A Palazzo Fibbioni, alla conferenza stampa di ieri sul rinvio della candidatura della Perdonanza Celestiniana al riconoscimento Unesco quale Bene Immateriale dell’Umanità erano presenti, oltre al Sindaco, Massimo Cialente, Francesco Sabatini, presidente del comitato promotore, Maria Teresa Letta, vice presidente, Ernesto Di Renzo, autore del dossier di candidatura e Walter Capezzali, componente del comitato promotore.

12540685_1677500512539372_7910653783995408033_nIl Comitato Promotore ha illustrato la decisione di “rinvio” adottata dal Comitato Intergovernativo il 4 dicembre 2015 e l’impegno per la riproposizione entro il 31 marzo 2016.

Il Comitato Intergovernativo per la Salvaguardia del Patrimonio Immateriale dell’Umanità, nel corso della X sessione svoltasi dal 30 novembre al 4 dicembre 2015 a Windhoek (Namibia), ha disposto il rinvio dell’iscrizione della Perdonanza Celestiniana nella Lista Rappresentativa, ravvisando la necessità che il dossier di candidatura venga integrato con alcune informazioni riguardanti due punti. Nello stesso tempo il Comitato ha “caldamente invitato” lo stato parte (Italia) a ripresentare la candidatura per il successivo ciclo di valutazione che si concluderà nel novembre del 2017.

In considerazione di questo improvviso ostacolo e alla luce delle modalità con cui esso si è manifestato, il Comitato Promotore per l’iscrizione della Perdonanza Celestiniana, avendo tempestivamente informato di quanto sopra il Sindaco della Città di L’Aquila, si è messo al lavoro per l’attuazione del nuovo procedimento.

Il procedimento svolto dal 7 maggio 2010 al 4 dicembre 2015

1) Dalla costituzione del Comitato Promotore alla candidatura ufficiale presentata dallo Stato italiano.
La proposta di candidare la Perdonanza Celestiniana nella Lista rappresentativa dell’Unesco, emersa originariamente in seno alla Deputazione Abruzzese di Storia Patria, è stata ufficializzata il 7 maggio 2010 mediante un convegno tenuto a Roma nella sede della Società Geografica Italiana, divenuta compartecipe dell’iniziativa e polo operativo del Comitato Promotore per i rapporti con le istituzioni nazionali competenti. Entro il gennaio 2012 il Comitato promotore adempì con rigore a tutte le procedure tecnico-scientifiche occorrenti per redigere il complesso dossier di candidatura previsto dalla normativa UNESCO. Tale dossier, costituito da una ricca documentazione testuale, fotografica e audiovisiva, stilato in 3 lingue e corredato da decine di consensi informati sottoscritti da associazioni, personalità e istituzioni pubbliche (italiane e straniere) che hanno inteso sostenere moralmente la candidatura, è stato costantemente supervisionato e avallato dai funzionari del MIBACT. Di qui l’incartamento completo è stato formalmente trasmesso il 14 marzo 2012 alla Commissione Nazionale Unesco.

I rilievi del Segretariato e quelli di ultima istanza dell’Organo di valutazione dell’UNESCO

A partire dal 31 marzo 2012, il dossier ha seguito le procedure previste, fino alla presentazione, nel marzo 2014, come candidatura italiana alla Lista rappresentativa dell’anno 2015. Nel dicembre 2014 il Segretariato UNESCO ha comunicato un unico rilievo, consistente nella messa a punto, con procedura urgente, dei consensi informati, operazione eseguita, con esito accolto, entro il gennaio 2015.
Tuttavia, l’Organo di Valutazione (Evaluation Body) incaricato di compiere la valutazione finale a un mese dalle proclamazioni (fissate per il 30 novembre – 4 dicembre 2015) ha mosso due rilievi resi noti solo mediante il documento ufficiale (Draft Resolution ITH/15/10.b.19) pubblicato sul sito http://www.unesco.org/culture/ich/en/10com. La segnalazione di questi rilievi, è giunta il 25 novembre al MIBACT, che nello stesso giorno ne ha messo al corrente il Comitato Promotore, chiedendo di predisporre integrazioni e chiarimenti da presentare nel corso dell’imminente Comitato Intergovernativo a Windhoek in Namibia. I rilievi mossi riguardavano la presunta scarsa illustrazione di due dei cinque requisiti richiesti per il riconoscimento dell’elemento: R2, contributo della Perdonanza al “dialogo, alla promozione e al rispetto per la diversità culturale e la creatività umana”; R5, procedimento di inventariazione non sufficientemente condiviso con le Comunità detentrici dell’elemento. Si fa presente che nessun sentore di carente informazione su questi punti era emerso in tutte le occasioni di messa a punto e di esame del dossier da parte degli organi nazionali e della Rappresentanza italiana UNESCO a Parigi, nonché da parte dello stesso Segretariato UNESCO.

