Univaq: no alla Dad e alla didattica mista. Delusione tra gli studenti

di Alessio Ludovici | 13 Gennaio 2022 @ 06:00 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Il Senato Accademico dell’Univaq ha respinto le richieste dell’Udu che erano dad per tutti dal 10 al 28 gennaio, screening di studenti e personale dal 20 al 25 gennaio, una campagna di sensibilizzazione alla vaccinazione e definizione modalità ripartenza per il 31 gennaio, in ogni caso la possibilità di garantire la didattica mista a tutti. Il Senato dal canto suo ha fatto riferimento alle attuali indicazioni nazionali per quanto riguarda le riapertura e mantenuto la “linea dura” sulla didattica mista. 
 
Le lezioni continueranno quindi unicamente in presenza con l’unica eccezione delle categorie fragili che già avevano diritto alla Dad e gli esami saranno solo in presenza con eccezione per gli studenti fragili o con disabilità, quaranten/ lockdown o per studentesse e studenti internazionali o Erasmus.
 
“Dispiace constatare di essere demonizzati nel momento in cui facciamo una proposta articolata e motivata” spiega l’Unione degli Universitari. “DAD e didattica in presenza non sono alternative, ma potrebbero essere integrate nell’università del futuro, sia come strumento per raggiungere le esigenze di tutte e tutti (pensiamo per esempio ai lavoratori), sia per fare fronte alle emergenze (pensiamo a questa pandemia, o per esempio alla neve).”
 
Un gruppo di studentesse in una lettera firmata segnala che tale scelta “non tiene conto di innumerevoli problematiche: oltre al forte rischio al quale sono esposti gli studenti nel raggiungere l’ateneo per lo svolgimento delle prove d’esame, c’è da considerare anche la mancata certificazione in caso di isolamento o quarantena fiduciaria, i tempi di attesa dei tamponi ed i costi legati agli spostamenti dei fuorisede.”

Nella lettera vengono riportate le considerazione di alcuni studenti: “Ho ridotto la mia vita sociale quasi al nulla per tutelare me e le persone che mi stanno accanto e adesso l’idea di trovarmi in un ambiente non familiare e potenzialmente a rischio, mi mette a disagio” dice una studentessa al IV anno di Scienze della Formazione Primaria.

Aggiunge una ragazza dello stesso corso: “Penso sia l’unico ateneo a continuare su questa linea. L’Università di Teramo farà tutto in mista, lasciando lo studente libero di scegliere e tenendo in considerazione tutte le situazioni che si possono creare, legate al covid”.

“Durante la pandemia i miei genitori hanno perso il lavoro e per questo sono dovuta tornare a vivere conloro. Non rientro in nessuna delle categorie aventi diritto alla DAD e l’obbligo di presenza mi costringe oltre che ad un viaggio di ore anche a dover sostenere delle spese che non posso affrontare”.


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