Usrc: ordinanza L’Aquila ha spaventato imprese, in comuni cratere riaperto solo 20% cantieri

di Marco Signori | 06 Maggio 2020, @06:05 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “La ripresa dei lavori è stata minima, tra il 10 e il 20 per cento dei cantieri, l’ordinanza del sindaco dell’Aquila ha spaventato molto le imprese”.

Così Raffaello Fico, titolare dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere sismico del 2009 (Usrc), sull’inizio della fase 2 che avrebbe dovuto vedere un ritorno in attività dell’edilizia, l’unico comparto insieme al manifatturiero cui dal 4 maggio è stato consentito di ripartire.

Nonostante nessuno dei 56 centri abbia dunque raccolto l’invito di Pierluigi Biondi, primo cittadino dell’Aquila, a recepire l’ordinanza del capoluogo che impone di effettuare test tra le maestranze per verificare la negatività al Covid-19, “le imprese hanno ripreso i lavori in maniera molto poco numerosa rispetto a quando avevano lasciato – spiega Fico a L’Aquila Blog – ci sono casi di ditte che hanno riaperto meno cantieri e altri di imprese che non hanno ripreso per niente”.

“Molte si sono attrezzate per rispettare le misure di sicurezza ma hanno preferito aspettare lunedì prossimo per capire bene come stanno le cose, anche i tecnici pongono dubbi sulle responsabilità che, secondo loro, devono corrispondere a compensi aggiuntivi, la posizione delle categorie professionali non ha aiutato molto ad avere la necessaria armonia”, aggiunge.

L’Usrc intanto, dopo un confronto con gli amministratori, sta stilando un vademecum sulla sicurezza dentro e fuori i cantieri che richiama le norme nazionali e dà indicazioni sulla tracciabilità delle maestranze prevedendo che ai Comuni venga data comunicazione degli spostamenti degli operai, su dove alloggiano e dove mangiano, in modo che ciascun Comune sappia chi è presente sul proprio territorio, tutto nell’ottica della limitazione degli spostamenti.

“Spero che i Comuni eviteranno di fare singole ordinanze. I sindaci, secondo me in maniera ragionevole, hanno pensato di riunirsi e fare squadra, cosa in questo momento particolarmente saggia”, rileva Fico, “perché agire con interventi autonomi e scomposti in barba a quello che fanno gli altri è grave, così i sindaci hanno stabilito di coinvolgere l’Ufficio speciale per un supporto nell’ottica dell’allineamento delle modalità della ripresa dei cantieri, mi hanno chiesto di produrre un documento con delle indicazioni, e non degli obblighi che sono già contenuti nei provvedimenti nazionali”.

“Noi non abbiamo nulla da inventarci – chiarisce il titolare dell’Usrc – nel mio documento ho citato le norme nazionali e dialogato con il prefetto, c’è stata una larga condivisione anche con l’Ance di Teramo e quella dell’Aquila e con gli Ordini professionali”.

“Il fine indiretto del vademecum”, dice infine Fico, “è quello di evitare fughe in avanti dei singoli Comuni”.

“Nei comuni del cratere non ci saranno i cinquemila operai che Biondi prevede tornino all’Aquila, a Barisciano ci saranno 5 cantieri ed è il comune che sta lavorando di più”, fa osservare Francesco Di Paolo, coordinatore dei sindaci del cratere e sindaco di Barisciano, “la maggior parte delle imprese sono locali e inoltre quello che accade dentro al cantiere non è competenza del sindaco ma ci sono delle figure preposte”

“Qualche cantiere è ripreso ma a stento perché – spiega Di Paolo – c’è tutta una fase preparatoria e non è uno scherzo, già la sicurezza è di suo una materia complicata, in questo caso è ancor più complesso anche se ritengo che sia più sicuro un cantiere che un supermercato. La mia preoccupazione non è il cantiere in sé, quanto la presenza di maestranze che si muovono anche da fuori provincia, anche se gli operai sono tenuti a seguire le regole valide per tutti i cittadini”.

La tracciabilità avverrà “con dei moduli cartacei”, aggiunge il coordinatore dei sindaci, “anche perché l’app ancora non c’è, ma ritengo sarebbe molto utile e dovrebbe essere obbligatoria”.


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