Università della Terza età, venerdì all’Emiciclo l’inaugurazione dell’anno accademico

di Redazione | 03 Novembre 2021 @ 19:44 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Si terrà venerdì 5 novembre, alle ore 16, nella “Sala Ipogea” del Palazzo dell’Emiciclo Regione Abruzzo all’Aquila, la cerimonia inaugurale dell’anno accademico 2021-2022 dell’Università per la Terza Età (Ute).
Con il presidente dell’Ute, Giuseppe Placidi, che introdurrà con la sua relazione la cerimonia, interverranno le autorità per i saluti istituzionali. A seguire, soci, simpatizzanti e ospiti (l’evento è aperto non solo ai soci) saranno intrattenuti dalla presentazione multimediale del libro di Angelo De Nicola “Dante, Silone e la Perdonanza” (One Group Edizioni) con letture di Sabrina Giangrande.
L’Università della Terza età dell’Aquila è una associazione culturale senza scopo di lucro, sovvenzionata in massima parte dalle quote dei soci. E’ una realtà che si ritiene orgogliosa di far parte integrante del territorio e i gli sforzi sono orientati a rappresentare quello che viene definito “l’invecchiamento attivo”.
L’associazione, nata nel 1982 su iniziativa, come soci fondatori, degli allora sindaco Tullio De Rubeis e presidente della Provincia dell’Aquila, Serafino Petricone, il prossimo anno festeggerà il significativo traguardo del quarantennale. «Riprendiamo con entusiasmo le attività in presenza- dice il presidente Placidi- dopo il periodo difficile della pandemia in cui abbiamo sfruttato le videoconferenze. Ci aspetta un anno importante per prepararci al quarantennale: abbiamo in animo parecchi progetti, tra cui uno sull’educazione continua dell’anziano».
L’Ute conta circa 200 soci («la nostra è una associazione culturale aperta a tutti, non solo agli anziani, ma a tutti coloro che credono che l’apprendimento non ha età») ma le sue iniziative coinvolgono non soltanto gli iscritti ma anche i simpatizzanti e la cittadinanza. «Vorremmo essere un simbolo, un riferimento per il nostro territorio. Ci piacerebbe essere tra le cose che caratterizzano la città. E le nostre energie sono spese per questo, per cercare di offrire alla città e al territorio un piccolo-grande servizio, dove la gente possa incontrarsi, confrontarsi e informarsi e dove si possono affrontare i temi del nostro tempo» conclude Placidi.


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