Univaq: Laurea magistrale a ciclo unico in Ingegneria edile Architettura

In scadenza il 26 agosto i termini per le iscrizioni al test di ingresso

di Redazione | 04 Agosto 2021, @01:08 | UTILI
UnivAQ
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L’AQUILA – Scadrà il prossimo 26 agosto il termine per l’iscrizione al test di ingresso, online e senza soglia, del corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Ingegneria Edile – Architettura dell’Università degli Studi dell’Aquila per l’anno accademico 2021/2022. Si tratta di un percorso formativo rivolto alla preparazione di una figura professionale che, alla specifica capacità progettuale a livello architettonico e urbanistico, accompagna la padronanza degli strumenti relativi alla fattibilità costruttiva dell’opera ideata, fino a poterne seguire con competenza la corretta esecuzione sotto il profilo estetico, funzionale e tecnico – economico in una prospettiva aperta agli sviluppi della dimensione sostenibile del progetto e della costruzione e dei processi ad essa collegati ante operam e post operam.

Il corso si sviluppa attuando un’integrazione in senso qualitativo della formazione storico – critica con quella scientifica, secondo un’impostazione didattica che concepisce la progettazione come processo di sintesi, per conferire a tale figura professionale pieno titolo per operare sia in ambito architettonico che urbanistico. Tale impostazione è stata oggetto, di recente, di una parziale revisione funzionale all’ottimizzazione della sua organizzazione complessiva, attraverso la riduzione del carico didattico, l’istituzione di laboratori integrati uniformemente distribuiti sui primi quattro anni, la ridistribuzione dei crediti formativi per agevolare lo studente nella preparazione della tesi di laurea.

Il Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria edile – architettura ha un ordinamento specificamente orientato al rispetto della Direttiva 2005/36/CE del Parlamento Europeo, è quinquennale a ciclo unico e al compimento degli studi viene conseguito il titolo di Laurea Magistrale in Ingegneria Edile–Architettura che consente di esercitare in tutti gli stati dell’Unione sia la professione di architetto che quella di ingegnere. Tale opportunità è stata colta da molti tra gli iscritti al corso, come per esempio coloro che hanno vinto il Premio Luigi Zordan, iniziativa che apre proprio questa prospettiva professionale ai vincitori.

Il percorso formativo coniuga la formazione di ingegnere e quella di architetto attraverso una serie di insegnamenti disciplinari obbligatori e di altri a scelta. Pur ordinato su cinque anni, si articola su tre fasi di apprendimento: la prima (primo e secondo anno) è di tipo propedeutico e comprende gli insegnamenti di base di cultura sia ingegneristica (Analisi matematica, Geometria, Fisica, Informatica) sia architettonica (Disegno e Rilievo, Storia dell’Architettura, Composizione Architettonica, Urbanistica); la seconda (terzo e quarto anno di corso) è caratterizzata dalle attività di sintesi progettuale, riguardante gli aspetti tecnologici, formali e figurativi, nonché strutturali dell’architettura (Architettura Tecnica, Composizione, Scienza e Tecnica delle Costruzioni, Idraulica) e dall’arricchimento culturale attraverso lo studio di discipline specialistiche che integrano l’apprendimento e la formazione di tipo tecnico–professionale e culturale–critico. Infine con la terza fase (quinto anno) si completa la preparazione professionale secondo obiettivi specifici e scelte culturali operate autonomamente dallo studente. Essendo tutto il corso di studi finalizzato alla formazione progettuale, gli insegnamenti, in tutte e tre le fasi formative, sono condotti affrontando, oltre ai contenuti teorici e metodologici, anche gli aspetti applicativi, attraverso le esercitazioni e soprattutto i laboratori progettuali – quelli svolti nei singoli corsi e quello di tesi finale – nei quali gli studenti sviluppano le capacità di comprensione, applicazione e comunicazione. “Questo aspetto fornisce agli studenti strumenti indispensabili per affrontare il mondo del lavoro – dichiara il presidente del consiglio di area didattica Renato Morganti – oggi particolarmente aperto verso questa professione grazie agli interventi in materia del Governo e, nel nostro territorio, con la fase della ricostruzione ormai avviata. Il corso, quindi, offre, grosse opportunità di sbocchi occupazionali nelle attività di progettazione, attraverso gli strumenti propri dell’architettura e dell’ingegneria edile, dell’urbanistica e del restauro architettonico e avendo padronanza degli strumenti relativi alla fattibilità costruttiva ed economica dell’opera ideata, delle operazioni di costruzione, trasformazione e modificazione dell’ambiente fisico e del paesaggio, con piena conoscenza degli aspetti estetici, distributivi, funzionali, strutturali, tecnico–costruttivi, gestionali, economici e ambientali e con attenzione critica ai mutamenti culturali e ai bisogni espressi dalla società contemporanea con particolare riferimento ai temi della sostenibilità ambientale, all’economia circolare applicata al mondo delle costruzioni, alla transizione energetica. I laureati magistrali – conclude il Prof. Morganti – potranno svolgere, oltre alla libera professione, funzioni di elevata responsabilità, tra le altre, in istituzioni ed enti pubblici e privati, studi professionali e società di ingegneria e architettura, operanti nei campi della progettazione, costruzione e trasformazione della città e del territorio”.


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