Una donna sola al ristorante? Pregiudizi di genere continuano

Una riflessione di Giusi Pitari

di Redazione | 12 Luglio 2021 @ 06:00 | RACCONTANDO
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Qualche tempo fa mi è stato chiesto cosa pensassi di una donna che mangia al ristorante da sola. Ne rimasi spiazzata, non già perché non sapessi cosa rispondere, ma perché non capivo cosa sottintendesse la domanda. Forse che non sta bene? Forse che è triste?

Quando vedo una donna sola al ristorante penso le stesse cose di quando vi incontro un uomo. Ci sono tante donne che lavorano fuori casa, che viaggiano per lavoro, per vacanza, che non hanno voglia di cucinare ma hanno fame, che vogliono stare sole.

Non dobbiamo essere pregiudizievoli, specialmente tra donne. Non possiamo appiccicare etichette a comportamenti, modi di fare attribuendoli come “normali” in base al genere.

Il pregiudizio, in generale, non è altro che è la tendenza a considerare in modo ingiustificatamente sfavorevole le persone che appartengono ad un determinato gruppo sociale. Così si caratterizzano stereotipi che possono essere in base a caratteri nazionali, pregiudizi etnici, di genere ecc. Stereotipi e pregiudizi sono «costruzioni sociali» e non rispecchiano la «realtà».

Bisogna mescolarsi e conoscere le persone per capire quanto sbagliato possa essere un pregiudizio.

Quando ero giovanissima, 24 anni (quindi parliamo nei primi anni ’80), passai un lungo periodo in un centro di ricerca contro il cancro a Losanna, in Svizzera. Abitai dapprima in uno studentato e poi in una foresteria. Alla sera spesso mangiavo in camera, ma avevo l’automobile e presi a sperimentare il mangiar fuori da sola, inizialmente nei week-end. Nessuno si soffermava a guardarmi, anzi in una trattoria gestita da molisani, mi facevano festa.

Poi scoprii il bel borgo di Gruyères a un’ora da Losanna. Un borgo bellissimo dove si mangiava la fonduta di formaggio in una piccola trattoria che profumava di panna fresca. Con una breve escursione salii al suo bel Castello ad ammirare quelle belle montagne che non conoscevo. Venne a trovarmi mia madre e ci portai anche lei, lo ricordò per molto tempo.

Forse bisogna viaggiare, muoversi spesso per il solo piacere di farlo e sperimentare la libertà di essere felici, senza timori di essere giudicate, anzi pre-giudicate.

Viaggiare da sola mi piace, mi fa scoprire luoghi che non conoscevo, anche della mia anima.


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