Una maestra delle Micarelli scrive agli alunni: “quanto è bello stare insieme a voi e vivere una quotidianità”

di Redazione | 14 Marzo 2020 @ 10:59 | RACCONTANDO
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In questi giorni di smarrimento collettivo si susseguono i messaggi di speranza. Oggi vi proponiamo la lettera aperta ai propri alunni di una maestra della scuola ISMA Micarelli dell’Aquila:

Miei cari studenti,

potrei scrivervi della mia paura, dell’incertezza che mi fa star male, della stranezza di un mondo surreale che percepisco attorno a me, a noi, della collera nel pensare che questo virus abbia rotto (non le scatole come qualcuno di voi starà pensando!) ma un equilibrio fantastico che avevamo creato con sacrifici dall’inizio dell’anno e che, improvvisamente, sembra non aver più valore. È proprio questo equilibrio che abbiamo creato insieme che mi ha dato la possibilità di conoscervi un po’ di più e sempre meglio ed è così che posso affermare con certezza che nessuno di voi ha gioito alla notizia di non venire a scuola per un po!

I primi giorni senza di voi a scuola ho provato una strana sensazione: oltre ad un forte odore di prodotti disinfettanti, le tapparelle erano abbassate, sala di arte al buio, sedie sui banchi, silenzio. Un fastidiosissimo silenzio che non era quiete, come quella che c’è a giugno dopo gli scrutini finali. NO, era quiete pesante, era mancanza di vita, quella vita che solo voi riuscite a dare quando ogni mattina entrate a scuola al suono della campana. E allora ragazzi voglio descrivervi la gioia che ho provato nel pensare a quanto è bello stare insieme a voi e vivere una quotidianità che spesso ci facciamo andare stretta e invece ci regala momenti fantastici. Sì, ragazzi voi siete la linfa vitale, coloro che regalano gioia alla nostra bellissima scuola, siete comunque voi quelle anime meravigliose che riempiono le giornate degli insegnanti. Arriviamo a casa e parliamo di voi, beviamo un caffè al bar e parliamo di voi, entriamo in classe e parliamo di voi con voi…

I miei occhi sono lucidi di emozione e felicità nel pensare che tutto questo dovrà finire e che noi ci riprenderemo gli spazi e il tempo di cui abbiamo bisogno per riposizionare quel nostro equilibrio e per fare in modo che la nostra teaching mission possa continuare a concretizzarsi. Qualcuno di voi non conosce la teaching mission? Ve la svelo, dal profondo del mio cuore e vi chiedo di custodirla per sempre nel vostro cuore: la missione del docente è quella di migliorare gli studenti, renderli felici, ispirarli e motivarli a fare della loro vita un capolavoro. E voi studenti, voi siete speciali perché credete in noi.

Stiamo vivendo insieme un’esperienza di vita molto toccante e alquanto negativa. Ma sappiamo che dal negativo si impara sempre qualcosa di nuovo, si cresce, ci si confronta. Come scrisse David Eddings ‘Nessuna giornata in cui si è imparato qualcosa è andata persa’.

Da queste giornate in cui saremo costretti a sentirci virtualmente vi chiedo di imparare ad apprezzare le piccole cose quotidiane, gli affetti, le amicizie, le riflessioni personali, i momenti di solitudine per capire quanto sia importante stare in gruppo, vi chiedo di imparare ad amare voi stessi e le vostre vite. Potrei anche evitare di scriverlo ma sento una voce emozionata che grida dentro di me e che dice ‘mi mancate!’.

Buon weekend a tutti voi


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