Un traffico di rifiuti tra Campania e Abruzzo scoperto dalla Guardia di finanza e dai Carabinieri

di Redazione | 22 Aprile 2021 @ 15:51 | CRONACA
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CHIETI  –  Un traffico di rifiuti tra Campania e Abruzzo è stato scoperto dalla Guardia di Finanza che ha sequestrato bene per oltre un milione di euro e 6 misure cautelari.

Il Comando provinciale dei carabinieri di Bari e quello della Guardia di finanza di Foggia hanno eseguito ordinanza emessa dal Tribunale di Bari che ha disposto l’ordinanza di 6 misure cautelari a delle persone che fanno parte di una organizzazione criminale.

L’organizzazione, che operava tra Campania, Abruzzo e Puglia, si dedicata al traffico e allo smaltimento illecito in aree e depositi non autorizzati di ingenti quantitativi di rifiuti speciali non pericolosi. Agli indagati poi, con provvedimento d’urgenza della Direzione distrettuale antimafia, sono stati messi i sigilli ai beni e ai rapporti finanziari.

Il valore dei beni sequestrati si aggira per un totale di 1.635.282, pare guadagno del lavoro illecito svolto.

Le misure cautelari sono arrivate successivamente all’attività svolta dai militari della Guardia di finanza di San Severo, poi continuata in collaborazione con i carabinieri e dei Noe di Bari e Pescara.

La collaborazione tra le forze dell’ordine ha permesso di disarticolae un gruppo criminale dedito all’illecito stoccaggio di rifiuti solidi, prevalentemente provenienti dalla provincia di Caserta ai siti all’aperto o all’interno di capannoni industriali della provincia di Foggia e Chieti.

L’attività investigativa ha preso le mosse da un sequestro, eseguito nel marzo 2018 dai finanzieri della Compagnia di San Severo.

Dalla Puglia le attività investigative hanno continuato arrivando anche in Abruzzo con sequestri all’interno di due capannoni che ospitavano rifiuti speciali non pericolosi.

Il primo, ubicato nella zona industriale di Vasto (Chieti), di circa 1.250 metri quadri, dove i carabinieri nell’ottobre di tre anni fa si sono imbattuti in un muro di 1.500 tonnellate di eco-balle alto 6 metri, maleodoranti, in cui erano compattati rifiuti misti, prevalentemente contenitori e imballaggi anche di sostanze pericolose.

Invece nel secondo capannone, di 1.600 metri quadri, ubicato in agro del comune di Chieuti (Foggia), dove nel novembre 2018 sono state rinvenute ammassate in 5 metri di altezza mille tonnellate di eco-balle provenienti dalla raccolta differenziata urbana. Le vetrate del capannone erano state opportunamente oscurate per impedire che dall’esterno potessero essere visibili le cataste di rifiuti.

Riconosciuti i gravi indizi di colpevolezza raccolti dalla polizia giudiziaria a carico degli indagati per i ripetuti episodi di trasporto e illecito smaltimento di rifiuti speciali, il GIP del Tribunale di Bari ha disposto nei confronti dei 6 soggetti diverse misure cautelari: due custodie cautelari in carcere, una agli arresti domiciliari e tre divieti di dimora nelle Regioni di Puglia e Abruzzo.

La Direzione dstrettuale antimafia ha eseguito il sequestro di 4 compendi aziendali; 4 quote societarie; 4 fabbricati; 9 terreni; 4 polizza vita 38 rapporti finanziari; fino alla concorrenza di euro 1.635.282,00 corrispondente all’illecito profitto da reato conseguito dagli indagati.


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