Vaccini antinfluenzali e tamponi, il punto della situazione in terza commissione

di Alessio Ludovici | 08 Ottobre 2020 @ 06:15 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Riunione della Commissione politiche sociali del Comune ieri mattina per fare un punto sulla situazione degli studi medici e pediatrici e in generale sull’organizzazione dell’emergenza Covid-19, sulla gestione dei casi sintomatici e la campagna di vaccinazioni influenzali, quest’anno particolarmente attesa per sovrapposizione di sintomi influenzali e sintomi del nuovo virus. 

Auditi in commissione, presieduta dalla presidente Chiara Mancinelli, oltre alla consigliere Emanuela Iorio, in qualità di pediatra di libera scelta, Enrico Giansante dell’unità di Igiene e Sanità Pubblica della Asl e il presidente di Assofarm, Venanzio Gizzi. 

E’ stato proprio Giansante a fornire un quadro epidemiologico della situazione e a fare il punto anche sulla campagna di vaccinazione influenzale. “Per quanto riguarda la nostra Asl, nelle tre grandi aree di competenza – Marsica, Valle Peligna e L’Aquila -, la situazione migliore è nel capoluogo, mentre abbiamo una situazione critica in Valle Peligna, a causa di comportamenti errati delle persone che hanno partecipato a feste e cerimonie, e potenzialmente simile a quest’ultima nella Marsica, sempre a causa di alcune feste”. “All’Aquila abbiamo avuto il caso di Casetta Fantasia, sul quale siamo intervenuti immediatamente e si è posticipata di qualche giorno l’apertura delle scuole, e quello del liceo scientifico in cui per il momento abbiamo predisposto”. 

Per quanto riguarda i vaccini antinfluenzali Giansante ha voluto tranquillizzare rispetto alle voci di ritardi e insufficienza. Per la provincia dell’Aquila sono stati ordinati – l’approvvigionamento è su base interregionale però – 70mila vaccini contro i 51mila del 2019, un numero di sicurezza e che comunque può essere aumentato in seguito quando ci saranno i picchi influenzali tra dicembre e gennaio. Ci sono stati alcuni ritardi perché alcuni regioni, come il Lazio, ne hanno ordinati quantitativi ingenti, ma comunque l’Abruzzo è pronto per partire: “La prima tranche – ci sono diverse tipologie di vaccinazione a seconda del destinatario -, la stiamo usando per le Rsa, poi stiamo somministrando un vaccino al personale medico. La campagna nella sua interezza partirà intorno al 15 di ottobre”. “I vaccini – ha spiegato -, saranno somministrati a Coppito per quanto riguarda i bambini e a Collemaggio per quanto riguarda gli adulti. Quest’ultima struttura, teoricamente, è anche a disposizione di medici di base e pediatri in alcune fasce di orari qualora fossero impossibilitati ad utilizzare i propri ambulatori. Verranno comunicate le modalità di chiamata, necessariamente su prenotazione quest’anno, e di svolgimento dell’intervento, l’attesa post vaccino, ad esempio, verrà chiesto di farla in macchina. 

Sul fronte tamponi la situazione è abbastanza complessa, “il personale è molto stanco” ha spiegato Giansante, i tamponi da lavorare sono tanti, non solo quelli dei presunti casi covid, ma anche quelli di chi deve accedere alle strutture sanitarie, tre le strutture a disposizione al momento tra cui anche Dante Labs. Poco fiducioso è sembrato Giansante sulla possibilità di utilizzare i test rapidi e quelli salivari: i test rapidi non sono affidabili e, quando positivi, impongono comunque un test molecolare, il tampone, e dei salivari, sui cui stanno lavorando gli istituti di ricerca del paese, andrà verificata sempre l’affidabilità. Venanzio Gizzi, presidente di Assofarm, ha sollevato il problema dei vaccini in farmacia, i vaccini per “la popolazione attiva”, per i quali non siamo ancora pronti, non ci sono le dosi e vanno chiusi gli accordi con le regioni, Abruzzo compresa. Alcune critiche anche dalla dottoressa Iorio che ha fatto il punto sulla gestione dei presunti o potenziali casi Covid tra i bambini ed evidenziato la necessità, non risparmiando qualche frecciata alla Asl, di strutture adeguate alla gestione dei casi dei bambini.

Critiche generali ha espresso il consigliere Mancini tornando a chiedere un’ordinanza comunale per l’obbligo di mascherina: “in città – ha accusato il consigliere – ognuno fa come gli pare, basta andare in centro, entrare in un negozio o andare davanti una scuola”. A onor di cronaca, lo ha ricordato anche Giansante, “i ragazzi nelle fermate o davanti le scuole stanno indossando i Dpi previsti, e ci sono anche i controlli delle forze dell’ordine negli orari di maggior affollamento, ad esempio alla fermata della questura, e il problema sembra essere più che altro l’affollamento nei mezzi pubblici, all’80% come previsto dalle normative nazionali. Di ieri la notizia che Ama sta intensificando alcune corse, quelle verso il polo universitario di Roio ad esempio che erano risultate del tutto insufficienti nei primi giorni di riapertura dell’ateneo. 


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