ROMA – Aumentano le risorse al sistema universitario abruzzese. Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha firmato il decreto che definisce i criteri di ripartizione del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO), il principale strumento di finanziamento delle università statali destinato a sostenere il funzionamento degli atenei, la didattica, la ricerca e il personale. Agli atenei statali dell’Abruzzo sono stati assegnati 245,2 milioni di euro, in crescita di 1,1 milioni di euro rispetto al 2025 e del 17,8% rispetto al 2019, confermando il rafforzamento degli investimenti nel sistema universitario regionale.
“Con il Fondo di finanziamento ordinario continuiamo ad aumentare le risorse per le università italiane e abruzzesi. Un impegno – spiega il Ministro Bernini – che si traduce in più capacità di programmazione per gli atenei, più sostegno alla ricerca, qualità della didattica e maggiori opportunità per studenti, ricercatori e docenti. Ma non basta investire di più, serve investire meglio. La nostra visione è chiara: rendere il sistema universitario italiano sempre più attrattivo e internazionale, capace di valorizzare il merito, offrire ai giovani maggiori opportunità e fare della conoscenza uno dei principali motori della crescita economica, sociale e civile del Paese”.
Nel dettaglio, all’Università di Chieti-Pescara “Gabriele D’Annunzio” sono destinati circa 104,8 milioni di euro, all’ateneo dell’Aquila spettano quasi 86,7 milioni, all’Università di Teramo 30,6 milioni, mentre al Gran Sasso Science Institute (GSSI) quasi 23,2 milioni di euro (+5% rispetto al 2025).
A livello nazionale, il Fondo di Finanziamento Ordinario per il 2026 ammonta a 9,415 miliardi di euro, con un incremento di 25,6 milioni rispetto al 2025 e del 26% rispetto al 2019.
Tra le principali novità per il 2026, l’introduzione di una misura per il finanziamento di progetti strategici presentati dagli atenei.
GIOVANI DEMOCRATICI e PD: “NESSUN TRIONFALISMO. IL GOVERNO CONTINUA A SOTTOFINANZIARE GLI ATENEI E L’ABRUZZO RESTA FERMO”
“Non c’è nulla da festeggiare. Il Governo prova a presentare come un grande investimento quello che, nei fatti, è un finanziamento ancora insufficiente a garantire il reale funzionamento delle università italiane. Il Fondo di Finanziamento Ordinario continua infatti a non coprire l’aumento dei costi sostenuti dagli atenei: prima l’inflazione del triennio 2022-2024, mai realmente recuperata, e oggi quella ancora in corso, insieme all’aumento strutturale del costo del personale dovuto ai rinnovi contrattuali e agli scatti stipendiali. In termini reali, quindi, il sistema universitario continua a essere sottofinanziato e gli atenei sono costretti a fare sempre di più con risorse che valgono sempre meno” sostengono i Giovani Democratici, con il segretario regionale e coordinatore nazionale della Segreteria Saverio Gileno, e il PD di Pescara, con il responsabile iniziativa politica Monaim Mouatamid.
“È una buona notizia che le università abruzzesi ricevano le risorse necessarie al proprio funzionamento. Sarebbe però difficile festeggiare fondi che questo stesso Governo, negli anni scorsi, aveva ridotto e che oggi vengono solo parzialmente riallineati. Il Fondo di Finanziamento Ordinario è indispensabile per garantire didattica, ricerca e personale, ma non può essere raccontato come una svolta per il sistema universitario italiano e abruzzese. A leggere i dati emerge inoltre un elemento evidente: l’incremento complessivo di circa 1,1 milioni di euro destinato agli atenei abruzzesi coincide sostanzialmente con l’aumento del 5% assegnato al Gran Sasso Science Institute, eccellenza di cui siamo orgogliosi e che merita di essere sostenuta. Le Università dell’Aquila, Chieti-Pescara e Teramo, invece, restano sostanzialmente ferme, senza un reale rafforzamento delle proprie risorse” proseguono.
“Il vero problema è che, mentre si rivendicano questi numeri, continua il silenzio sul diritto allo studio universitario. In Abruzzo gli studenti attendono ancora interventi concreti sugli alloggi pubblici, la più volte annunciata da Santangelo riforma del sistema regionale del diritto allo studio non è mai arrivata e manca una strategia capace di mettere università, ricerca e innovazione al centro dello sviluppo della regione”.
“Nei prossimi anni, con l’esaurimento di molte delle risorse straordinarie del PNRR dedicate alla ricerca, sarà ancora più urgente costruire una politica regionale per l’università che punti sull’integrazione tra gli atenei, sul rafforzamento della ricerca, sul trasferimento tecnologico, sull’attrazione di studenti e ricercatori e sul diritto allo studio. L’Abruzzo ha tutte le potenzialità per diventare una vera regione delle università e della ricerca, ma servono programmazione e investimenti strutturali, non annunci. Per i Giovani Democratici il futuro dell’Abruzzo passa da qui: rafforzare il sistema universitario significa creare lavoro qualificato, trattenere i giovani, attrarre competenze e costruire sviluppo. È questa la sfida che la Regione dovrebbe affrontare, anziché limitarsi a celebrare risorse che, al netto dell’inflazione e dell’aumento dei costi, garantiscono appena l’ordinaria amministrazione” concludono Gileno e Mouatamid.







