Vaccino si. Vaccino no. E i poveri del mondo cosa dicono?

di don Daniele Pinton | 23 Gennaio 2022 @ 07:00 | CREDERE OGGI
poveri mondo cosa dicono
Print Friendly and PDF

I poveri del mondo cosa dicono di fronte alla scelta di vaccinarsi contro il covid-19? Non avremo mai una risposta, perché fino ad ora non hanno potuto scegliere. Ma all’orizzonte, ci sono possibilità nuove, attraverso Corbevax, un nuovo vaccino per il covid-19, economico e privo di brevetti delle grandi multinazionali del farmaco che potrà essere veramente per tutti.
In Italia e in Europa, ma anche alla porta accanto alla nostra, un dibattito travolge l’opinione pubblica, sull’obbligatorietà del vaccino contro il covid-19, con obiettori di coscienza, con no vax e anche con teorie complottiste in cui spesso si usano teorie complottiste o di ‘fanta-religione’, per giustificare le proprie posizioni personali. Ma pur nel rispetto della libertà di tutti coloro che possono scegliere, perché facenti parte di un mondo del benessere, forse dovremmo abbassare lo sguardo e domandarci cosa dicono i poveri del mondo sul vaccino si o sul vaccino no.
Papa Francesco, in più occasioni, nei ventiquattro mesi che sono passati dall’inizio della pandemia mondiale per il covid-19, si è espresso non solo a favore del vaccino come atto d’amore, verso noi stessi e gli altri, ma con forza ha preso posizione sulla necessità di uscire dalla logica del profitto e dal rischio di una ‘marginalità farmaceutica’ che nella crisi globale, si sta affiancando a quella economica e sociale, impegnandosi a garantire il vaccino per tutti, anche per i paesi poveri del mondo.
Di fronte a questo appello del Papa, nei momenti più difficili della pandemia, quando in molti paesi del mondo, in attesa di un vaccino efficace, la soluzione era quella del lock-down, da più parti si era registrata la volontà di annullare i ‘brevetti’ dei vaccini, per permettere anche ai paesi terzomondiali di poter usufruire dell’opportunità dei vaccini per tutti, consapevoli che anche una massiva vaccinazione dei paesi benestanti, non avrebbe fermato la pandemia.
Perché non si è fatta questa scelta coraggiosa? Per interessi economici, sostenuti soprattutto dalle politiche timorose di ridurre un certo business, prodotto sulla pelle dei cittadini del mondo.
All’appello di papa Francesco, ora arrivano delle prime risposte, infatti, in un centro vaccinale del Texas, negli Stati Uniti utilizzando la stessa tecnologia del vaccino per l’epatite B, ha realizzato Corbevax, un vaccino soprannominato il “vaccino per il Covid-19 del mondo”, perché senza brevetto, che qualsiasi produttore farmaceutico può realizzare e costa fino ad oltre un decimo in meno rispetto ai vaccini per il coronavirus ora in commercio.

Con questo vaccino, sarà possibile accogliere l’invito di Papa Francesco, ad immunizzare il più possibile, la popolazione del mondo.

È un vaccino che sfrutta la tecnologia di fermentazione proteica, molto comune e già usata per i vaccini contro l’epatite B, ed è per questo facilmente replicabile dalla maggior parte delle industrie farmaceutiche del mondo. Ha già superato due test clinici di “Fase 3” che hanno coinvolto più di tremila persone è ha dimostrato un’efficacia del 90% contro il ceppo originale di Wuhan e dell’80% conto le varianti Delta e Beta. A realizzare il vaccino, sul quale si stanno svolgendo test clinici per la variante Omicron e si sta cercando di ottenere l’autorizzazione globale da parte dell’Oms, il dottor Peter Hotez e la dottoressa Maria Elena Bottazzi, nata a Genova, cresciuta in Honduras e co-direttrice del Centro per lo sviluppo vaccinale del Texas Children’s Hospital.

L’arrivo di questo vaccino, da considerarsi un vero e proprio regalo per vaste aree del mondo, dove l’assistenza sanitaria rimane “un miraggio”, permetterà non solo, di superare l’incapacità di raccogliere l’appello di Papa Francesco, da parte della comunità internazionale ‘perché tutta la popolazione mondiale possa accedere in egual misura a cure mediche essenziali e vaccini’, ma anche di dare nuova speranza per una rapida soluzione, al concludersi della pandemia per il covid-19.


Print Friendly and PDF

TAGS