Una nuova croce pastorale per Papa Francesco

di Redazione | 28 Agosto 2022 @ 14:46 | PERDONANZA
papa francesco
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L’AQUILA – Durante la celebrazione della Perdonanza Celestiniana Papa Francesco ha inaugurato la nuova croce pastorale, chiamata in gergo liturgico ‘ferula papale‘, realizzata da Laura Caliendo e Gabriele Di Mizio.

La ferula è stata donata al Santo Padre dai due orafi in occasione dell’udienza di mercoledì 24 agosto nell’Aula Paolo VI in Vaticano, accompagnati da don Daniele Pinton, il liturgista che ha ispirato tutta la simbologia presente nel nuovo pastorale.

La ferula è stata usata da Papa Francesco oggi durante la celebrazione e anche per il rito dell’apertura della Porta Santa.

Il nuovo corso della ferula papale

Papa Paolo VI, al termine del Concilio Vaticano II, l’8 dicembre 1965, il giorno dopo il ritiro delle scomuniche fra Chiesa d’Oriente e Chiesa d’Occidente, entra in Piazza San Pietro, con una ferula papale, commissionata e realizzata dall’artista Lelio Scorzelli, che ne segna la ripresa di un uso ordinario. Scostandosi dalla tradizione precedente delle ferule usate dai papi del passato, appartenente al corredo pontificio medievale, che dal Cinquecento veniva usato solo in circostanze molto rare, questa nuova ferula, non solo era provvista di una sfera, rivisitata nella sua grandezza dallo scultore napoletano, ma anche da una croce a cui fu posto ‘anche un Gesù crocifisso, esile ed eppure capace di piegare col peso della sua concentrata sofferenza la trave del più celebre e delicato simbolo cristiano’.

Questo ‘nuovo’ oggetto liturgico, usato sia da Giovanni Paolo I e poi Giovanni Paolo II, ha iniziato ad essere usato ‘ad intermittenza’ da Papa Benedetto XVI, che dalla Domenica delle palme del 2008, ha ripreso ad usare anche, (prima in originale, poi in una copia)’ il bastone con la croce d’oro donata a Pio IX nel 1877 e usata dai pontefici fino al Concilio Vaticano I’.

Papa Francesco, dall’inizio del suo ministero petrino, come vescovo di Roma, ha usato non solo la ‘ferula di San Paolo VI’ e quella di Benedetto XVI, ma anche altre ferule papali, realizzate con un materiale austero come il legno, spesso dono di comunità ecclesiali, da lui incontrate nel suo ministero pastorale. La ferula papale, ‘simile per funzioni al bastone pastorale, si distingue da quello, perché priva di quella curvatura che la tradizione occidentale aveva e che i patriarchi del Mediterraneo non usavano’. Lo scultore Scorzelli, ispirandosi alla persona di Papa Paolo VI, introduce una curvatio, che enuncia l’obbedienza del vescovo di Roma al mistero della Croce. La nuova ferula papale, dono rivolto a Papa Francesco, realizzata dagli artisti Laura Caliedo e Gabriele di Mizio, orafi aquilani, si ispira, in continuità iconico simbolica alla croce pastorale, pensata per Papa Paolo VI per la sua forma, ma per la simbologia, a due passi della sacra Scrittura, tratti l’uno dalla Lettera di S. Paolo apostolo ai Galati “Quanto a me invece non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo” (Ga 6,14) e l’altro dal vangelo secondo Giovanni (Gv 15,1-17), e in particolare modo dove si afferma: “Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto (…) Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore”. L’Apostolo delle genti, ha sperimentato su di sé la forza della croce di Cristo e i suoi frutti salvifici e redentivi, attraverso i quali ha compreso che non c’è salvezza lontano da Cristo, crocifisso e risorto. E il legame a Cristo e alla Croce, per il cristiano è come il legame tra la vite e i tralci. Se il tralcio si stacca dalla vite, non solo non perderà frutto, ma perderà la vita. Nella nuova ferula papale o croce pastorale, realizzata interamente in legno e incisa con la similitudine alla vite, quella che potremo definire come ‘sfera’, che rimanda alle antiche ferule papali, su cui poggia la croce, diviene il punto di raccordo dei tralci realizzati in argento, che dal bastone giungono ad avvolgere la stessa croce. In questa sfera sono presenti sui due lati ‘in versu fidelium et in versu pape’, tre cammei, di cui il primo, con l’immagini dell’anello del pescatore, raffigura l’apostolo Pietro, che tiene in mano le due chiavi, il secondo con l’immagine della Salus Populi Romani, vuole sottolineare una caratteristica del ministro apostolico di Papa Francesco, che Le cerniere in argento del bastone della croce pastorale, riprendono la simbologia della vite e dei tralci, che anch’essi in argento si intarsiano nella stessa ferula, legandosi strettamente ad essa con un ulteriore richiamo all’altro elemento ispiratore di quest’opera, che troviamo nelle parole dell’Apostolo Paolo quando afferma che il suo unico vanto è la croce di Cristo Signore. dDP dall’inizio del suo pontificato, prima di ogni scelta importante e di ogni viaggio apostolico, si è sempre recato nella basilica papale di S. Maria Maggiore, per affidare alla Vergine Madre, il suo impegno di testimonianza del Vangelo. Sotto il nodo della croce, dalla parte della Salus Populi Romani, un terzo cammeo, più piccolo, riporta lo stemma di Papa Francesco, per segnarne il dono.


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