrale peggiore con il picco influenzale che si fa sentire insieme ai ricoveri da covid. Inoltre le strutture sanitarie sono fortemente impegnate sul fronte tamponi e sulla campagna vaccinale». Da lunedì in Veneto aperte le prenotazioni per la terza dose anche per i quarantenni proprio con l’obiettivo di frenare il contagio. «Abbiamo già aperto la possibilità di prenotare la terza dose – prosegue Zaia. abbiamo voluto evitare di lanciare la notizia per evitare di mandare in crash il sistema. Anche i quarantenni, da lunedì, possono prenotarsi la terza dose: il sistema dà in automatico la prima data utile dopo i 6 mesi dalla seconda dose. I cittadini veneti al 31 dicembre che possono vaccinarsi con la terza dose sono 1 milione e 650mila, 231.851 hanno già ricevuto la dose booster, 210.894 si sono già prenotati 442.445 totale del 27% degli aventi titolo. Abbiamo avviato anche un sistema di invito alla terza dose via sms, ne inviamo 500 ogni minuto, a tutti quelli che hanno titolo della terza dose entro la fine dell’anno» Nuove restrizioni in arrivo? «Al governo – risponde il Presidente del Veneto – si parla di ridurre la durata del Green Pass da un anno a 9 mesi. Abbiamo 60 centri vaccinali e 1.600 persone schierate per le vaccinazioni, ma stiamo valutando anche la possibilità di fare il vaccino drive-in, direttamente con l’auto. È uno sforzo immane vista la carenza di risorse umane, visto che le persone sospese non sono pochissime e sarà probabilissimo che verrà introdotto l’obbligatorietà anche per la terza dose per gli operatori sanitari. «A mio avviso, stante i limiti costituzionali del nostro Paese che siamo non si riesce a fare il lockdown per non vaccinati come l’Austria che, per altro, non ha i nostri livelli di vaccinazione. Il ragionamento è un altro: evitare di chiudere, non ci sono tante vie d’uscita. Il nostro modello dei colori ci ha permesso di evitare il lockdown totale tranne quello del marzo del 2020.

La zona gialla prevede l’uso della mascherina sempre all’aperto e ricordo che si è protestato anche per la mascherina, 50 per cento teatro e cinema, trasporti e 4 persone al tavolo ai ristoranti. Da qui in su vi sono altre restrizioni maggiori in arancione e poi in rosso. Qui è possibile che si valuti la differenziazione delle ricadute di queste misure in base allo stato vaccinale delle singole persone, ma ad oggi non c’è nessuna decisione in tal senso».

Eppure la campagna vaccinale procede bene in Veneto. «Nelle ultime 24 ore abbiamo inoculato circa 15.700 dosi di vaccino – insiste Zaia – di queste quasi 11mila terze dose e poco più di mille prime dosi. Abbiamo 650mila persone sotto i 12 anni non vaccinabili poi però ci sono 650mila persone che non hanno alcun impedimento a vaccinarsi, ovvero chi ha deciso di non vaccinarsi. A livello regionale abbiamo superato l’85% di vaccinati”. Subito snocciola le percentuali di vaccinati per fasce d’età: over 80 al 99.9%; 70-79 anni al 93.1%, 60-69 all’89.9%:50-59 anni all’85.5%,; 40-49 anni al 79.7%, 30-39 anni al 79.4%, 20-29 anni all’83.8%; 12 ai 19 anni 70.9% Evidentemente però ancora non basta. “Sono bersagliato da gente che ci dice che è solo una influenza – chiude amaro Zaia – che siamo al soldo delle big pharma e della massoneria e che tutti si possono curare a casa. Nessuno lo ha mai vietato, tutti i farmaci autorizzati possono essere prescritti liberamente dai medici, ma la verità è che io da 20 mesi guardo con angoscia alle curve di occupazione degli ospedali». La dottoressa Russo aggiunge altri dettagli. «Abbiamo 1.23 rt, uguale alla scorsa settimana, l’incidenza è cresciuta 166,1 su 100mila. I tassi di occupazione sono: intensiva 6% (limite fascia gialla al 10%) e area medica 5% (limite fascia gialla al 15%). «Secondo gli ultimi dati c’è una tendenza all’aumento in tutte le età tranne negli ultra 85enni speriamo che sia un effetto delle terze dosi ma ancora non lo possiamo dire. Per le scuole c’è un netto aumento nelle fasce 0-14 mentre nelle altre fasce l’aumento è più contenuto». Insomma lo stato di massima allerta purtroppo sembra essere tornato alto.

 


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