Una monumentale Nona Sinfonia il 30 luglio ad Alba Fucens

di Redazione | 29 Luglio 2023 @ 11:11 | CULTURA
Pasquale Veleno Alba fucens Beethoven
Print Friendly and PDF

La sera di domenica 30 luglio ore 21,15, per l’inaugurazione dei grandi eventi dell’anfiteatro romano di Alba Fucens, facenti parte del cartellone estivo FESTIV’ALBA 2023 settima edizione, vi saranno sul palco 180 musicisti che renderanno omaggio a Ludwig van Beethoven, per i 200 anni dalla composizione della celebre e monumentale Nona Sinfonia.
Compagine tutta abruzzese, per una grande produzione ideata da Harmonia Novissima e condivisa con la società concertistica Riccitelli di Teramo ed il Teatro Marrucino di Chieti, città che ospiteranno lo stesso evento beethoveniano, il 28 luglio a Chieti ed il 29 luglio a Teramo: i tre rispettivi direttori artistici, i Maestri Massimo CocciaNazzareno Carusi Giuliano Mazzoccante, hanno operato in perfetta sinergia per allestire un organico di assoluto rilievo musicale e mandare così in porto una operazione culturale indimenticabile: 60 componenti dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese (60 elementi), diretta dal maestro pescarese Pasquale Veleno, insieme a 120 coristi di 3 cori di Pescara (Coro dell’Accademia e Corale delle Nove) e di L’Aquila (Corale Novantanove) coordinati dal maestro aquilano Ettore Maria Del Romano. Le quattro voci soliste saranno: Sara Rossini soprano; Cecilia Bernini contralto; Riccardo Della Sciucca tenore; Rocco Cavalluzzi basso.

ALBA FUCENS (Massa d’Albe – AQ) – Anfiteatro romano
Domenica 30 LUGLIO ore 21,15

NONA SINFONIA DI BEETHOVEN 200 anni (1823-2023)
Ludwig van Beethoven: Sinfonia n. 9 in re min. per soli, coro e orchestra op. 125 “Corale”Orchestra Sinfonica Abruzzese
Coro dell’Accademia di Pescara
Corale Novantanove di L’Aquila
Coro delle Nove di Pescara
Sara Rossini soprano
Cecilia Bernini contralto
Riccardo Della Sciucca tenore
Rocco Cavalluzzi basso
Maestro del Coro: Ettore Maria Del Romano
Direttore: Pasquale Veleno

Non si può comprendere appieno la natura della Nona Sinfonia di Beethoven, se non si considera che essa prese vita dopo più di undici anni dall’epoca di quella fase fruttuosa che aveva visto la nascita di tutte le restanti sinfonie, dalla Prima all’Ottava, e che proprio per questa ragione viene definito “periodo sinfonico”. Il Beethoven che si accinge alla composizione della Nona è maggiormente concentrato verso un nuovo modo espressivo che sembra dividersi tra una tendenza a scavare nella più segreta intimità, e un’altra che porta a indagare forme storiche musicali, come la fuga e la variazione, in opere grandiose e sistematiche. Teatro della “prima” fu il Teatro di corte di Porta Carinzia a Vienna, e per la riuscita della serata non fu di certo estraneo un forte sentimento di rivalsa tedesca, a fronte del crescente successo dell’opera di Rossini che stava conquistando il pubblico austriaco. La Freudenmelodie, melodia della gioia, ha reso celebre in tutto il mondo questo capolavoro, tanto da divenire l’inno dell’Unione Europea. Il finale della Nona Sinfonia lascia dietro di sé una scia di entusiasmo filantropico, uno slancio verso ciò che c’è di buono, e una fede incrollabile verso il coraggio di aiutarci a vivere fraternamente.                                                              


Print Friendly and PDF

TAGS