Unvivaq, studenti ‘no green pass’: “Discriminazione verso i non vaccinati”

di Redazione | 03 Maggio 2022 @ 08:45 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Il coordinamento regionale per l’Abruzzo del movimento “Studenti contro il Green Pass” ha inviato, giovedì 28 aprile, un’istanza in autotutela al rettore dell’Università dell’Aquila Edoardo Alesse e – si legge in una nota – ai principali organi di governo e di garanzia dell’ateneo (direzione generale, senato accademico, Garante degli Studenti, Collegio di Disciplina) e all’azienda per il diritto Agli Studi Universitari de l’Aquila (ADSUAq).

“L’istanza è stata compilata e sottoscritta dagli studenti del nostro gruppo iscritti a Univaq, con il supporto legale
di Alessia Giovannelli. Nel documento integrale – si legge ancora nella nota – viene sottoposta all’attenzione dei destinatari succitati la situazione di grave disagio, stigmatizzazione e discriminazione nell’esercizio del diritto allo studio, quotidianamente vissuta, negli ultimi otto mesi, dagli studenti e dalle studentesse di Univaq che hanno liberamente e, giova ricordarlo, del tutto legittimamente, scelto di non vaccinarsi, in seguito all’introduzione del Green Pass come requisito per l’accesso alle sedi universitarie, e in conseguenza delle susseguenti disposizioni del Rettore Alesse circa l’implementazione della Certificazione verde e dei controlli ad essa relativi. A tal proposito, l’Ateneo ha sistematicamente disatteso, fin da settembre, le disposizioni del D.L. 111/21, nella parte in cui esse stabilivano l’effettuazione di controlli a “campione” del Green Pass per entrare in università: infatti, Univaq ha sempre attuato controlli a tappeto per tutti all’ingresso delle sedi universitarie, delegando gli uscieri Biblos a tale compito. Addirittura, sulla pagina Instagram ufficiale univaq.it, sono comparsi grotteschi post, dalle grafiche accattivanti, che, a mo’ di sollecito per gli smemorati, ricordavano agli utenti l’importanza e la necessità di esibire il Green Pass all’entrata degli edifici. Unici risultati tangibili di tali politiche: ogni mattina, per troppi mesi, lunghe code di studenti in attesa del controllo del Qr Code, disservizi, disagi, violazioni di privacy per i controlli di dati sanitari sensibili effettuati di fronte a tutti, lezioni iniziate in ritardo. Tutto ciò si sarebbe potuto e dovuto evitare, se Univaq non avesse illegittimamente e arbitrariamente inasprito le già di per sé odiose misure del D.L. 111 del 6 agosto 2021.

Emerge inoltre, nella ricostruzione cronologica dei vari decreti rettorali in materia Covid, un quadro
coerente di discriminazioni a danno di quegli studenti non in possesso di green pass, perpetrate
dall’Ateneo aquilano in spregio alle sue stesse normative interne, per non parlare della
ingiustificata esclusione degli studenti privi di certificazione verde dalla platea degli aventi diritto
alla Didattica a distanza. Quest’ultimo disservizio appare tanto più odioso se si pensa che la DAD è
stata mantenuta per un’ampia serie di categorie, ma sempre non menzionando chi non era in
possesso di green pass o non vaccinato per sua libera scelta. Riteniamo che da parte dell’Ateneo ci
sia stato un intento punitivo, in aperto contrasto con quanto sancito sia dal Codice Etico che dallo
Statuto.
L’istanza prende anche in considerazione i disservizi subìti dagli studenti iscritti all’AdsuAQ, dato che
per costoro non è stato possibile usufruire della mensa, pur avendone diritto, in quanto non erano
dotati di certificazione verde. Pertanto, si è richiesta all’Ente la monetizzazione del servizio mensa
negato (quota vitto) in proporzione al disservizio reso.
In allegato all’istanza, è stata inviata un’ampia raccolta (in forma anonimizzata) di trascrizioni audio
e screenshots Whatsapp, aventi per oggetto una becera sequela di insulti, stigmatizzazioni e
recriminazioni da parte di esponenti della lista studentesca UDU L’Aquila, ai danni dei membri
aquilani del nostro gruppo, “rei” di aver espresso posizioni critiche sul Pass e di aver chiesto, ai loro
rappresentanti in carica, una pur minima azione per tutelare i diritti di tutti gli studenti, senza
selezioni arbitrarie, basate sul clima di odio voluto e incoraggiato dal governo Draghi.
In virtù della indisponibilità e del fallimento di UDU a fare gli interessi di chi dovrebbe difendere in
sede di rappresentanza e a causa della gravità delle affermazioni provenienti dagli esponenti di
questa lista studentesca, abbiamo richiesto all’Ateneo di prendere in esame l’allegato da noi
prodotto, al fine di intraprendere le dovute azioni disciplinari contro i responsabili. Inoltre, abbiamo
ritenuto doveroso diffondere alla stampa, in versione censurata dei dati personali, il contenuto delle
discussioni con UDU, per stimolare l’opinione pubblica a riflettere sulle conseguenze della divisione
e dell’odio sociale causati dal Green Pass, oltre che sui riflessi di tutto ciò sulla comunità universitaria
aquilana.
Per quanto ci riguarda più da vicino, nell’istanza abbiamo richiesto al Rettore Alesse quanto segue:
la fruizione per tutti della didattica a distanza a prescindere dallo stato vaccinale, tamponi gratuiti,
il rispetto del concetto di controllo a campione, la riduzione delle tasse per i disservizi subìti senza
colpa, l’accertamento delle violazioni di Statuto e Codice Etico derivanti dalle azioni discriminatorie
che abbiamo già ricordato. Non da ultimo, abbiamo preteso la prevenzione del futuro ripetersi delle
stigmatizzazioni accadute in questi mesi, tramite l’attuazione di tutti i necessari provvedimenti
conformi a Statuto e Codice Etico. Infine, abbiamo sollecitato l’Ateneo, in maniera neanche tanto
provocatoria, a riscrivere tutte le sue normative interne, affinché esse rispecchino più fedelmente il
reale stato di discriminazione che abbiamo visto all’opera; ciò nel caso in cui, anche stavolta, le
nostre richieste venissero disattese o, peggio, ignorate (ciò che accadde a settembre 2021).
Ci auguriamo che il termine temporale del 1°maggio 2022 per l’obbligo di esibizione del Pass in
università, costituisca, per Univaq e il suo Rettore, l’occasione giusta e non più prorogabile di porre
rimedio alle ingiustizie commesse a danno dei suoi studenti non vaccinati, attuando le richieste
dell’istanza e smantellando quell’impianto decretale che tali ingiustizie ha reso possibili. Speriamo
anche in un ravvedimento e in una pubblica ammenda, da parte di tutti quei rappresentanti di lista
UDU che si sono permessi di legittimare e di portare avanti, loro stessi, un clima di discriminazione
e di marginalizzazione che non ha precedenti nella storia del sistema universitario italiano.
In fede,
Il Coordinamento regionale per l’Abruzzo di Studenti Contro il Green Pass
Gli studenti Univaq sottoscrittori dell’istanza


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