2) La preparazione delle controdeduzioni e l’invio di una delegazione italiana in Namibia, in assenza della rappresentante diplomatica italiana di Parigi.
Pervenuta al Comitato Promotore la notizia dei rilievi, il Comitato stesso, nelle persone del Presidente Francesco Sabatini, del Presidente della Deputazione Abruzzese di Storia Patria, Walter Capezzali e del Prof. Ernesto Di Renzo, principale curatore scientifico dell’intero Dossier, ha predisposto in tre giorni le integrazioni e chiarimenti elaborati in particolare dal Prof. Di Renzo insieme con i responsabili del MIBACT. Nel frattempo veniva costituta, in accordo con il MAECI, la delegazione italiana, composta dal rappresentante del MAE, dott. Alessandro Costa (Primo Segretario dell’Ambasciata italiana a Pretoria, la sede diplomatica più vicina a Windhoek), dalla rappresentante del MIBACT, Dott.ssa Elena Sinibaldi, e dal Prof. Ernesto Di Renzo, rappresentante del Comitato Promotore, inviato con il sostegno ottenuto tempestivamente dal Comune di L’Aquila.

3) L’azione della delegazione italiana e l’operato di due oppositori
La procedura dei lavori assembleari prevede che abbiano diritto di parola solo i membri del Comitato intergovernativo (formato da 24 paesi che vi permangono per la durata di un biennio) e che l’esposizione dei casi in discussione sia affidata a uno di tali membri, i quali possono tuttavia dare la parola a soggetti esterni. La delegazione italiana a Windhoek ha preso immediati contatti con i 24 membri del Comitato, per fornire in fase preassembleare informazioni sui punti controversi e per individuare almeno due membri disposti a introdurre (in chiave favorevole) la discussione e a far intervenire un portavoce della parte interessata. In questa serie di febbrili colloqui la delegazione ha riscontrato un largo consenso alla candidatura proposta dall’Italia e ha individuato nei rappresentanti della Turchia e della Grecia i due “presentatori ufficiali” delle motivazioni che avrebbero dovuto portare al superamento delle criticità individuate dall’Organo di Valutazione. (nella terminologia del consesso detti “emendamenti”). È stato esaminato per primo il caso dei rilievi sul Criterio R5, affidato al rappresentante della Turchia, e il dibattito, nel quale è stata data la parola al Dott. Costa, si è concluso con voto favorevole alla tesi italiana. Prima del passaggio ai rilievi sul criterio R2 si è inserita nel dibattito la rappresentante del Belgio, la quale a lungo e con toni molto aspri ha sollevato obiezioni sul Criterio R3, che non era in discussione, al punto che è stata richiamata al rispetto della coerenza da parte del Presidente. Giunto il momento in cui si sarebbe dovuto discutere l’“emendamento” sul Criterio R2, il rappresentante della Grecia ha solo informato di aver fatto da tramite ad esso, non ha svolto argomentazioni e non ha dato la parola alla rappresentanza italiana: giunti al voto, il rappresentante greco si è astenuto e l’esito della votazione è stato negativo per un solo voto.

Questi i fatti. Dai quali, a parere di coloro che li hanno seguiti nelle ultime fasi, è difficile non trarre molto sconcerto per l’inusuale modalità di discussione e di assunzione della decisione finale seguita dal Comitato Intergovernativo.
Non rimane a questo punto che concentrare energie e risorse nella riproposizione della candidatura al fine di raggiungere l’obiettivo prefissato.”

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